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Sinner perde la finale

7-6 6-4 per il polacco Hurkacz

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Miami: l’analisi del match tra Sinner e Hurkacz

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Termina in finale il percorso da sogno di Jannik Sinner a Miami. Il tennista altoatesino è stato sconfitto in due set per 7-6(4) 6-4 dal polacco Hubert Hurkacz dopo un ora e 45 minuti di gioco. Entrambi lasciano la Florida con il sorriso stampato sul viso. Il 24enne di Breslavia passa dalla posizione n. 37 alla n. 16, guadagnando 1000 punti e un premio pari a 300.110 dollari. Anche per Jannik il bicchiere non è mezzo vuoto. Dalla posizione n. 31 sale fino alla n. 23, a -3 dall’ingresso in top 20 e con un premio in denaro di 165.000 dollari.

L’analisi del match – La finale di Miami si apre con un break in favore di Hurkacz, che non si lascia sfuggire l’opportunità di passare subito in vantaggio. Il divario è di 3 game a 0 per il polacco. Sinner nella prima fase del match è impreciso, sbaglia troppo. In fase di costruzione del punto è impeccabile ma al momento di chiudere lo scambio commette errori non forzati. Troppi. Il giovane tennista di San Candido, a metà set, riesce a riprendere in mano le redini del gioco e recupera il gap con il polacco fino a portarsi sul 5-5 prima e sul 6-5 dopo. Il break conquistato è fondamentale e arriva in un momento del match cruciale e dove la tensione è palpabile. Il vantaggio però non dura molto. Jannik spreca il proprio turno di servizio, senza vincere nemmeno un punto e conclude il game per 0-40. L’opportunità di chiudere il set in favore va in fumo e subito dopo si entra nel vivo del tie-break. Hurkacz ringrazia e mette la firma su primo parziale, chiudendo il tie-break per 7-4, sempre grazie ad alcune defaillance dell’azzurro.

Il secondo set si apre sulla falsa riga del primo, con un break nei game iniziali. Sinner non appare al massimo della condizione, con scarsa concentrazione. Il 24enne di Breslavia si porta sul 3-0 e mette pressione al tennista azzurro, costretto ancora una volta all’inseguimento. Jannik riesce a ridurre il divario portandosi sul 4-3. Tenta di rimettersi in carreggiata ma Hurkacz tiene l’urto, lotta su ogni punto e non cede il break di vantaggio. Il secondo parziale si chiude per 6-4, con un errore finale di Sinner.

I due hanno dato spettacolo sul campo centrale del Miami Open, senza risparmiarsi. Bel gioco e tanti applausi per due tennisti tanto giovani quanto talentuosi, divisi da soli quattro anni di differenza. Sia Jannik che Hubert hanno modalità di gioco molto simili. Scambi lunghi, cambi di ritmo e accelerazioni imprevedibili. Tattiche a specchio che a questo turno hanno giovato al tennista di Breslavia. I due, inoltre, si conoscono molto bene. Fanno coppia nei tornei di doppio e si allenano anche assieme.

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Master 1000 Miami: Sinner e Hurkacz si giocano la finale

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È il quarto teenager nella storia del tennis a raggiungere la finale di Miami. Jannik Sinner a soli 19 anni è riuscito a eguagliare campioni della portata di Andre Agassi (che vinse nel 1990), Rafael Nadal (finalista contro Roger Federer nel 2005) e Novak Djokovic (vincitore nel 2007). Tre fuoriclasse che da under 20 hanno messo la firma sulla finale del Master 1000 statunitense. Il tennista di San Candido arriva a questo prestigioso appuntamento al culmine di un percorso impeccabile. Si è conquistato gli applausi degli spettatori della Florida e i complimenti dei suoi avversari. «You are not human» («Tu non sei umano»), gli ha detto a fine partita, ai quarti di finale, Alexander Bublik, impressionato dalla performance dell’altoatesino.

Jannik Sinner

La finale – L’avversario di Jannik si chiama Hubert Hurkacz. Classe 1997. Ventiquattro anni compiuti l’11 febbraio scorso. Il polacco di Breslavia al momento sosta alla posizione n. 37, 6 gradini dietro l’azzurro. Sono amici dentro e fuori dal campo. Compagni di doppio, si stimano tantissimo. «Hurkacz è una bravissima persona, forse il miglior amico che ho sul circuito», ha affermato Jannik Sinner. «Jannik è un bravissimo ragazzo. Uno calmo, anzi, super calmo, super rilassato, che sta ottenendo i risultati che vedete grazie a un grande lavoro», ha risposto dal canto suo Hurkacz. Nonostante l’amicizia che li lega i due metteranno da parte i sentimentalismi per dare sfogo all’agonismo puro. Per il giovane polacco si tratta della terza finale in carriera. Le due precedenti – entrambe vinte – parlano americano. Una disputata a Delray Beach lo scorso gennaio e una a Winston-Salem nel 2019. Il terreno di gioco veloce degli Stati Uniti sembra portar bene al polacco, che ha iniziato al meglio questa nuova stagione e sembra non volersi fermare. In occasione del torneo di Miami ha dato ulteriore dimostrazione del suo periodo di forma, mettendo k.o. tennisti del calibro di Denis Shapovalov, Milos Raonic e due top 10 come Stefanos Tsitsipas e Andrej Rublev. La finale contro il suo grande amico Sinner sarà l’ennesima opportunità per brillare ed entrare per la prima volta nella top 20.

