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Rugby, Sei Nazioni 2021: Il recap della seconda giornata

Dopo la vittoria inglese, Galles e Francia vincono rimanendo in lotta per il Grand Slam

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INGHILTERRA – ITALIA 41-18
Dopo la sconfitta all’esordio contro la Francia, a Twickenham per l’Italia arriva la seconda sconfitta in questo Sei Nazioni 2021, la numero 29 a partire dal Sei Nazioni 2015. L’ultima vittoria fu in trasferta contro la Scozia.
L’Inghilterra è stata una brutta Inghilterra, fallosa ed imprecisa come accade ormai da più di qualche mese, ma capace di portare comunque a casa la vittoria con il punteggio finale di 41-18, con Bonus incluso. Per il XV della Rosa, dopo la sconfitta di sette giorni fa contro la Scozia, una vittoria che dà morale in vista delle prossime tre partite.
Per l’Italia segni di crescita, anche se il divario con le prime della classe è ancora troppo marcato. L’Italrugby, a differenza della gara contro la Francia, in più di qualche frangente ha dato segni di vita come ad esempio nelle fasi iniziali. Dopo 3′ infatti andava in meta con una bella azione sul lato sinistro, ben orchestrata da Stephen Varney per Paolo Garbisi che serviva Jacopo Trulla che in superiorità numerica liberava la corsa di Monty Ioane che aveva gambe e tecnica per schiacciare in meta il pallone del 0-5, non trasformato da Garbini.

Della gara ne abbiamo ampiamente parlato nell’articolo dedicato https://oggisport.it/rugby-sei-nazioni-esordio-amarissimo-per-litalia-a-roma-la-francia-passeggia-vincendo-per-10-50/


SCOZIA – GALLES 24-25
La Scozia non è riuscita a bissare la vittoria della settimana scorsa contro l’Inghilterra perdendo contro un Galles bravo a capitalizzare gli errori dei padroni di casa, parsi a tratti un po’ spreconi.
Chiuso il primo tempo avanti di nove punti (17-8) anche a causa dell’espulsione del pilone destro Zander Fagerson, gli scozzesi hanno visto i dragoni gallesi recuperare nel punteggio fino al sorpasso avvenuto sul 17-20. In XIV la Scozia sognava grazie alla meta di Hogg al 65′ (24-20) ma quattro minuti dopo poco poteva fare sull’incursione di Rees-Zammit (24-25).

Scozia: 15 Stuart Hogg (c), 14 Darcy Graham, 13 Chris Harris, 12 James Lang, 11 Duhan van der Merwe, 10 Finn Russell, 9 Ali Price, 8 Matt Fagerson, 7 Hamish Watson, 6 Blade Thomson, 5 Jonny Gray, 4 Scott Cummings, 3 Zander Fagerson, 2 George Turner, 1 Rory Sutherland
A disposizione: 16 David Cherry, 17 Oli Kebble, 18 WP Nel, 19 Richie Gray, 20 Gary Graham, 21 Scott Steele, 22 Jaco van der Walt, 23 Huw Jones
Marcatori Scozia
Mete: D. Graham (18′), Hogg (24′, 65′)
Trasformazioni: Russell (19′, 25′)
Punizioni: Russell (10′)

Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 Louis Rees-Zammit, 13 Owen Watkin, 12 Nick Tompkins, 11 Liam Williams, 10 Dan Biggar, 9 Gareth Davies, 8 Taulupe Faletau, 7 Justin Tipuric, 6 Aaron Wainwright, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Adam Beard, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Wyn Jones
A disposizione: 16 Elliot Dee, 17 Rhodri Jones, 18 Leon Brown, 19 Will Rowlands, 20 James Botham, 21 Kieran Hardy, 22 Callum Sheedy, 23 Willis Halaholo
Marcatori Galles
Mete: Rees-Zammit (38′, 69′), Williams (51′), W. Jones (55′)
Trasformazioni: Sheedy (52′)
Punizioni: Halfpenny (7′)


IRLANDA – FRANCIA 13-15
Dopo la passeggiata in terra italiana la Francia dimostra di fare sul serio per il Grand Slam dell’edizione 2021 del 6 Nazioni e batte a domicilio l’Irlanda per 13 a 15. I verdi del trifoglio non riescono a vendicare la sconfitta di misura in terra gallese, con i transalpini che prendono il controllo del match dopo il vantaggio irlandese al 20° minuto con un piazzato di Burns. La metà di capitan Ollivon trasformata da Jalibert e un piazzato sempre dell’apertura francese indirizzano la partita. Nel secondo tempo la metà di Penaud sembra chiudere il match. L’orgoglio irlandese permette ai verdi di arrivare al 13 a 15, ma il cuore non basta per sorpassare sul finale i galletti.

