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Tonfo Torres: il Monterosi passa con Sevilla

Uno sguardo nel calcio sardo

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Sardi fermi a zero punti: parte la contestazione, presidente e società riuniti per decidere le sorti della società

SASSARI TORRES 0

MONTEROSI 1

Allo stadio Vanni Sanna vincere è la delusione più che il calcio. Una Torres svuotata che si è arresa al Monterosi neopromosso, non è riuscita a concretizzare né a rendersi pericolosa in nessuna delle fasi della partita. Colpa un pochettino di tutti sia dell’allenatore che l’arbitraggio che spesso e volentieri ha concesso un po’ troppo alla squadra ospite, la quale ne ha approfittato per mettere a terra i giocatori di casa, seppur senza troppa foga, all’oscuro di tutto.

Tuttavia l’arbitraggio non ha colpe, a detta nostra, in quanto la partita è stata molto confusa soprattutto nel secondo tempo, allorché la Torres si è fatta avanti senza riuscire a concludere: colpa anche della rosa che non ha subìto i giusti cambi. In particolare il pubblico reclama sull’uscita della punta Ladu e sull’inserimento troppo in ritardo di un Sarritzu che sarebbe stato più che necessario Insomma un harakiri per trovare il primo punto c’è bisogno di mentalità diversa e anche di persone diverse.

Torres leone all’inizio

I primi minuti vedono un sostanziale equilibrio tra le due squadre: grossolano errore di Ruiu, una delle delusioni della partita, con conseguente tiro di Sevilla non riesce ad approfittarne De Iulis, che cosa verso Fadda ma non riesce a concretizzare.

Tuttavia la seconda decina del primo tempo porta molta sfortuna al Monterosi: se Drago e attento all’11’ su una punizione di buono, al 20′ non c’è tango che tenghe per Rea, che lascia in 10 la sua squadra a seguito di un problema visivo forse con le lenti a contatto.

De Iulis ne approfitta tre volte: al 13′ recupera un pallone sporco di Ruiu, scaglia il diagonale ma troppo debole; un minuto dopo recupera di testa e s’invola tutto solo verso la porta, ma non fa in tempo a tirare che viene intercettato in contropiede; infine, al 17′ ha invece l’occasione di segnare di destro, complice una difesa incompleta, ma viene eccellentemente liberato dalla fascia destra.

Ecco gli ospiti

Approfittando degli errori della Torres il Monterosi costruisce qualche palla gol giocando in difesa e ragionando e al ventisettesimo trova il tanto vituperato vantaggio: Rutjens commette un liscio sacrissimo, Sevilla ne approfitta e scaglia un destro secco, parato eccellentemente da Drago, il quale atterra non riesce poi a impedire il tap-in del vantaggio.

L’azione scuote la Torres che prova a reagire seduta tante approfittando di un lato un po’ noioso di riscatto: dapprima si procura un corner al 31′, sul quale la punta non riesce a concludere definitivamente, e poi tenta di propiziare il pareggio di Russo, non concretizzatosi.

Nonostante ciò il pubblico hai deluso non si aspettava uno svantaggio simile contro una squadra alquanto deludente è chiusa per lo più in difesa se non per un’occasione al 37′ con il tridente Rea-Lucatti-Sevilla, che viene spento da un Ruiu ora più attento.

Secondo tempo già scritto

Si torna in campo con la voglia di ripartire, ma la miopia arbitrale è di casa: al 50′ De Iulis viene atterrato da Piroli, ma per Migliorini non c’è fallo. Nonostante ciò, la Torres continua ad attaccare, ma non riesce a sfondare, seppur con gli avversari che difendono la porta con 9 uomini.

Neppure le azioni cross combinate (es. Mesina verso Torelli) e l’aumento di pressione giovano ai padroni di casa, che appaiono arresi, frolli ed incapaci di approfittare di una difesa laziale assente e sofferente, scatenando le proteste del pubblico che chiede l’ingresso del jolly Sarritzu.

A lui, Gardini preferisce Pinna, che appena entrato al 76′ mura un tiro di Lucatti dai 18 metri. Ma la Torres deve anche prendersela con se’ stessa, se oltre ai problemi tattici si trova in 10 per l’espulsione di Sante Russo, che all’80’ protesta dopo esser stato ammonito per un entrata pesante ai danni di Borrelli.

Lo scorcio finale vede soltanto due occasioni sarde ed una laziale: all’85’ il tridente Sarritzu-Ruzzittu-De Iulis tenta la palla del pareggio, parata da Salvato, al 90′, dopo aver decretato 3′ di recupero, De Iulis tenta la conclusione solitaria, ma finisce a lato, ed infine al 91′ Montanari risponde con un cross-traversone, troppo lungo.

