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Calcio

Thiago Motta nuovo allenatore dello Spezia

Contratto triennale per l’ex centrocampista

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Lo Spezia Calcio è lieto di annunciare che Thiago Motta è il nuovo allenatore della Prima Squadra, avendo sottoscritto un contratto triennale con il club aquilotto. 

Nato in Brasile il 28 agosto 1982 a Sao Bernardo do Prado, Thiago Motta ha mosso i primi passi da giocatore nelle giovanili della Juventus Sp, prima del grande salto in Europa con il Barcellona. Con la maglia blaugrana ha totalizzato 96 presenze e conquistato una Champions League, per poi passare all’Atletico Madrid. Arrivato in Italia, è all’Inter che contribuisce a scrivere la storia del calcio italiano, vincendo un leggendario triplete e mostrando un carattere da vero leader, sotto i dettami di José Mourinho. L’avventura in Italia si conclude con 6 titoli (1 scudetto, 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana, 1 Champions League e 1 Mondiale per Club). Il 31 gennaio 2012 si trasferisce al Paris Saint-Germain dove vince cinque campionati in sei anni, prima di ritirarsi nel maggio 2018, dopo essere stato grande protagonista anche con la Nazionale italiana.

Terminata la carriera da calciatore, alla guida della selezione U19 del PSG ha raggiunto il secondo posto in campionato, convincendo il Genoa ad affidargli la panchina della prima squadra nell’ottobre 2019. Un allenatore emergente, deciso a trasmettere ai suoi giocatori un bagaglio di esperienza internazionale da vero top player, con oltre 600 presenze tra i professionisti e ben 30 titoli vinti. 

Primo del suo corso a Coverciano per il conseguimento della licenza Uefa Pro, Thiago Motta ama un calcio propositivo, che segua una filosofia offensiva che porti a imporre il gioco, attaccando l’avversario e mettendo la gestione del pallone al centro del proprio credo calcistico.

In quest’ottica, un ruolo primario lo svolgono i giovani, dai quali il nuovo tecnico aquilotto è capace di raccogliere il massimo, valorizzandone i punti di forza e migliorandone le qualità generali.

Siamo molto felici di accogliere Thiago Motta e di affidargli la guida della nostra prima squadra. Abbiamo valutato diversi candidati, ma siamo rimasti colpiti dall’energia, dalla dedizione e dalla serietà di Thiago Motta, che combina questi importanti valori che condividiamo con una filosofia calcistica di cui speriamo i nostri tifosi siano orgogliosi. Non vediamo l’ora di vedere all’opera il nuovo allenatore dello Spezia Calcio, convinti più che mai della validità della nostra scelta. Buon lavoro Thiago Motta!” ha dichiarato il presidente Philip Platek.

Sono davvero felice di essere qui e orgoglioso della fiducia riposta nei miei confronti della famiglia Platek, dal Direttore Pecini e da tutto il Club. Non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura e di conoscere  i tifosi spezzini che si sono sempre contraddistinti per la loro passione. Voglio trasmettere le mie idee ai ragazzi, far divertire i nostri tifosi e dare ogni giorno il massimo per centrare l’obiettivo che ci siamo prefissati”, queste le prime parole di Thiago Motta da tecnico dello Spezia Calcio.

Grinta, carattere e mentalità vincente: questo è il profilo di Thiago Motta, il nuovo allenatore delle Aquile!

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Il commento del Direttore su Milan-Venezia

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Dal San Siro Marco Capriotti e Benedetta Mura.

https://www.facebook.com/oggisport2/videos/280178757038692

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Serie B: settimana Europea dello Sport

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serie B

Anche la Lega Serie B aderisce alla settima edizione della Settimana Europea dello Sport, European Week of Sport / EWoS, lanciata dalla Commissione Europea nel 2015, e in programma, come ogni anno, dal 23 al 30 settembre.

