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Playoff NBA, day-2: cadono inaspettatamente Bucks e Lakers, ok Rockets e Heat

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Notte di sorprese nei Playoff NBA, in cui le prime due teste di serie (Bucks e Lakers, ndr) perdono la prima gara della serie. Nelle rimanenti altre due sfide i Miami Heat e gli Houston Rockets non hanno troppi problemi nel portare a casa il primo passo verso la vittoria della serie.

MILWAUKEE BUCKS (#1) – ORLANDO MAGIC (#8) 110-122

Nemmeno nei loro peggiori sogni, Antetokounmpo e compagni, pensavano di cominciare in questo modo i playoff. Per i Bucks è stata serataccia, messi in difficoltà da dei sorprendenti Magic che già lo scorso anno avevano vinto in gara-1 contro i Toronto Raptors nel primo turno della post season. Partita dominata dal primo all’ultimo secondo da Orlando che ha toccato anche un clamoroso +17 nel primo tempo, Magic trascinati da uno strepitoso Nikola Vucevic autore di una corposa doppia doppia da 35 punti e 14 rimbalzi. Antetokounmpo sempre dominante con 31 punti, 17 rimbalzi e 7 assist, ma il supporting cast della squadra col miglior record della lega ha fatto cilecca. Con questa sconfitta, i Bucks sono diventati la quarta franchigia della storia NBA ad essere sconfitta con 10 o più punti di scarto nel loro debutto ai PO, dopo essersi qualificati con il seed #1.

MIAMI HEAT (#4) – INDIANA PACERS (#5) 113-101

Sulla carta questa sarà una delle serie più equilibrate del primo turno dei playoff NBA, infatti anche gara-1 ha dato questa impressione. Mai una squadra ha avuto la supremazia dominante in termini di punti di vantaggio sull’altra (+12 Heat sul finale), anche se i ragazzi di Spoelstra sono stati avanti nel punteggio per ben 33 minuti. Un solidissimo Jimmy Butler ha trascinato Miami mettendo a referto 28 punti, 3 rimbalzi, 4 assist, 4 palloni recuperati e 2 stoppate, aiutato anche da Goran Dragic (24-6-5) e Bam Adebayo (17-10-6). Ai Pacers non basta il solito TJ Warren da 22 punti, con Malcom Brogdon che ha messo a referto 24 punti e 10 assist.

HOUSTON ROCKETS (#4) – OKLAHOMA CITY THUNDER (#5) 123-108

Seppur senza Russell Westbrook, gli Houston Rockets di James Harden domina gara-1 contro dei Thunder remissivi, che hanno sbagliato completamente l’atteggiamento mentale per iniziare il match. Danilo Gallinari, che è stato decisamente il migliore dei suoi mettendo a referto 29 punti col 53% dal campo, e l’eterno Chris Paul (20-10-9) non sono riusciti a creare problemi alla difesa dei Rockets con un gioco collettivo. OKC male anche in difesa, dove James Harden (37 punti) ha fatto ciò che voleva.

LOS ANGELES LAKERS (#1) – PORTLAND TRAIL BLAZERS (#8)

“È il più sottovalutato di tutti, ma merita rispetto” aveva detto LeBron James su Dame Lillard nel pre di gara-1. E tac. Il #0 dei Blazers sforna un’altra super prestazione da 34 punti con cui mette K.O. il Re e compagni, sugli scudi anche Jusuf Nurkic che domina sotto canestro con 16 punti e 15 rimbalzi. I Lakers pagano una disastrosa serata nel tiro da tre punti (15%), oltre a dei limiti strutturali del roster già noti da tempo. Dopo un anno di astinenza dai Playoff NBA, LeBron James torna nella post season scrivendo una pagina di storia: il #23 chiude il match in tripla doppia 26 punti, 17 rimbalzi e 16 assist diventando l’unico giocatore nei PO a mettere insieme certe cifre. A 36 anni. Leggenda.

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Basket

LBA – Playoff: la Virtus Bologna è campione d’Italia, netto 4-0 all’AX Milano.

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Virtus bologna - Milano

Ci sono voluti 20 anni, con nel mezzo anni turbolenti che hanno visto un fallimento, la ripartenza da Castelmaggiore, la vittorie dell’Eurochallenge nel 2008, la retrocessione del 2015, la Champions League del 2018, ma alla fine la Virtus Bologna si è cucita addosso il 16° scudetto della sua storia.

I ragazzi di Djordjevic hanno dominato la serie di finale con un netto 4-0 contro un’opaca Milano, battuta anche in gara 4 con il punteggio finale di 73-62.

Per fare quattro nomi non si può prescindere da Teodosic, MPV della finale, da Belinelli, da Markovic e da Pajola, ormai una certezza del basket italiano. Noi però ne vorremmo fare anche un quinto, quello di coach Djordjevic che, dopo una regular season non sempre brillante, nei play-off ha costruito una macchina praticamente perfetta. Zero sconfitte nei play-off, un attacco ben bilanciato, guidato da quel fenomeno che risponde al nome di Milos Teodosic, e una difesa che ha tolto ogni riferimento ad un’Olimpia Milano, frastornata dopo la sconfitta in gara 1 e mai capace di dare un senso a questa finale

Per Milano, più che una sconfitta, un cataclisma, visto il roster a disposizione di coach Messina e la qualità di gioco e di risultati avuti fino alle Final 4 di Eurolegue. Proprio le Final 4 sono state però lo spartiacque della stagione delle scarpette rosse, uscite svuotate mentalmente, più che fisicamente, dalla lunga campagna europea.