Ma l’azione fallita viene compensata al fischio finale, quando la gioia Monterosi diventa realtà, ponendo una pietra sulla rincorsa ai 3 punti della Torres, snobbata anche dal suo pubblico che lascia prima della fine e chiede alla società di fare un’esame di coscienza, e all’arbitro di mettere occhiali e grinta per evitare di concedere troppo.

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Le parole degli allenatori

Le conferenze stampa post partita di Bonera e Prandelli

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Bonera: “Grande passione e professionalità del gruppo. Saelemaekers sorprende anche dal punto di vista tecnico

Diversamente dalle ultime gare, la nostra domanda, che verteva sulla crescita costante della difesa, non viene letta questa volta dall’uffico stampa rossonero. Ma poco male, l’importante, è essere presente dal vivo. Daniele Bonera parla del sacrifico e del lavoro, alla base di questo primato.

Sulla presenza di Tonali dal primo minuto, l’ex difensore bresciano, afferma: “A Tonali serviva un po’ di tempo, veniva da tutto un altro tipo di gioco. Poi prosegue il vice del vice di Pioli: “E’ sempre importante migliorarsi, sono contento del gruppo, per la grande passione e professionalità che ci mette. Infine, il Bonera pensiero su Saelemaekers: “Sapevamo delle sue grandi qualità fisiche ma ci sta sorprendendo anche per le sue capacità tecniche, sa giocare con entrambi i piedi”.

Prandelli: “Non siamo riusciti ad aprire la partita, ma nello stesso tempo, non abbiamo mai mollato

Questa volta, come non avvenuto in calce a Milan-Verona, la domanda del sottoscritto viene invece posta al mister della squadra avversaria, Cesare Prandelli. La domanda, è questa: “Qual’è il bagaglio esperienziale che ti porti via da questa tua prima nuova trasferta?”.

Porto via qualcosa di di buono ed altro da cui dobbiamo migliorere, porto che dobbiamo migliorare e capire come difendere come squadra, come attaccare, aspetto più importante è che non abbiamo mollato, potevamo soccombere. Abbiamo fatto un buon primo tempo, avuto due nitide palle gol con Vlahovic e Ribery ma c’è stato un super Donnarumma. Non siamo riusciti ad aprire la partita ma allo stesso tempo non abbiamo mai mollato”. Chiedono poi al tecnico di Orzinuovi lumi sul gol che non arriva.

Il gol non arriva, ma non è per un solo giocatore, dobbiamo attaccare l’area di rigore con più giocatori, dobbiamo anche recuperare Callejon e Ribery, al cento per cento, poi accorceremo meglio con i nostri centrocampisti. Il gruppo lo si aiuta cercando di convincerli che c’è una strada da percorrere e tutti assieme. Non abbiamo mollato, e questa è una cosa importante”.

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Milan sempre più primo, Viola sempre peggio

Un ottimo Milan doma una Fiorentina davvero opaca

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Si salutano a fine partita calorosamente Davide Calabria e Patrick Cutrone, ex compagni al Milan e buoni amici. Il Milan, invece, saluta tutti e scappa. Ora, i punti sono 23, 21 i gol fatti, 8 quelli subiti. Ventunesimo risultato utile consecutivo dopo il lockdown, più 5 sulle seconde Sassuolo e da ieri Inter. Si, il diavolo sembra aver messo le marce pesanti alla propria classifica. Felicità mista a compattezza, come si evince dal gesto di mister Pioli, che subito dopo la fine della gara, con la squadra ancora in campo, chiama telefonicamente per complimentarsi con gli interpreti e con il comandante in terza, Daniele Bonera.

Giusto un saluto, nessun volo pindarico o energie da spendere in inutili salamelecchi, ma via sotto la doccia per chi ha giocato e sotto a correre avanti e indietro nel manto di San Siro, sul quale intanto scende la sera, per chi invece oggi è stato impiegato con scarso minutaggio. Vola così, dirompente ma discreto, concentrato ma non spaccone, il primo della classe del campionato, che ne siamo certi, dopo le inevitabili ore di riposo, penserà già al prossimo impegno, la Samp a Genova.

Si era detto e stra detto che si sarebbe rivelata pesante l’assenza del satanasso Ibra, ma invece, forse anche per far vedere allo svedese che anche loro sono all’altezza, i suoi compagni interpretano splendidamente la gara contro la viola. Dopo un avvio più di calci che di calcio, impreziosito dall’interruzione al minuto 10 della partita: per onorare al meglio Diego Armando Maradona: giornalisti tutti in piedi mentre scorre il profilo del dies sul tabellone, ecco che intorno al quarto d’ora il Milan inizia ad imprimere il suo ritmo. Sugli sviluppi di un corner, Romagnoli di cabeza, mette dentro. Sesto gol di testa nella sua carriera per AR13, testa e tempra, da capitano.