Lo fa con una serie di iniziative di sensibilizzazione sui campi durante la 6a giornata della Serie BKT, attraverso post sugli strumenti di comunicazione e una pianificazione di media advertising. L’obiettivo del progetto, in Italia coordinato e organizzato dal Dipartimento per lo sport e da Sport e Salute S.p.A, è promuovere sani stili di vita come componente essenziale della crescita della persona e per il benessere sociale.

Un gioco di squadra che vede diverse componenti dello sport al lavoro per la ripartenza del settore dopo il lungo e complesso periodo delle chiusure a causa della pandemia e che prevede, tra le altre iniziative, l’allestimento dal 24 settembre al parco del Foro Italico del BeActive Multi Sport Village.

Più sport, più vita – Lo sport, che la Settimana Europea dello Sport festeggia, è quello di tutti e per tutti, senza limite di età o genere. Non è mai tardi per iniziare a vivere in maniera attiva, perseguendo un corretto stile di vita e abbracciando con gioia una pratica sportiva.

Lo sport aiuta a mantenersi in forma e a controllare il peso per evitare l’insorgere di malattie cardiocircolatorie e muscolo scheletriche. Aiuta a sentirsi leggeri e in forma a livello fisico. Forti, felici e resilienti a livello psicologico. Come ribadito più volte anche dal presidente della Lega Serie B Mauro Balata attraverso lo sport si promuove la socializzazione e l’autostima, inoltre attraverso la passione comune e il tifo si avvicinano persone di età diverse, facilitando lo scambio intergenerazionale.

Per i giovani è una scuola di vita. Spesso attraverso lo sport i nostri ragazzi e le nostre ragazze possono imparare l’impegno, la costanza, le regole e l’accettazione della vittoria tanto quanto della sconfitta. Contestualmente, la Settimana Europea dello Sport, sensibilizza anche il tema della terza età, della scuola, dell’inclusione e della lotta all’emarginazione.

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Serie A: il Milan domina il Venezia. Diaz e Hernandez in gol

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Contro il Venezia bastano Brahim Diaz e Theo Hernandez e il Milan torna in testa alla classifica a quota 13 punti, alla pari dei cugini interisti. A San Siro, dopo un primo tempo non troppo entusiasmante i rossoneri hanno trovato nel secondo tempo la spinta giusta per affondare il colpo. A dare la svolta sono stati Alexis Saelemaekers e Theo Hernandez. I due sono stati l’arma vincente di Pioli, garantendo alla squadra più fisicità e corsa sulla sinistra con il terzino francese e più dinamicità e imprevedibilità di gioco sulla destra grazie all’attaccante belga. Va dato merito anche a Diaz. Il trequartista spagnolo, classe 1999, ha corso e faticato lungo tutto il campo, favorendo le ripartenze del Milan e aggredendo gli avversari in fase di non possesso. Una partita di sacrificio che alla fine lo ha ripagato con il gol al 67′ minuto. Per il Venezia, però, il bicchiere non è poi così mezzo vuoto. La squadra di Paolo Zanetti torna a casa, sì, con 0 punti in tasca ma con la consapevolezza di aver disputato una buona partita e di aver retto oltre 60 minuti di gioco. La differenza di qualità tecnica alla fine è emersa premiando i padroni di casa che possono guardare al cammino verso lo scudetto con un sorriso in più.

Primo tempo – Durante il primo tempo pochi episodi. Il Milan impone il proprio gioco fin dal fischio di inizio. Squadra trazione anteriore con Diaz alle spalle di Ante Rebic e Rafael Leao. Il primo tiro del match arriva al quinto minuto dai piedi dell’attaccante croato che però non inquadra bene la porta e spedisce il pallone sopra la traversa. I rossoneri mantengono la linea di centrocampo molto alta e pressano nelle rare occasioni di non possesso. Il Venezia subisce e si chiude nella propria metà campo, incapace di fuoriuscire. I veneti si fanno vedere in avanti per la prima volta solo al minuto 22 con una rimessa da fallo laterale che va in fumo in meno di un secondo con il pallone che scivola via verso il fondo del campo. Sia Rebic che Leao sono molto propositivi, creano ottimi spunti ma non concretizzano. Il portoghese fa e disfa. Dribbla e sfugge via agli avversari ma poi sbaglia. Rebic, invece, cerca la porta più volte, prima di destro e poi di testa ma senza impensierire veramente il numero uno del Venezia, Niki Maenpaa. Negli ultimi minuti gli ospiti iniziano a prendere coraggio, spingendosi in area ma senza fortuna.

