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Analisi Partite

Tra Roma e Napoli vince l’equilibrio.

Derby del Sud giocato ad alta intensità tra le due formazioni a cui è mancato solo il goal. Sul finale espulsi Mourinho e Spalletti.

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Pareggio a reti bianche tra Roma e Napoli all’Olimpico dopo 90 minuti di battaglia tra le due compagini. Il risultato perfetto, diceva Brera. Per il vate del giornalismo italiano “In uno zero a zero non ci sono errori, solo purezza e ascetismo. Una tensione verso il nulla che è sacra”. Oggi le due squadre hanno provato a superarsi dando vita ad un derby del sud gagliardo. Mourinho recupera Zaniolo e sceglie gli 11 di Torino per cancellare la vergogna di Bodo, costata la tribuna punitiva a Kumbulla, Mayoral, Diawara, Villar e Reynolds. Spalletti va con suoi titolari, con Mertens e Lozano pronti a fare la staffetta con Insigne e Politano.

La gara: La Roma parte forte nei primi minuti del match chiudendo le linee di passaggio ad Anguissa e Fabian Ruiz, rendendosi pericolosa con Pellegrini. Il Napoli non trova Osimhen ben contrato da Ibañez e Mancini. Al 29’ Cristante recupera palla a centrocampo servendo Abraham alla perfezione. L’inglese a tu per tu con Ospina non trova la porta allargando tropo il piatto destro. Il Napoli reagisce dopo il grande spavento, con il palleggio anestetizza le folate giallorosse e al 41′ tira per la prima volta in porta con Insigne, Rui Patricio blocca facilmente.

Il secondo tempo: Il Napoli rientra meglio in campo dimostrando di non essere per caso leader del campionato. Fabian Ruiz al 59′ verticalizza in area per Politano che serve un assist al bacio per Osimhen, Mancini e Ibañez si immolano salvando la porta giallorossa andando a sbattere entrambi sul palo, la palla carambola su Mario Rui che a botta sicura trova Karsdorp in scivolata. Sul corner seguente ancora Osimhen di testa si rende pericoloso spolverando la traversa. Questa volta tocca la Roma a reagire. Pellegrini servito da Karsdorp sfiora il goal sensazionale. Dopo 5 minuti Mancini di testa si divora un goal fatto, ma da 5 metri schiaccia al lato ad Ospina battuto. Poi ancora palleggio del Napoli e Roma poco precisa in ripartenza. Sul finale Mourinho viene espulso per doppia ammonizione mentre a fine gara Massa tira fuori il rosso anche per Spalletti. Finisce 0 a 0, il Napoli si ferma nuovamente nella sua storia ad 8 vittorie consecutive, come con Sarri. Mourinho ritrova i suoi titolari e la sua Roma a cui chiede un po’ più di cinismo sotto porta per completare il primo processo di miglioramento.

Analisi Partite

La Roma cala il poker.

Vince facilmente la Roma lo spareggio per il secondo posto nel girone. Zaniolo ritrova il campo ed il goal.

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La Roma batte lo Zorya nel quinto turno di Conference League per 4-0 regalando goal e spettacolo ai 40000 spettatori accorsi all’Olimpico. Mourinho ritrova dal primo minuto Smalling al centro della difesa, lancia Zaniolo nella coppia offensiva con Abraham e sorprende tutti inserendo Carles Perez in mediana.

La partita: La squadra giallorossa parte subito forte, sfiorando il goal con Mkhitaryan al 30esimo secondi. Dopo un quarto d’ora trova Carles Perez realizza il goal del vantaggio, dopo un assist perfetti di El Shaarawy . Gli ucraini provano a reagire con risultati nulli mentre sono ancora i giallorossi a sfiorare ripetutamente il goal. 2 a 0 segnato da Zaniolo che ritrova così la via della rete dopo 3 mesi. Veretout non chiude il match allo scadere, sbagliando il suo secondo rigore consecutivo.

La ripresa: Nuova partenza fulminante dei ragazzi di Mourinho, che pronti via realizzano la terza rete con Abraham che deve solo spingere in rete l’assist di un Super Zaniolo. Lo Zorya cambia uomini e schemi in campo ma non riesce mai a cambiare di passo salvandosi dalla goleada solo per l’imprecisione degli attaccanti romanisti. Abraham alla mezz’ora della ripresa fa doppietta personale con una rovesciata degna di Roberto Pruzzo, “O’rey di Crocefieschi”, che scalda le mani ai tifosi presenti allo stadio. Sul finire esordio per il 2004 Missori, a cui a fine partita Mourinho regalerà il pallone dell’esordio in prima squadra. Ora la Roma, sempre in iper emergenza a centrocampo, aspetta domenica il Torino di Juric, per continuare l’onda lunga di questi 4 giorni. Per la Conference appuntamento il 9 dicembre a Sofia alle 18.45 contro il CSKA sperando di ricevere un regalo dallo Zorya che ospiterà in Ucraina i primi del girone C, il Bodo Glimt.

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Analisi Partite

La Laguna inghiotte la Roma

Vince il Venezia che supera la Roma che non sfrutta le sue occasioni. Gli episodi del var ancora controversi con i giallorossi.