Tonali, la novità dell’ultima ora, al posto dell’infortunato Bennacer, detta a due tocchi i tempi, la squadra quando sale, fa male. Così Saelemaekers, energia e corsa da vendere, lanciato in porta viene atterrato da Pezzella, giallo per l’argentino e rigore. Non c’è Ibra e dunque il designato alle estreme punizioni è l’ivoriano Kessie, che da queste parti chiamano KK. Tiro centrale e rete, la terza per lui in questo torneo. La viola reagisce con un’azione in solitaria di Callejon sulla destra, ma non è la stessa viola spigliata di un anno fa dove qui e sempre contro il Milan, fece faville e d’altro canto davanti non ha il Milan dello scorso anno. Milan fresco nel palleggio, cinico nelle giocate. La viola oggi di bianco vestita, lo soffre terribilmente. Su una di queste, Caceres è costretto a fermare vistosamente Theo Heranandez. Abisso indica senza indugi il dischetto. Ancora Kessie sulla palla ma stavolta è bravo Dragowski che ne indovina distendendosi alla sua sinistra l’angolo. Le mani del polaccoo sembrano riattivare i piedi e il morale dei suoi compagni. Sembrano.

La viola non riuscirà, nemmeno nel secondo tempo, a scrollarsi di dosso i suoi patemi. Prandelli le prova tutte, buttando dentro Cutrone, Borja Valero, Koumè, ma niente. La Fiorentina, sembra la Nike di Samotracia. Anche pregevole a vedersi ma spuntata, farcita di mille centrocampisti ma sprovvista del puntero dal kilelr instinct, utilissimo in giornate come queste. Vlahovic, che ha colpito nel primo tempo un palo, appare più che altro un esterno dalle lunghe leve.

C’è è vero Ribery, che avrebbe l’occasione pe rridurre lo svantaggio ma il suo cucchiaio in movimento sulla mancina, trova in Donnarumma un forte oppositore: lo scorso anno giocavano per lui, ora, tutti, giocano un po’ per sé stessi. Quando il francese usciva nell’ultimo Milan-Fiorentina prima di questo, con il pubblico di san Siro che lo applaudiva: ora, invece, esce mestamente, al di là del pubblico, è la Fiorentina tutta troppo timida e lui così predica nel deserto. L’unica pecca di questo Milan sette bellezze? Il fatto di essere troppo narciso là davanti, tanti, troppi palloni sprecati e così non si chiudono le pratiche.

Il migliore: Saelemaekers. Caspita, chi lo ferma Alexis? Non solo corsa ma anche sterzate che non t’aspetti e il merito di procurare il rigore che taglia la gambe alla viola.

Il peggiore: Castrovilli. Da uno come lui e con la 10 sulle spalle, ci si aspetta qualcosa di meglio. Strappi ridotti al lumicino, zero tiri. La squadra ha bisogno di un altro Castro.

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Calcio

Virtus Francavilla- Teramo, pareggio per 1-1

Pareggio degli abruzzesi in Puglia

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VIRTUS FRANCAVILLA (3-5-2): 1 Crispino, 15 Delvino (82′ 25 Calcagno), 3 Pambianchi, 17 Caporale (Vk); 7 Giannotti, 27 Di Cosmo (86′ 11 Mastropietro), 4 Zenuni, 6 Castorani (74′ 16 Franco), 19 Sparandeo; 9 Vasquez, 10 Perez (K).
A disp.: 22 Costa, 5 Celli, 8 Carella, 14 Buglia, 20 Ekuban, 26 Puntoriere.
All.: Trocini.

TERAMO (4-2-3-1): 22 Lewandowski, 23 Diakite, 5 Soprano, 26 Piacentini (46′ 18 Lasik), 3 Tentardini; 6 Arrigoni (K), 21 Santoro; 17 Di Francesco (69′ 9 Cappa), 10 Bombagi (83′ 36 Gerbi), 8 Costa Ferreira; 11 Pinzauti (69′ 32 Bunino).
A disp.: 1 Valentini, 4 Trasciani, 7 Mungo, 25 Birligea, 27 Di Matteo, 28 Viero, 33 Iotti.
All.: Paci.

Arbitro: sig. Marco D’Ascanio di Ancona.
Assistenti: sigg. Amir Salama di Ostia Lido (RM) e Francesco Valente di Roma 2.
Quarto uomo: sig. Gianluca Grasso di Ariano Irpino (AV).

Marcatori: 3′ Castorani (F), 37′ Di Francesco (T).
Ammoniti: Castorani (F), Diakite (T), Vasquez (F), Soprano (T).
Espulsi: –
Recupero: 1’pt, 3’st.

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