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Sabalenka annulla Maria Sakkari e vola in finale ad Abu Dhabi

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Sabalenka mostruosa. La tennista di Minsk ha silurato la propria avversaria, Maria Sakkari per 6-3 6-2 durante la prima semifinale del WTA di Abu Dhabi. La greca non è mai riuscita ad entrare in partita, commettendo molti errori anche in fase di servizio. Cinque i doppi falli realizzati durante il match e pochissimi punti messi a segno con la prima. Di contro Aryna Sabalenka ha straripato come un fiume in piena, senza dare occasione alla sua avversaria di prendere in mano le redini dello scambio e chiudendolo dopo pochi colpi con vincenti precisi e secchi. Ha disputato un incontro completo dal punto di vista tecnico, alternando bordate taglienti a palle corte, e dal punto di vista mentale, tenendo alta la concentrazione in ogni istante. Ottimi i suoi turni di risposta, che le hanno fruttato bene permettendole di portarsi a casa diversi break in entrambi i parziali. Altrettanto buone le uscite dal servizio, dove non si è fatta sorprendere dai timidi tentativi di ripresa da parte della Sakkari. Tirando le somme questa è stata una bella prova di forza da parte della bielorussa che è entrata nel match con la giusta determinazione e cattiveria agonistica. Per lei è la quarta volta su cinque incontri che ha la meglio sulla tennista di Atene.

Nella parte bassa del tabellone, invece, si è disputato il match tra Marta Kostyuk e Veronika Kudermetova, terminato per (10)7-6(8) 6-4 in favore della giocatrice russa. Un incontro decisamente equilibrato, caratterizzato da break e contro break da entrambi i lati. Dopo un primo parziale lottato fino all’ultimo punto, la giovane tennista ucraina, di soli 18 anni, ha allentato un po’ la presa, commettendo più errori e mostrandosi nervosa in campo. Ad ogni modo ha dimostrato di possedere un bel gioco: potente, aggressivo, fatto di vincenti immediati e discese a rete. La Kudermetova in seguito ne ha approfittato chiudendo con un break di vantaggio il secondo set. Il raggiungimento della finale le regala un doppio sorriso, in quanto salirà di 10 gradini la classifica WTA, dalla posizione 46 alla numero 36. Anche la Kostyuk può contare su una significativa scalata, dalla posizione n. 99 dovrebbe fare un salto fino alla n. 80. Una grande soddisfazione per una professionista così giovane che ci auguriamo di rivedere al meglio delle sue condizioni anche nei prossimi appuntamenti del tour.

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Lorenzo Musetti cede a Istanbul e cerca il riscatto ad Antalya

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Il diamante grezzo del tennis italiano, Lorenzo Musetti, prosegue la corsa di inizio stagione in Turchia. Dopo l‘eliminazione agli ottavi di finale nel torneo Challenger di Istanbul il tennista carrarese è in cerca di riscatto, pronto a voltare pagina. La sconfitta, infatti, ha bruciato e non poco. Arrivata contro un avversario decisamente alla sua portata. Si tratta del francese Benjamin Bonzi, n. 146 della classifica ATP. Il transalpino ha portato a casa il match con il punteggio finale di 6-1 6-4. Solo cinque i game conquistati dall’azzurro, che in poco meno di un’ora ha ceduto al 24enne di Nimes. Una sconfitta di certo inaspettata per Musetti che nel torneo turco rivestiva il ruolo di testa di serie. Un privilegio e una responsabilità al tempo stesso. Nel primo parziale non c’è stata storia. Il francese ha dominato. Nel secondo set, invece, c’è stato un tentativo di rimonta da parte dell’azzurro che è riuscito a strappare un break nella fase iniziale, per poi perdersi nuovamente e dare l’opportunità a Bonzi di recuperare lo svantaggio e servire per mettere la parola fine sulla partita.

Chiusa la parentesi di Istanbul per Lorenzo Musetti inizia una nuova e stimolante avventura: quella di Antalya. La città costiera turca, già palcoscenico ATP con il torneo 250 nella seconda settimana di gennaio, ospita un nuovo torneo, stavolta Challenger e con un montepremi di 44.820 dollari. Cambia anche la superficie, dal cemento di Istanbul si passa alla terra battuta. L’esordio del 18enne toscano è stato però rimandato a domani, causa pioggia. Il suo sfidante sarà il cileno Alejandro Tabilo, classe 1997 e n. 169 al mondo. Il sudamericano non dovrebbe costituire una grande preoccupazione per Musetti, che dovrà rimediare al passo falso compiuto nell’ultimo incontro. In palio c’è la qualificazione agli ottavi contro il vincente tra Escobedo e Ramanathan.

Nel tabellone figurano anche altri rappresentanti tricolore: Paolo Lorenzi (n. 150), Lorenzo Giustino (n. 154) e Alessandro Giannessi (n. 165). Tutti quanti ai blocchi di partenza per disputare il primo turno.