Irlanda: 15 Hugo Keenan, 14 Keith Earls, 13 Garry Ringrose, 12 Robbie Henshaw, 11 James Lowe, 10 Billy Burns, 9 Jamison Gibson-Park, 8 CJ Stander, 7 Josh van der Flier, 6 Rhys Ruddock, 5 Iain Henderson (c), 4 Tadhg Beirne, 3 Andrew Porter, 2 Rob Herring, 1 Cian Healy
A disposizione: 16 Ronan Kelleher, 17 Ed Byrne, 18 Tadhg Furlong, 19 Ultan Dillane, 20 Will Connors, 21 Craig Casey, 22 Ross Byrne, 23 Jordan Larmour. Marcatori Irlanda
Mete: Kelleher (’57)
Trasformazioni: Byrne (’58), Burns (’64)
Calci di Punizione: Burns (’20)

Francia: 15 Brice Dulin, 14 Damian Penaud, 13 Arthur Vincent, 12 Gael Fickou, 11 Gabin Villiere, 10 Matthieu Jalibert, 9 Antoine Dupont, 8 Gregory Alldritt, 7 Charles Ollivon (c), 6 Anthony Jelonch, 5 Paul Willemse, 4 Bernard le Roux, 3 Mohamed Haouas, 2 Julien Marchand, 1 Cyril Baille
A disposizione: 16 Pierre Bourgarit, 17 Hassane Kolingar, 18 Uini Atonio, 19 Romain Taofifenua, 20 Dylan Cretin, 21 Baptiste Serin, 22 Anthony Bouthier, 23 Teddy Thomas. Marcatori Francia
Mete: Ollivon (’28), Penaud (’54)
Trasformazioni: Jalibert (’30)
Calci di Punizione: Jalibert (’38)


Risultati 2ª giornata

Londra
13 febbraio 2021
ore 14:15
Inghilterra 41 – 18 ItaliaTwickenham
Arbitro:  Mike Adamson
Edimburgo
13 febbraio 2021
ore 16:45
Scozia 24 – 25 GallesMurrayfield
Arbitro:  Matthew Carley
Dublino
14 febbraio 2021
ore 15:00
Irlanda1315FranciaAviva Stadium
Arbitro: Luke Pearce

Per infohttps://www.world.rugby/ – https://www.federugby.it/ – https://oggisport.it/category/altri-sport/rugby/ – https://www.sixnationsrugby.com/it/calendario-e-risultati/

Basket

Aperture maggiori negli stadi e palazzetti da ottobre?

Molte voci nel Governo a favore

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Andrea Costa, ai microfoni di Rai Radio 1, riferendosi alla capienza negli stadi e nei palazzetti, ha pronunciato queste parole: “Credo che ci possa essere una tappa intermedia che può prevedere il 75% per poi arrivare al 100%”.

Sicuramente un buon segnale per il mondo dello sport che ha sofferto molto in questo periodo di pandemia, basta guardare i bilanci di alcune società del mondo del pallone.

Raggiungere il 75/80% di capienza negli stadi (ora al 50%) e il 50% nei palazzetti (ora al 35%) sarebbe salutare, sempre ovviamente con il green pass.

Anche la Roma, come altre squadre, invita a vaccinarsi i propri tifosi per uno stadio aperto al 100%.

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Pallavolo

Il Volley azzurro sul tetto d’Europa

La Giovane Italia di De Giorgi compie la storia e bissa il successo delle donne issando il tricolore nuovamente sul tetto d’Europa.

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La Giovane Italia di Fefé De Giorgi fa la storia e riporta il tricolore sul tetto d’Europa, trionfo che mancava al nostro palmares dal 2005. A Katovice i ragazzi italiani sconfiggono la Slovenia per 3 a 2 al termine di una grande battaglia, 22/25, 25/20, 20/25, 25/20, 15/11. De Giorgi punta sulla spensieratezza di Michieletto e soci mentre Giuliani si fida dell’esperienza di Urnaut e compagni. La Slovenia parte subito forte con i nostri bloccati dalla tensione. Gli azzurri provano a rientrare sul finire del set ma la potenza del servizio sloveno chiude la strada alla rimonta. De Giorgi non cambia spartito ma catechizza i suoi ad essere liberi di testa giocando punto su punto. Lavia e Anzani suonano la carica con Giannelli (votato miglior giocatore del torneo) che ritrovata la ricezione riesce a gestire il ritmo dell’attacco azzurro. 1 a 1 e tutto ancora in gioco.