Secondo tempo – Nella ripresa il Venezia riparte con la stessa carica e aggressività di fine primo tempo ma il Milan non perde di vista l’obbiettivo vittoria e cerca sempre più insistentemente la porta. Verso il 50′ minuto Bennacer crossa, trova il colpo di testa di Rebic che fa da sponda per Diaz. Il numero 10 rossonero, però, spreca la ghiotta opportunità spedendo il pallone alto sopra la traversa. Al 59′ Stefano Pioli effettua tre cambi. Entrano Tomori, Hernandez e Saelemaekers al posto rispettivamente di Matteo Gabbia, Ballo-Touré e Alessandro Florenzi. I tre innesti danno energie fresche e portano maggiori idee negli ultimi 30 metri di campo. Al 67′ minuto arriva il gol dell’1-0. Lo stadio urla Brahim Diaz. Il talento iberico su assist prefetto di Hernandez insacca a due passi dalla porta. Nel frattempo entrambe le squadra proseguono con i cambi. Zanetti sceglie David Okereke per l’attacco mentre Pioli mette in panchina Rebic, in fase calante nel secondo tempo, e concede l’esordio in questa stagione di campionato a Pietro Pellegri, classe 2001 in prestito dal Monaco. Il secondo gol dei rossoneri non tarda ad arrivare. Theo Hernandez al minuto 81 su assist di Saelemaekers in area di rigore, si ritrova a tu per tu con il portiere del Venezia e scaraventa la palla in rete. Il Milan fa 2-0 e mette fine alla partita. Negli ultimi dieci minuti c’è spazio anche per Frank Kessie mentre il Venezia incassa il colpo del secondo gol e stacca la spina della concentrazione.

Le parole di Zanetti – «Il nostro processo di crescita è iniziato quest’anno con molti giocatori nuovi», dice Paolo Zanetti, allenatore del Venezia, nella conferenza stampa post partita. «Siamo venuti a Milano consapevoli di affrontare una squadra di alto livello. Abbiamo provato a impostare la partita chiudendo gli spazi ma non ci siamo riusciti del tutto, almeno fino al 60′-70′ minuto. I ragazzi ci hanno messo il cuore e queste sono le partite che ci danno consapevolezza. Ci permettono di capire che in questa Serie A ci possiamo stare. Più che contro il Milan dovremo pensare a fare punti contro squadre che sono più alla nostra portata», sottolinea il tecnico.

«Questa sera abbiamo dato il massimo. Mister Pioli nel secondo tempo ha dovuto mettere in campo quattro campioni, se la stava vedendo brutta», dice scherzando Zanetti. «Queste partite dobbiamo giocarle con il cuore oltre l’ostacolo e con un’ottima organizzazione tattica. La squadra ha fatto tutto quello che ho chiesto in fase difensiva e spendendo tanto poi non siamo riusciti a mantenere il pallone quando eravamo in possesso e rimanere lucidi. Dovremmo avere un po’ più di coraggio e proporre qualcosa di più ma lavoreremo anche per migliorare sotto questo aspetto». Zanetti, 38 anni, ex calciatore di Atalanta e Torino ha davanti a sé un cammino tanto lungo quanto difficile ma la tenacia è la caratteristica che più lo contraddistingue. Alla domanda sul suo passato risponde con l’emozione in gola. L’emozione di chi sa di aver raggiunto un grande traguardo. «Non mi ha regalato niente nessuno. Ho fatta davvero tanta gavetta prima di arrivare in Serie A. È qualcosa di straordinario se penso che solo cinque anni fa allenavo la Reggiana e ora mi ritrovo a San Siro».

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