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Andy Murray dice addio agli Australian Open

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Niente Australian Open per Andy Murray. Il tennista scozzese è stato costretto ad abbandonare ogni speranza di giocare il primo Major della stagione. Non si conosce con certezza se Andy si sia già negativizzato ma quel che è sicuro è che non c’è più tempo a disposizione per partire alla volta dell’Australia e completare la quarantena di quindici giorni. A confermare la notizia è stato Stuart Fraser, giornalista del “The Sunday Times”. In un suo tweet ha riportato la dichiarazione del campione: “siamo stati in costante dialogo con la federazione australiana di tennis per cercare una soluzione che consentisse una qualche forma di quarantena praticabile, ma non siamo riusciti a trovarla“.

Tanta delusione, amarezza, sconforto. Questo il vortice di emozioni che ha travolto il tennista scozzese una volta appresa la triste notizia. Lui che ha fatto di tutto per inaugurare il suo ritorno in “pista” proprio agli Aus Open. Il torneo della ribalta e il torneo della condanna. Proprio a Melbourne, due anni fa, Murray si era infortunato e ritirato. Causa un fastidioso dolore all’anca che poi l’ha portato ad operarsi. Una stagione sfortunata in cui ha scongiurato il fantasma della racchetta appesa chiodo. Lo Slam australiano è sempre stato una chimera per Andy Murray che ha raggiunto il traguardo della finale per ben cinque volte senza però mai alzare al cielo il trofeo.

Lo scozzese nel mese di gennaio ha cercato di preservarsi al meglio, scegliendo di non partecipare al torneo ATP 250 di Delray Beach, in Florida, per evitare qualsiasi pericolo di contagio da Covid-19. Alla fine la strategia precauzionale è servita a poco perché Murray si è positivizzato (quasi sicuramente) nella sua casa sportiva, il circolo di tennis di Roehampton.

Il suo annunciato rientro sui campi da tennis, dunque, è irrimediabilmente rimandato. Non si sa quale e dove sarà la sua prossima apparizione agonistica. Quello che speriamo è che non tardi più di tanto.

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Filippo Volandri è il nuovo capitano di Coppa Davis

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“Ho la pelle d’oca. Io ho la fortuna di aver vissuto la Coppa Davis per tanti anni, quindi di esserci passato da giocatore. Ovviamente adesso dall’altra parte le responsabilità si amplificano un po’, però mi porto dietro tutti questi anni alla direzione tecnica del settore maschile, dagli over 16 in poi. E’ un bagaglio di esperienza importante”. Sono queste le parole di Filippo Volandri a Sky Sport. L’ex tennista livornese è stato scelto come nuovo capitano della nazionale azzurra per la Coppa Davis, il “mondiale” della racchetta.

Il neo-capitano apre una nuova era del tennis italiano, succedendo a Corrado Barazzutti che è stato al timone della squadra per ben 20 anni. Il tecnico di Udine è stato anche capitano di Fed Cup dal 2002 al 2016. Una carriera di tutto rispetto che ha visto crescere atleti del passato, del presente e del futuro. Il ringraziamento verso Barazzutti da parte della FIT è stato immediato e immancabile per una figura che ha dato tanto, tutto al tennis azzurro.

Ora toccherà a Volandri sapersi ripetere e far meglio del suo predecessore. Una ventata d’aria fresca di cui la FIT e il tennis azzurro avevano bisogno. “Ho festeggiato sul divano con i popcorn, mia figlia e mia moglie. E’ stato il miglior modo per festeggiare la buona notizia – ha detto Filippo -. Stiamo cercando di dare un senso di appartenenza a uno sport individuale. Lo è di squadra solo per quanto riguarda la Coppa Davis. Il senso di appartenenza glielo vogliamo dare 365 giorni l’anno. Quando si scende in campo si scende per una Nazione, per tutti i tifosi. Vorrei che questa squadra che sta per nascere sia la squadra di tutti gli italiani. Voglio che tutti ne facciano parte”.

La squadra degli italiani. La squadra di tutti. Questo il chiaro e forte concetto che il tecnico toscano vuole dare al Paese. Lui che ha dimostrato di lavorare in maniera brillante anche nei settori giovanili, forte del suo trascorso in ATP, con due titoli messi in bacheca e la memorabile vittoria contro Roger Federer agli Internazionali di Roma nel lontano 2007.

“Giocare la Coppa Davis non dev’essere solo un sogno ma qualcosa di realmente realizzabile”. Questo il messaggio di Filippo Volandri ai più piccoli. “Sappiamo che la squadra fa la differenza. Noi come federazione abbiamo collaborato con il settore privato, con gli allenatori privati. Voglio che si sentano realmente parte della squadra di Coppa. Nel mio progetto c’è l’andare anche nei centri di allenamento, non solo durante i tornei, per creare un senso di appartenenza, un’alleanza che deve durare tutto l’anno, non si deve ridurre solo alle settimane di Coppa Davis”.

Secondo quanto dichiarato dal nuovo capitano azzurro, inoltre, la competizione avrà inizio a febbraio con i turni di qualificazione. Sarà un’edizione particolarmente frammentata sia nelle tempistiche che negli spazi, con undici giorni dedicati al rush finale e diverse città ospitanti. Ad oggi si conosce solo quale sarà la sede di semifinale e finale: Madrid.

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