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Tennis

Wimbledon: ascesa e consacrazione di Ashleigh Barty

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Si è chiusa tra gli applausi un’altra entusiasmante edizione del torneo di tennis più prestigioso al mondo. Wimbledon ha nuovamente i suoi nuovi vincitori: Novak Djokovic e Ashleigh Barty. Due numeri uno, due campioni abituati a vincere e a gestire la pressione data dai grandi palcoscenici. L’australiana, al comando della classifica Wta dal 2019, ha trionfato contro la ceca Karolina Pliskova. Quella di sabato 10 luglio è stata una finale combattuta, terminata al terzo set. Per la numero uno del mondo si tratta del primo titolo vinto sull’erba di Wimbledon e il secondo Slam della carriera dopo il Roland Garros conquistato nel 2019. Da tre anni a questa parte la fuoriclasse di Ipswich è considerata come l’avversaria numero uno da battere, difficile da scalzare dalla vetta del ranking. La vittoria a Londra potrebbe essere la sua definitiva consacrazione e l’inizio di un lungo percorso vincente.

Il racconto della finale – Il match tra Ashleigh Barty e Karolina Pliskova è terminato con il punteggio di 6-3 (4)6-7 6-3. La partita è sembrata essere destinata a terminare in maniera rapida, con Barty che si è imposta fin da subito, mettendo la firma sul primo set dopo soli 29 minuti. Pliskova, però, nel secondo parziale ha trovato la forza mentale per rientrare in partita e rimettere in equilibrio il match. Il set è stato combattuto fino all’ultimo e vinto dalla ceca solo al tie-break per sette punti a quattro. La reazione di carattere della numero sette del mondo, però, non è stata sufficiente. Barty ha ripreso in mano le redini del gioco, mettendo a segno un break in avvio di set e portandosi sul 3-0. Un vantaggio ampio e consolidato nel proseguo del parziale. Per la tennista ceca nulla da fare. Si tratta della sua seconda finale persa in un torneo del Grande Slam, dopo quella degli Us Open 2016 disputata contro Angelique Kerber.

Le emozioni post-partita – «Il tennis mi ha regalato alcune esperienze magnifiche e ne sono estremamente fiera», ha detto Barty nel post partita. «Mi è sempre piaciuto giocare su un campo d’erba e mi sono sempre sentita a mio agio. Il mio gioco è sempre stato adatto per questa superficie. Posso continuare a imparare e fare il massimo possibile». La neo campionessa di Wimbledon si è espressa anche sulla sua avversaria: «Karolina è una lottatrice eccezionale, penso che troppe volte venga sottovalutata; combatte così duramente per ogni punto e bisogna dare il massimo per riuscire a contrastarla. È una delle atlete più solide del tour, da anni è una top player, così vicina al successo. So che un titolo Slam non è lontano per lei». Infine Barty ha concluso con un pensiero molto personale: «Per me è più importante essere una brava persona che una buona giocatrice. Penso sia sempre stata la mia priorità. Riuscire ad imparare dai miei genitori, dalla mia famiglia, è stata una parte enorme della mia crescita. Sono stata estremamente fortunata per aver avuto l’opportunità di imparare a giocare a tennis. Ma essere una persona perbene è assolutamente la mia priorità ogni singolo giorno».

La consacrazione di Ashleigh Barty – La numero uno Wta riporta in Australia il trofeo di Wimbledon dopo 41 anni. Prima di lei era riuscita nell’impresa la connazionale Evonne Goolagong che vinse lo Slam londinese nel 1980 e che Barty ricorda sempre come punto fermo e grande ispirazione. L’australiana, inoltre, aveva vinto già vinto il torneo ma in versione juniores, ripentendo le gesta di altre grandi tenniste come Ann Jones, Martina Hingis e Amelie Mauresmo che hanno trionfato sull’erba britannica sia da giovani che da professioniste. Il palmarés si arricchisce ulteriormente, con 12 titoli in bacheca, di cui due Slam, una prima posizione blindata e un monte premi che solo nel 2021 ammonta a 3.509.962 dollari.

Olimpiadi

Tokyo2020, tennis maschile: clamorosa eliminazione di Djokovic, Zverev vola in finale

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In lacrime, seduto sulla sua panchina a pensare all’impresa che ha appena compiuto. Alexander Zverev vince probabilmente la sua partita più importante della carriera a Tokyo2020, nella semifinale contro il numero uno al mondo Nole Djokovic.

Un match a due facce con il primo set dominato dal serbo 6-1 che, però, cala fisicamente col passare del match, per via di una forte storta alla caviglia destra. Djokovic va un break avanti anche nel secondo set, ma successivamente perde due turni di battuta consecutivi per il definitivo 6-3 a favore del tedesco. Nel terzo set Zverev è solidissimo, sbaglia davvero pochissimo e surclassa Nole con il punteggio 6-1.

Per Djokovic sfuma così il sogno del Golden Slam, si giocherà la medaglia di bronzo contro Carreno Busta. Lo spagnolo è stato battuto dal russo Karen Khachanov nell’altro semifinale con un doppio 6-3.

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Olimpiadi

Tokyo 2020, tennis maschile: eroico Fognini, ma cede a Medvedev

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Tanto rammarico per Fabio Fognini che cede al russo Danil Medvedev agli ottavi di finale del torneo olimpico con il risultato di 2-6 6-3 2-6. Nel primo set l’italiano ha avuto pochissime chances di portarsi in vantaggio grazie soprattutto al gioco solidissimo del numero 2 al mondo. Il caldo e l’umidità hanno influenzato molto il match, tanto che i due atleti sono stati costretti piegarsi in due quasi dopo ogni scambio. Grazie anche a questo particolare, Fognini brekka Medvedev nel nono game del secondo set ed allunga la gara al terzo set.

L’italiano potrebbe portarsi in vantaggio con tre palle break nel primo game del terzo set, il russo le annulla portando a casa il game. La striscia di punti consecutivi si allunga a 10-0 a favore di Medvedev con il conseguente decisivo break subito da Fognini. Nel settimo game Fabio avrebbe anche altre 2 palle prontamente annullate dal numero due al mondo.

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Olimpiadi

Tokyo 2020, tennis femminile: finisce il sogno olimpico di Camila Giorgi

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Ad un passo dalla zona medaglia, si conclude il sogno di Camila Giorgi nel torneo di tennis femminile ai quarti di finale. La tennista italiana perde 4-6 4-6 contro l’ucraina Elina Svitolina, pagando le brutte partenze in entrambi i set dov’è andata sotto di due break. Per Camila molti errori non forzati hanno condizionato il match, la tensione della posta in palio si è fatta sentire.

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