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Calcio

Pareggio tra Piacenza e Giana Erminio

0 a 0, un punto utile ai lombardi

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Al Garilli per la 28ª giornata di campionato, 9ª del girone di ritorno, Piacenza e Giana Erminio non si fanno male, mettendo in scena una gara che termina a reti inviolate.

Primo tempo 0-0

Torna Zanellati a difesa della porta biancazzurra, con Marchetti, Bonalumi e Montesano in retroguardia; il centrocampo è affidato alla regia di Dalla Bona, affiancato da Palazzolo e Pinto, con Madonna ala destra e Perico sinistra; il comparto d’attacco è invece rappresentato da Corti e Ferrario. Si parte e dopo pochi secondi la Giana conquista il primo corner: Dalla Bona dalla bandierina calcia sul secondo palo, la recupera Perico, ma la difesa di casa fa buona guardia. Al 3′ l’angolo è per il Piacenza, con la deviazione provvidenziale di Zanellati sulla conclusione da distanza ravvicinata di De Respinis, lanciato da Corbari. Al 5′ ancora De Respinis prova la conclusione di prima intenzione dal limite dell’area, alta. Al 6′ punizione per la Giana dai 25 metri sulla sinistra: Dalla Bona calcia sul secondo palo, ma la sua conclusione è lunga e si spegne sul fondo. Al 12′ punizione per il Piacenza dai 30 metri sulla sinistra: Palma calcia in area un bel cross, ma l’arbitro fischia fallo in attacco. Al 15′ Madonna dalla destra crossa in area per Corti, che svetta di testa ma manda alto di poco. Al 16′ angolo per il Piacenza, su cui Zanellati esce bene a respingere coi pugni. Dopo una quindicina di minuti giocati prevalentemente a centrocampo, al 30′ su punizione il Piacenza prova lo schema a servire Gonzi per la conclusione, ma la difesa della Giana capisce tutto e allontana. Al 35′ su cross dalla destra di Madonna. Perico svetta di testa e manda di pochissimo sulla sommità della rete. Al 41′ buon inserimento di Corti in area, fermato in extremis da Tafa. Al 42′ Visconti dalla sinistra con un tiro angolato conclude sul secondo palo, deviato in angolo da Zanellati.

Secondo tempo 0-0

Cambi al rientro dagli spogliatoi: per la Giana entra Perna al posto di Ferrario e per il Piacenza dentro Cesarini per Maio. Al 2′ punizione per il Piacenza dalla sinistra: Palma prova il cross rasoterra, deviato in angolo; sempre Palma dalla bandierina chiama lo schema e calcia largo per Marchi, che carica il destro da fuori area, ma viene murato. Al 5′ deviazione provvidenziale di Montesano sulla conclusione di Cesarini nella mischia creatasi in area. Al 12′ cambio per il Piacenza: dentro Lamesta per Visconti. Al 18′ punizione per il Piacenza dai 25 metri sulla sinistra: Palma calcia in area e dopo un batti e ribatti Battistini di testa manda altissimo. Al 20′ Pinto crossa dalla sinistra, ma il suo tiro viene anticipato da Stucchi in uscita. Al 22′ doppio cambio Giana: dentro Maltese per Dalla Bona e Greselin per Palazzolo. Al 26′ rosso diretto a De Respinis per un’entrata a gamba tesa su Maltese a centrocampo: Piacenza in dieci uomini. Al 32′ cambio per la Giana, entra Ruocco per Montesano. Cambio per il Piacenza al 39′, fuori Palma per Miceli. Al 40′ per la Giana dentro D’Ausilio per Corti. Al 41′ punizione per la Giana sulla trequarti: Maltese calcia in area, deviazione in angolo della difesa di casa. Al 45′ doppio angolo per la Giana, nulla di fatto.

PIACENZA-GIANA ERMINIO 0-0

Piacenza (3-4-2-1): Stucchi, Pedone, Maio (Cesarini 1′ st), Palma (Miceli 39′ st), Battistini, Corbari, Marchi, Gonzi, Visconti (Lamesta 12′ st), De Respinis, Tafa. A disp: Anane, Martinbianco, Renolfi, Scorza, Saputo, Babbi, Galazzi, Simonetti, Cannistrà. Allenatore: Cristiano Scazzola.