Ad inizio stagione nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla vittoria dello Scudetto che fosse ad opera di una squadra che non fosse Milano, e invece Bologna ha messo in piedi uno dei più clamorosi upset degli ultimi anni.

Milano, in gara 4, ha provato a tenere in piedi la serie, almeno fin quando le energie nervose e atletiche hanno retto. Dopo un buon primo tempo (41-43) però Bologna ha preso il sopravvento concedendo all’AX Milano la miseria di 19 punti in 20′, troppo pochi per una Virtus che ha avuto in Belinelli (15), Weems (14) e Teodosic (10) i suoi uomini migliori. Alla sirena il tabellone segnava il punteggio finale di 73-62 e la festa virtussina poteva finalmente iniziare.


PLAYOFF – Finale
Olimpia Milano vs Virtus Bologna 0-4

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LBA – Playoff: La Virtus Bologna affonda l’AX Milano e si porta sul 3-0. Venerdì il match-point scudetto.

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La Virtus Bologna è inarrestabile e domina l’AX Milano anche in gara 3, davanti al pubblico amico della Segafredo Arena. I ragazzi di Djordjevic hanno vinto infatti per 76-58 contro una Milano oramai mentalmente alle corde e ad un passo da baratro, per quello che si appresta ad essere uno dei più clamorosi upset degli ultimi anni.
In una caldissima Segafredo Arena, le Vu Nere hanno conquistato il punto del 3-0 portandosi ad una sola vittoria dallo scudetto, che potrebbe arrivare già venerdì prossimo, al massimo non più tardi di domenica, perché il destino di questa serie di finale sembra ormai scritto. Bologna è infatti in una forma strepitosa, unita ad una solidità tecnica e mentale forse mai avute in questa stagione, Milano invece è sulle gambe, priva di energie fisiche e mentali dopo le Final 4 di Eurolega.

Bologna, guidata da un sontuoso Weems (23 punti), è stata in controllo della partita per tutti i 40′ di gara, resistendo ai tentativi di rimonta meneghini nei periodi centrali della gara. Scivolata sul -12 sia nel corso del secondo (28-16) che nel terzo quarto (49-37), l’Olimpia Milano con la forza dell’orgoglio entrambe le volte era brava a rientrare in gara (37-34 al 20′ e 52-52 al 30), grazie a un Datome (14 punti) finalmente ispirato.

Negli ultimi 10′ però si assisteva a un monologo virtussino. Pajola e Weems sulle ali dell’entusiasmo conducevano Bologna al parziale di 24-6 (76-58 al 40′) che chiudeva definitivamente la gara e faceva sprofondare nel baratro una Milano incapace di rialzarsi e ormai con le spalle al muro. La serie non è ancora finita ma francamente la truppa di Messina non sembra nella condizione di vincere 4 gare consecutive contro una Virtus ormai lanciata come un treno in corsa.


PLAYOFF – Finale
Olimpia Milano vs Virtus Bologna 0-3

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Basket: la situazione della Vanoli Cremona

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Vanoli Cremona

La Vanoli  Cremona, che ricordiamo è ininterrottamente nella massima serie nazionale dalla stagione 2009-2010, ha le idee chiare per l’immediato futuro. Il sodalizio del patron Aldo Vanoli,  non vuole correre il rischio dello scorso anno di allestire una squadra all’ultimo momento e sperare di raggiugere la meta salvezza prefissata. Vuole fare le cose per tempo ed in sicurezza. Oltre alla Ferramenta Vanoli economicamente sarà supportata dal Consorzio Cremona Basket che raggruppa alcune  aziende che hanno costituito un discreto tesoretto a supporto della società.  Il numero delle adesioni sta crescendo, segno che l’interesse rivolto al basket di livello è forte.  Sportivamente parlando, alla guida tecnica  è stato confermato Paolo Galbiati con il vice Gigi Brotto. Tra i  giocatori del roster dello scorso anno sono ad oggi rimasti Peppe Poeta e David Cournooh e non  è cosa da poco. Si stanno stringendo i tempi anche per far rimanere Jarvis Williams, Markus  Lee e Jaylen Barford  Ha già cambiato società Fabio Mian e sul piede di partenza sono TJ Williams e Daulton Hommes. La Vanoli Basket è in movimento sul mercato. Dopo aver puntato il dito su giocatori “italiani” ma con doppio passaporto per militanza in campionati esteri,  ha ingaggiato,  a sorpresa,   l’atleta Ismael Sanogo. Nato il 16 luglio 1996 in Costa d’Avorio, è un’ala forte  di m. 2,03 e 95 Kg.  Dall’età di 4 anni vive negli Stati Uniti in particolare con la famiglia si è stabilito a Newark, nel New Jersey dove ha avuto l’opportunità di studiare e giocare a basket. Li’ ha svolto anche la  carriera universitaria. Dopo un primo anno in cui in 18 partite ha avuto  una sola partenza in quintetto, nel 2015/2016, Sanogo si è via via migliorato e cresciuto dimostrandosi  il miglior difensore della squadra,  chiudendo con una media di 5.0 punti, 7.2 rimbalzi. E’ un ottimo rimbalzista, recupera parecchi palloni e rifila spettacolari  stoppate. Dopo tanta militanza in NCAA, dal 2018  gioca le due stagioni successive in NBA G League con la canotta dei Long Island Nets. Nella prima scende in campo 25 volte con medie di 2,5 punti e 2 rimbalzi, nella seconda sono 24 le partite disputate con 5.5 punti, 4 rimbalzi e 1 assist di media. Sarà alla sua prima esperienza oltre-oceano. E’ comunque considerato un giocatore “di sostanza”.

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