I set centrali: La Slovenia con Pajenk e Cebulj perfetti si lancia alla conquista del terzo set con Pinali e Michieletto che non trovano ossigeno in attacco. Sul 20 a 20 Stern va al servizio e non si ferma più, 25/20 e terzo set Slovenia. Nel quarto gli azzurri iniziano ancora male, 1 a 4, ma De Giorgi spariglia le carte con l’entrata del giovane opposto mancino Yuri Romanò. Gli sloveni non leggono le sue traiettorie e l’Italia ritrova nuovamente gioco e fluidità in attacco. Lavia con 3 ace consecutivi scava il solco tra le due squadre e gli azzurri pareggiano i conti.

Tie Break: Slovenia con 2 ace va 3 a 0, De Giorgi chiama Time out e da calma si suoi chiedendo punto su punto. Romanò continua la striscia del quarto set ma manca all’appello Michieletto ed il giovane talento entra di prepotenza nel match. Muro, punto in attacco e ace a ripetizione, la Slovenia è in ginocchio, l’Italia non ha paura e vince meritatamente set e titolo europeo.

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Ciclismo

Matteo Trentin vince il Trofeo Matteotti

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Matteo Trentin 728 giorni dopo: il tenace e valoroso corridore della UAE Team Emirates ha scritto per la seconda volta un nuovo capitolo di storia personale al Trofeo Matteotti, riassaporando la gioia di un successo che, guarda caso, mancava proprio a Pescara da quel lontano 22 settembre 2019. Per Trentin, porte spalancate a un ruolo di protagonista fra una settimana nella prova in linea dei Mondiali a Lovanio, in Belgio, con l’Italia che ha già cominciato a gioire con la riconferma di Filippo Ganna sul tetto del mondo nella prova a cronometro.

Per la 74°edizione del Trofeo Matteotti, l’Unione Ciclistica Fernando Perna ha dato prova di un’organizzazione ad hoc, sotto l’attenta guida del patron Daniele Sebastiani, coaudivato dal direttore tecnico Stefano Giuliani, dal presidente onorario Renato Ricci e dal segretario Dino Renzetti, più la collaborazione tecnica del Gruppo Sportivo Emilia di Adriano Amici.

Alla soddisfazione degli organizzatori si è aggiunto il plauso a livello istituzionale del Comune di Pescara (con in testa il sindaco Carlo Masci e l’assessore allo sport Patrizia Martelli), della Provincia di Pescara (alla presenza del presidente Antonio Zaffiri) e della Regione Abruzzo (rappresentata per l’occasione dal consigliere Guerino Testa).

Una gara nervosa e imprevedibile con i Colli di Pescara e Montesilvano (zone in cui era nato e cresciuto il compianto Fabio Taborre, ricordato da tutta la carovana con un minuto di raccoglimento) a fare selezione e a diventare teatro di battaglia sui 13 giri di 15 chilometri cadauno, con 131 corridori al via in rappresentanza di 20 squadre.

Nel gruppo hanno marcato la presenza gli abruzzesi Dario Cataldo della Movistar Team (Miglianico), Andrea Di Renzo della Vini Zabù KTM (Selva d’Altino), Emanuele Onesti della Giotti Victoria-Savini Due (Montesilvano), Francesco Di Felice (Pescara), Jacopo Cortese (Roseto degli Abruzzi), e Fabio Di Guglielmo (Civitella Messer Raimondo) della MG K Vis VPM.

A prendere l’iniziativa dopo una cinquantina di chilometri dal via, Matteo Trentin (UAE Team Emirates),  Alessandro Covi (UAE Team Emirates), Hector Carretero (Spa, Movistar Team), Mattia Bais (Androni Sidermec), Samuele Zoccarato (Bardiani CSF Faizanè), Samuele Rivi (Eolo Kometa Cycling Team), Valentin Ferron (Fra, Total Energies), Samuele Battistella (Nazionale Italiana), Matrvz Govekar (Slo, Tirol Ktm Cycling Team) e Felix Engelhardt (Ger, Tirol Ktm Cycling Team), ai quali si sono aggiunti successivamente Jhonatan Restrepo (Col, Androni Sidermec) e Davide Villella (Movistar Team).