La scalata di Jannik – Tanto talento e un pizzico di fortuna. Nel main draw di Miami Sinner è partito con un bye. Poi ha affrontato in serie: Hugo Gaston (n. 162), Karen Khachanov (n. 22), Emil Ruusuvuori (n. 83), Alexander Bublik (n. 44), Roberto Bautista-Agut (n. 12). Tutti incontri disputati con intelligenza, costanza e una mentalità vincente. Partita dopo partita Jannik ha acquistato fiducia, esprimendo un gioco impeccabile. Completo e con cambi di ritmo imprevedibili. Il tabellone non è stato dei più impegnativi e questo ha certamente aiutato la scalata verso la sua prima finale in un Master 1000. Ad attenderlo c’è Hurkacz e non il favorito Rublev, sconfitto in semifinale dal polacco, dopo una brutta prestazione. La prima dopo 15 mesi di successi ininterrotti. Per il beniamino di San Candido questo rappresenta un grande risultato, a prescindere da quale sarà l’esito della finale. Se dovesse vincere entrerebbe a far parte della top 20, precisamente alla posizione n. 14. In caso contrario rimarrebbe fuori di un soffio, sostando alla posizione n. 22.

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Top 100 Atp: per la prima volta nella storia ci sono 9 azzurri

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Per la prima volta nella storia del tennis azzurro, nove tennisti italiani in contemporanea fanno parte della top 100 Atp. Un risultato straordinario arrivato dopo una settimana adrenalinica caratterizzata in primis dal grande torneo disputato da Lorenzo Musetti ad Acapulco e dal buon risultato di Jannik Sinner a Dubai.

Matteo Berrettini

Matteo Berrettini – Partendo dalla posizione numero 10 del ranking Atp troviamo il primo dei rappresentanti tricolore: Matteo Berrettini. Il non brillantissimo inizio di stagione è stato influenzato dal piccolo infortunio all’addome. Questo fastidio gli ha compromesso la partenza, impedendogli di disputare il match dei quarti di finale degli Australian Open contro Stefanos Tsitsipas (n. 5). Fino ad oggi sono otto gli incontri vinti e due quelli persi, contando anche quelli giocati durante la Atp Cup 2021 in cui l’Italia è arrivata in finale. Questa serie di risultati gli ha permesso di non perdere terreno in classifica e quindi non uscire dalla top 10.

Fabio Fognini

Fabio Fognini – Rimane aggrappato alla sua posizione nel ranking anche Fabio Fognini, attualmente numero 17 del mondo. Il 33enne di Sanremo da inizio 2021 può contare su sette vittorie e cinque sconfitte. Il suo ultimo torneo disputato è stato quello di Acapulco dove è stato eliminato agli ottavi di finale, per 6-4 6-3, dal britannico Cameron Norrie, n. 61 Atp. Una sconfitta inaspettata se si considera la disparità di livello tennistico tra i due ma non così sorprendente. Fabio, infatti, ha abituato gli amanti del tennis a questo tipo di prestazioni altalenanti, non essendo sempre costante nel rendimento durante la stagione.

Jannik Sinner

Jannik Sinner – Il 19enne altoatesino Jannik Sinner ha perfezionato il proprio best ranking, scalando un altro gradino della classifica mondiale. Dalla posizione numero 32 è passato alla numero 31. Un dato positivo e di buon auspicio per il proseguo della stagione. Da inizio anno il talento di San Candido ha collezionato nove vittorie su 13 partite disputate. La scorsa settimana ha ottenuto un buon risultato al torneo Atp 500 di Dubai. Il suo percorso, però, è stato interrotto ai quarti di finale dal russo Aslan Karatsev, (ex n. 42 del mondo, ora n. 27) vincitore della competizione araba. Il 27enne di Vladikavkaz ha superato l’azzurro in tre set 6(5)-7 6-3 6-2.

Lorenzo Musetti – Il giovane campione di Carrara si è preso applausi ed elogi. Con merito. La soddisfazione per la sua prima semifinale in un torneo Atp 500 è stata immensa. Lo ricordiamo incredulo con le lacrime agli occhi. Pieno di orgoglio e gioia per un risultato tanto inatteso quanto emozionante. La competizione giocata ad Acapulco ha rappresentato un giro di boa per Musetti che ora è entrato ufficialmente a far parte della top 100. Adesso sosta alla posizione n. 94. La migliore di sempre. Il suo è stato un balzo in avanti straordinario, partendo dal gradino n. 120 di una settimana fa. Giorno dopo giorno, partita dopo partita ha mandato a casa professionisti di grande qualità come Diego Schwartzman (n. 9), Frances Tiafoe (n. 58), Grigor Dimotrov (n. 16). Match in cui ha lottato e ha esaltato il suo tennis, guadagnandosi le standing ovation del pubblico messicano.

Lorenzo Sonego

Gli altri azzurri – Al 34° posto della classifica c’è Lorenzo Sonego, avanzato di tre posizioni e sempre più vicino a riconquistare il suo best ranking (n. 32). Fanno dei passi indietro, ma rimanendo pur sempre tra i primi 100, Stefano Travaglia (n. 70), Salvatore Caruso (n. 85) e Marco Cecchinato (n. 90). Il primo è indietreggiato di tre gradini, mentre gli altri di uno solo. Una leggera retrocessione che non fa male più di tanto. Poco dopo troviamo Andreas Seppi, senatore della nazionale di Davis Cup e numero 97 del circuito. Appena fuori dalla top 100, alla 102a posizione c’è Gianluca Mager. Al 24enne sanremese, però, manca poco per rientrare nella bolla dei migliori. Appena cinque punti.

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