Giana Erminio (3-5-2): Zanellati, Marchetti, Bonalumi, Montesano (Ruocco 32′ st), Madonna, Palazzolo (Greselin 22′ st), Dalla Bona (Maltese 22′ st), Pinto, Perico, Corti (D’Ausilio 40′ st), Ferrario (Perna 1′ st). A disp: Acerbis, Barazzetta, Finardi, Rossini, Benatti, Zugaro, De Maria. Allenatore: Oscar Brevi

Direttore di gara: Emanuele Frascaro di Firenze. Assistenti: Francesco Ciancaglini di Vasto e Veronica Vettorel di Latina. Quarto ufficiale: Andrea Rizzello di Casarano

Recupero: 0′ pt, 3′ st

Angoli: 6-4

Ammoniti: Perico 19′ pt, Marchetti 2′ st, Corbari 7′ st, Miceli 40′ st, Scazzola (all. Piacenza) 47′ st

Espulsi: De Respinis 26′ st

Serie A

Il Parma butta via un tesoro, il Cagliari risorge ai titoli di coda

Come troppe volte gli è accaduto in questa stagione, il Parma prima costruisce un tesoretto poi lo dilapida. Il Cagliari con l’olio di gomito degli umili, scrive una rimonta mozzafiato

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La prima mezzora aveva regalato al Parma la partita che nemmeno nei sogni più rosei: vantaggio lampo di Pezzella, possibile rigore per il Cagliari poi rettificato dal Var, doppio vantaggio firmato da Kucka: qui molte squadre, avrebbero benedetto gli istanti successivi, dopo aver fatto il segno della croce col gomito sinistro. Ma il Parma, questo Parma, adesso non è una squadra, ma una pallina, una specie di monade leibniziana senza porte né finestre, che scivola inesorabilmente verso il suo amaro destino.

Pavoletti, il puntero, quello che non ha mai avuto il Parma in questo campionato, salta più un alto dell’iniziale paura che aveva attanagliato il Cagliari, quando incoccia la palla, è tutta Cagliari che si aggrappa al lungagnone livornese: ecco la medicina per gli isolani, ecco il primo segnale storto per i crociati.

Ma la serata voleva essere ancora generosa con D’Aversa e i suoi pargoli, infatti, in avvio di ripresa ecco Man che indovina un gol tanto bello quanto prezioso. Se il suo quasi omonimo Tomas Mann, scrisse la Montagna incantata, la montagna della Sardegna Arena, sembra davvero incantata per il Parma: ma invece che usare questa bellezza per gettare le basi per l’ottenimento dei tre punti, vitali non come il pane ma come il lievito nel pane, si fa travolgere da questa montagna incantata e la, sindrome di Stoccolma, che si era già intravista qua e là in vari passi della stagione, travolge totalmente, mentalmente, fisicamente, spiritualmente i crociati.

Così il Parma quasi fiabesco d’inizio gara, da principe azzurro che bacia la regina da tre punti, diventa improvvisamente il cane dentro all’abbondanza di latte, che potendo scegliere tra due grosse tazze, non sa quale prendere e così alla fine muore. Il Cagliari, al contrario, da senza tetto del primo tempo, sdraiato malconcio in un angolo di campo, si trasforma in Aladino e sale sul suo tappeto volante: Marin trova la rete della speranza, Pereiro il gol della certezza e l’ex Cerri lo squillo che scatena l’orbita: 4 a 3, non c’è Riva anche se siamo a Casteddu, non è Italia – Germania del 70 ma Cagliari -Parma del 2021, non è la partita del secolo ma resterà, a lungo, come la partita del suicidio crociato. Valcareggi ed i suoi prodi, di ritorno dal Messico, dopo la finale da tregenda, ricevettero i pomodori.