Con il vantaggio massimo di poco superiore ai due minuti, il gruppo ha iniziato a recuperare terreno nel tentativo di neutralizzare la fuga il prima possibile.

A quattro giri dall’epilogo, la corsa si è infiammata con il primo forcing di Trentin che ha sgretolato il drappello di testa con Battistella, Villella, Restrepo, Zoccarato, Ferron e Govekar a reggere il ritmo dello scatenato corridore trentino. Più defilati, ad inseguire i sette al comando, Bais, Rivi ed Engelhardt a 47″.

I battistrada, di buona lena, hanno insistito nell’azione ma all’ultimo passaggio tra i Colli di Pescara e Montesilvano, c’è stata un’ulteriore scrematura e il plotoncino di testa si è sfaldato causa la stoccata vincente di Trentin che si è presentato in solitaria tra gli applausi del caloroso pubblico di Piazza Duca degli Abruzzi, oltre a quelli del cittì della nazionale Davide Cassani e anche di un ospite speciale dal nome di Giulio Ciccone (che sta recuperando dall’infortunio dopo il ritiro alla Vuelta di Spagna).

Sul podio sono riusciti a salire Restrepo e Ferron, quarto posto per Villella e poi gli altri superstiti della fuga, a 3’29” il grosso del gruppo in cui ha colto la 29°posizione Francesco Di Felice (MG K Vis VPM), “primo” degli abruzzesi.

Quella ottenuta a Pescara è stata la prima vittoria del 2021 per Trentin, al 26°successo da professionista e vice campione del mondo 2019: “La gara è stata molto dura per tutto il giorno. Volevo attaccare all’ultimo giro sulla lunga salita a metà circuito ma Ferron è stato il primo a muoversi, l’ho raggiunto e poi abbiamo tirato insieme.  Nell’ultimo strappo ho attaccato di nuovo, Ferron era al limite e Restrepo ci stava raggiungendo da dietro. Ho fatto un ulteriore scatto che mi ha portato dritto al traguardo. Sono davvero felice, era ora che vincessi di nuovo una gara ed è di buon auspicio per domenica prossima. Alcune volte ci si metteva di mezzo la sfortuna, in altre circostanze ho avuto a che fare con avversari più bravi di me, ma nel ciclismo dell’era post Covid il livello si è alzato in maniera esponenziale“.

In forza all’Androni Sidermec dallo scorso anno, dalla Colombia arriva lo stradista-pistard Restrepo: “Quando Trentin ha attaccato sulla salita lunga ero un po’ indietro, poi ho recuperato in discesa ma sull’ultimo strappo è andato più forte di tutti. Ci tenevo a vincere perché volevamo regalare una gioia a uno dei nostri principali sponsor che ha la sede qui in Abruzzo, ovvero la Tenuta Ulisse. Il secondo posto va bene per me e per la mia squadra, non vediamo l’ora di disputare le prossime corse del calendario italiano per tornare ancora protagonisti“.

Valentine Ferron, 23enne francese di Poitiers, professionista dallo scorso anno: “Mi sono impegnato molto in salita, non ho alcun rimpianto perché Trentin ha avuto una marcia in più. È stato un anno incoraggiante perché ho vinto in Ruanda ma sono felice di questo primo podio ottenuto in una corsa italiana“.

Daniele Sebastiani, presidente dell’Unione Ciclistica Fernando Perna: “Oggi ha vinto il migliore del momento e mi fa molto piacere perché un successo di Trentin serve anche per rilanciare ancora di più questa corsa che merita palcoscenici più prestigiosi. La nostra ambizione è di fare sempre meglio, ma bisogna tenere i piedi per terra perché sappiamo quanto è difficile organizzare al giorno d’oggi. La risposta positiva lo ha avuta dal calore del pubblico che è stato il valore aggiunto di questa edizione“.

Stefano Giuliani, direttore tecnico dell’organizzazione: “Sono molto contento per Trentin, è in formissima e motivato verso il Mondiale di domenica prossima. Al di là del chilometraggio ridotto, i corridori sono partiti molto forte dall’inizio ed è uscita una corsa molto dispendiosa. Sono stato entusiasta della cornice di pubblico ma anche del grande coinvolgimento con le istituzioni perché abbiamo fatto squadra sotto tutti gli aspetti, da quelli logistici alla messa in sicurezza del percorso. Se c’è unione e volontà di tutto l’Abruzzo, questa corsa crescerà sempre di più. Il nostro scopo è quello di arrivare a un campionato italiano o qualcosa di più, ma al Matteotti deve essere legata tutta la nostra tradizione abruzzese, non solo quella sportiva“.