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Il Venezia supera la Roma 3 a 2 nel lunch match della dodicesima giornata di campionato. Non basta la piccola rivoluzione a Mourinho per ritrovare la vittoria e tenersi il quarto posto in coabitazione con l’Atalanta. Le statistiche raccontano una partita diversa dal risultato, con i giallorossi con più possesso palla e tiri in porta ma terrorizzati in difesa da Okereke eroe della giornata odierna del Penzo.

Primo Tempo: Pronti via ed il Venezia alla prima palla va in vantaggio con Caldara abile a deviare sotto misura il calcio da fermo calciato da Aramu. La Roma reagisce subito, Abraham conquista un calcio di rigore vanificato dal var per off side di Pellegrini. Per mezz’ora la Roma crea le occasioni per il pareggio, l’occasione più clamorosa è il palo che dice no ad Abraham al 27esimo. Okereke spreca il 2 a 0 in contropiede e la Roma al minuto 42 trova in mischia il pareggio con Shomurodov. Sul finire del tempo Abraham da ragione a Mourinho e insacca il 2 a 1 del vantaggio giallorosso.

Secondo tempo: La Roma rinfrancata dal vantaggio entra in campo per chiudere il match. Haps salva sulla riga in rovesciata dopo il colpo di testa di Kumbulla e Romero salva su El Shaarawy un rigore in movimento. Al 64esimo cambia il match. Aureliano fischia il rigore su contatto Cristante Caldara, ennesima decisione controversa ai danni della Roma. Aramu trasforma. La partita si rompe, con entrambe le squadre a cercare la vittoria. Abraham sfiora il terzo goal mentre sul filo dell’off side Okereke brucia gli avversari ed infila Rui Patricio per il vantaggio lagunare. Il portiere portoghese miracola due volte su due conclusioni ravvicinate mentre Carles Perez viene contrato dalle esimo salvataggio veneziano che consegna i 3 punti ai ragazzi di Zanetti.

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Analisi Partite

La Roma pareggia col Bodo.

Una prestazione di cuore ma ricca d’imprecisioni non regala alla Roma i 3 punti. Mancano due rigori a Mourinho che deve ritrovare la vena realizzativa di Abraham e Mkhitaryan.

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Pareggiano 2 a 2 Roma e Bodo Glimt nella quarta giornata di Conference League. I giallorossi non trovano i 3 punti che li avrebbero portati in testa al girone trovando ancora uno scoglio insormontabile la formazione campione di Norvegia. Mourinho perde Vina e Pellegrini cambiando 4 giocatori rispetto alle ultime 3 partite. Cristante arretra sulla linea dei difensori con Ibañez che viene spostato sull’out di sinistra. Darboe vicino a Veretout in mediana con Mkhitaryan trequartista vicino ad Abraham.

La partita: Chi si aspettava una Roma arrembante pronta a riscattare l’onta di Bodo si ricrede da subito, con i norvegesi che irretiscono i giallorossi con un fitto possesso palla. Darboe è Veretout sono troppo leggeri in mezzo ai colossi norvegesi e la Roma in ripartenza non è precisa con le sue stelle, Mkhitaryan Zaniolo Abraham. Il Bodo si accontenta di controllare la gara e la Roma prova soltanto con le avanzate di Karsdorp lanciato da Cristante. Veretout ed El Sharawy provano ad impensierire gli avversari ed a metà tempo la Roma ha l’occasione del vantaggio, ma Zaniolo ben liberato da Veretout non trova il passo giusto per servire ad Abraham l’assist per scardinare la difesa del Bodo. Nei minuti di recupero il Bodo, che mai si era affacciato dalle parti di Rui Patricio trova il vantaggio con un euro goal di Solbakken.

La Ripresa: Mourinho riparte con Carles Perez per Mkhitaryan e Villar per Darboe. La Roma preme sull’acceleratore,il goal è nell’aria nonostante l’arbitro greco Papapeyrou si perda un rigore per fallo di mano in area del capitano del Bodo Moe. I giallorossi trovano poco dopo il meritato pareggio con El Shaarawy smarcato da un filtrante di Zaniolo. La Roma rallenta il ritmo ed i norvegesi con una letale ripartenza si riportano in vantaggio. Zaniolo in contropiede perde gli appoggi per servire Abraham verso la porta avversaria e dal 6 contro 4 in attacco la Roma subisce il contropiede ospite con Botheim che fa di testa il 2 a 1.

Assalto finale: Shomurodov subentra a Zaniolo dando più vivacità all’attacco romanista. L’ennesimo palo di Mancini, 4 in Europa League che si aggiungono agli 8 in campionato sembra congiurare contro Mourinho. Su calcio d’angolo l’arbitro nega il secondo rigore ai giallorossi che al minuto 83 strozzano in goal l’urlo del pareggio per un intervento super del portiere Haikin sul Faraone. Sul corner seguente Ibañez al minuto 84 sfrutta l’assist al bacio del perdonato Mayoral. L’arrembaggio finale non premia la Roma che deve accontentarsi del pareggio che la lascia seconda nel girone con 7 punti alle spalle del Bodo primo a 9 e davanti allo Zorya a 6. La prossima sfida con lo Zorya all’Olimpico sarà decisiva per il passaggio del turno come seconda del girone, mentre per il primo posto servirà un clamoroso regalo dei norvegesi.

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