I crociati di ritorno dall’isola, non riceveranno certo carezze e fragole con panna. Questa partita è stata la summa di una stagione non da zona rossa ma da codice rosso, da spaventare persino un professionista del genere come Dario Argento. P.s. Pavoletti, una punta, segna il primo gol, Cerri, un’altra punta, segna l’ultimo gol del Cagliari. Già le punte, le grandi assenti di questo annus horribilis per il Parma, quelle che segnano, come i predicatori che parlano e le lavandaie che lavano i panni. Quelli crociati, sono abiti sgualciti, impauriti, da stasera più vicini al lavatoio della serie B che alla fontana della serie A.

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Calcio

Il Sassuolo ribalta il Giglio, 3-1

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REGGIO NELL’EMILIA – Secondo successo consecutivo per il Sassuolo di De Zerbi.

Alla vittoria di Benevento fa seguito per i nero verdi il successo odierno contro i gigliati del mister ascolano Iachini.

Non deve ingannare il risultato con i padroni di casa a rincorrere.

Sono infatti i viola a passare in vantaggio alla mezzora del primo tempo con una ripartenza finalizzata dall’ex rossonero Bonaventura che insacca di sinistro alle spalle dell’ex Samb Consigli.

La Fiorentina potrebbe andare al riposo con un doppio vantaggio se il tiro di Castrovilli avesse centrato la porta invece del montante.

Nella ripresa il Sassuolo ribalta l’incontro.

Al quarto d’ora Aureliano indica il dischetto per l’atterramento di Berardi da parte di Dragowski. Lo stesso attaccante locale manda la sfera imparabile nel “7” e festeggia il suo 100° gol in maglia neroverde.

Trascorrono poco più di cento secondi e il direttore di gara assegna un altro Penalty a favore del Sassuolo per fallo di Pezzella su Raspadori. Dagli undici metri va di nuovo Berardi che non fallisce, 2-1.

Alla mezzora il terzo sigillo neroverde: da un’azione di calcio d’angolo la corta respinta della difesa viola è preda di Maxime Lopez che dal limite dell’area insacca nell’angolino, 3-1.

Gioiscono i locali che riassaporano la vittoria casalinga dopo oltre un mese.

Per la compagine gigliata c’è la terza sconfitta nelle ultime quattro gare.

IL TABELLINO

SASSUOLO-FIORENTINA 3-1 (0-1)

Reti: 31pt Bonaventura; 14st rigore e 17st rigore Berardi, 30st Maxime Lopez.

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli; Muldur (41st Marlon)Chiriches, Ferrari, Rogerio (1st Kyriakopoulos)ObiangMaxime Lopez; Traorè (1st Defrel)Djuricic (1st Berardi), Boga; Raspadori (31st Locatelli)Allenatore: De Zerbi.

FIORENTINA (3-5-2)DragowskiMilenkovicPezzellaCaceres; Venuti (33st Malcuit), Bonaventura (26st Callejon), PulgarCastrovilli (26st Eysseric)Biraghi (38st Kouame)RiberyVlahovicAllenatoreIachini.

ARBITRO: Aureliano della sezione di Bologna

NOTE: AMMONITI: Traore, Maxime Lopez, Muldur (S); Castrovilli, Milenkovic, Bonaventura, Eysseric, Pulgar (F)


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Calcio

V.Verona-Samb: soltanto 18 i convocati da mister Montero

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Terz’ultima di campionato per i rossoblù di mister Paolo Montero.

Trasferta in casa scaligera contro la Virtus, terza squadra di Verona, del presidente e allenatore Luigi Fresco.

Anche domani la Samb scenderà regolarmente in campo.

Il mister uruguagio rossoblù ha la rosa molto ristretta.

Oltre allo squalificato Angiulli dovrà fare a meno di Padovan, Lombardo, D’Angelo, Mehmetaj, Ricci e Maxi Lopez.

Sono infatti 18 i convocati per l’incontro in terra veneta: 3 portieri, 7 difensori, 5 centrocampisti e soltanto 3 attaccanti, Lescano Babic e Botta.

LE PAROLE DI MISTER PAOLO MONTERO



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