ORDINE D’ARRIVO 74°TROFEO MATTEOTTI

1° Matteo Trentin (UAE Team Emirates) 195 km in 4.40’15” media 41,748 km/h

2° Jhonatan Restrepo Valencia (Col, Androni Sidermec) a 21″

3° Valentin Ferron (Fra, Total Energies)

4° Davide Villella (Movistar Team) a 51″

5° Matevž Govekar (Slo, Tirol Ktm Cycling Team) a 55″

6° Samuele Battistella (Nazionale Italiana)

7° Samuele Zoccarato (Bardiani CSF Faizanè)

8° Samuele Rivi (Eolo Kometa Cycling Team) a 2’59”

9° Mattia Bais (Androni Sidermec)

10° Felix Engelhardt (Ger, Tirol Ktm Cycling Team)

11° Alexandre Geniez (Fra, Total Energies) a 3’19”

12° Luca Colnaghi (Bardiani CSF Faizanè) a 3’29”

13° Kristian Sbaragli (Nazionale Italiana)

14° Antonio Angulo Sampedro (Spa, Euskaltel Euskadi)

15° Paolo Totò (Amore&Vita)

16° Davide Orrico (Vini Zabù)

17° Gotzon Martin Sanz (Spa, Euskaltel Euskadi)

18° Giacomo Garavaglia (Work Service Marchiol Dynatek Vega)

19° Aleksandr Riabushenko (Blr, UAE Team Emirates)

20° Matteo Baseggio (General Store Essegibi F.lli Curia)

21° Alessio Martinelli (Team Colpack Ballan)

22° Einer Augusto Rubio Reyes (Col, Movistar Team)

23° Nicolò Parisini (Beltrami TSA Tre Colli)

24° Raul Colombo (Work Service Marchiol Dynatek Vega)

25° Valentin Gotzinger (Aut, Wsa Ktm Graz)

26° Mathieu Burgaudeau (Fra, Total Energies)

27° Emil Dima (Giotti Victoria Savini Due)

28° Daniel Muñoz Giraldo (Col, Androni Sidermec)

29° Francesco Di Felice (MG K Vis VPM)

30° Fabien Grellier (Fra, Total Energies)

31° Filippo Fiorelli (Bardiani CSF Faizanè)

32° Alex Molenaar (Ola, Burgos BH)

33° Ander Okamika Bengoetxea (Spa, Burgos BH)

34° Riccardo Tosin (Vini Zabù)

35° Martin Messner (Aut, Wsa Ktm Graz)

36° Lorenzo Fortunato (Eolo Kometa Cycling Team)

37° Angel Madrazo Ruiz (Spa, Burgos BH)

38° Sergio Samitier Samitier (Spa, Movistar Team)

39° Marco Tizza (Amore&Vita)

40° Fabio Di Guglielmo (MG K Vis VPM)

41° Edoardo Zardini (Vini Zabu)

42° Alessandro Bisolti (Androni Sidermec)

43° Luca Chirico (Androni Sidermec)

44° Natnael Tesfazion (Eri, Androni Sidermec)

45° Adriano Brogi (Giotti Victoria Savini Due)

46° Salvatore Puccio (Nazionale Italiana)

47° Diego Ulissi (UAE Team Emirates)

48° Logan Mclain (USA, Tirol KTM Cycling Team)

49° Cristian Rodriguez Martin (Spa, Total Energies)

50° Simone Ravanelli (Androni Sidermec)

51° Antonio Pedrero Lopez (Spa, Movistar Team)

52° Marc Soler (Spa, Movistar Team)

53° Giovanni Carboni (Bardiani CSF Faizanè)

54° Enrico Battaglin (Bardiani CSF Faizanè)

55° Daniel Savini (Bardiani CSF Faizanè)

56° Davide Gabburo (Bardiani CSF Faizanè) a 3’44”

57° Francesco Zandri (Work Service Marchiol Dynatek Vega) a 5’52”

58° Luca Wackermann (Eolo Kometa Cycling Team) a 6’57”

59° Hector Carretero (Spa, Movistar Team)

60° Nicolas Nesi (D’Amico UM Tools)

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