fbpx
Seguici anche su

Tennis

Musetti lascia Acapulco tra gli applausi. Tsitsipas in finale

Pubblicato

il

La sua prima semifinale in un torneo Atp 500 e l’ingresso nella top 100 della classifica mondiale. Lorenzo Musetti abbandona il torneo di Acapulco sul più bello, sconfitto dalla testa di serie numero uno del tabellone e n. 5 del ranking, Stefanos Tsitsipas. Il match si è concluso dopo un ora 19 minuti con il punteggio di 6-1 6-3. «Stefanos ha un tennis più maturo, la capacità di stare lì su ogni punto», ha detto l’azzurro nella conferenza post partita. «Io devo ancora crescere da questo punto di vista, ma questa settimana mi ha dato ancora più voglia di lavorare e impegnarmi per arrivare a quel livello». Il pubblico gli ha riservato una emozionante standing ovation a fine partita. «Mi hanno sostenuto tutta la settimana, è stato bellissimo. E non vedo l’ora di tornare il prossimo anno, magari senza bolla e con la possibilità di farmi un bagno in mare».

Il match – Dopo le qualificazioni, le vittorie contro Diego Schwartzman, Frances Tiafoe e Grigor Dimitrov, Musetti si è dovuto arrendere difronte al gioco completo e solido di Tsitsipas. Il tennista di Atene ha mostrato tutta la sua bravura ed esperienza nel condurre l’incontro in maniera continuativa, senza perdere mai la concentrazione. Un aspetto distintivo dei giocatori top del circuito. Su questo Lorenzo deve migliorare e i margini sono ancora molti. L’azzurro ha commesso diverse imprecisioni che contro un avversario simile non ci si può permettere. Tsitsipas, in ottimo stato di forma, a tratti ingiocabile, non ha lasciato spazio a Lorenzo, imponendosi sugli scambi sin dall’inizio. Il primo break lo ha conquistato sul finire del 2-1. Un vantaggio in avvio che poi gli ha permesso di chiudere il set in scioltezza. Poco dopo il 19enne di Carrara ha iniziato ad accusare un dolore addominale tanto da chiamare il trainer in campo. Nulla di serio per fortuna. Era solo un po’ di tensione accumulata. Comprensibile per un giovanissimo tennista alla sua prima semifinale Atp 500. Nel secondo parziale l’azzurro ha tentato la rimonta. Sul punteggio di 1-0 per Lorenzo, 30-0 Tsitsipas, l’azzurro ha realizzato un punto a regola d’arte. Breve scambio, palla corta del greco e sprint a rete di Musetti che sorprende l’avversario, imbucando la palla all’angolino di metà campo alla sua sinistra. Un vincente in recupero tanto difficile quanto elegante e delicato. Nonostante gli sforzi per rimanere in partita sul 3-3, il n. 5 del mondo ha conquistato un altro break decisivo che poi gli ha permesso di distaccarsi e vincere il match.

Le dichiarazioni post partita – «Ero davvero cotto. Tra qualificazioni e torneo ero stanchissimo. Ma se anche fossi stato in forma sarebbe stato difficile superare Stefanos», ha affermato Lorenzo. Dall’altra la testa di serie del seeding si è congratulato con il talento italiano: «Vedremo spesso in futuro Musetti. Mi piace molto il suo tennis, ha un rovescio a una mano unico con cui si crea tante opportunità durante il gioco. È un giocatore completo, di grande talento. Per lui è solo una questione di tempo e raggiungerà obiettivi sempre più alti. Ha un grande potenziale e lo ha dimostrato questa settimana, come ha già fatto in molte altre settimane passate».

Il tennis sulla pelle – Come non notare il tatuaggio che Lorenzo si è fatto sul braccio sinistro. Il suo elettrocardiogramma con una racchetta in mezzo. L’emblema del suo infinito amore per il tennis. «Mio zio è cardiologo, quindi mi ha fatto un elettrocardiogramma e io ne ho preso una parte da riprodurre», ha detto l’azzurro. «Volevo che il battito fosse proprio il mio, non un segno qualunque. Amo moltissimo il mio sport, è la mia più grande passione, vivo per il tennis e per questo ho voluto scriverlo sul mio corpo». L’idea del tatuaggio aleggiava già da tempo nella testa di Lorenzo. Ne aveva parlato con i suoi genitori e avevano raggiunto un patto: «se vinci uno Slam puoi farti tatuare». Un’impresa forse lontana dai pensieri di mamma e papà ma non da quelli del ragazzo carrarese che poco dopo, nel 2019, ha vinto gli Australian Open Juniores.

Tennis

Miami: l’analisi del match tra Sinner e Hurkacz

Pubblicato

il

Termina in finale il percorso da sogno di Jannik Sinner a Miami. Il tennista altoatesino è stato sconfitto in due set per 7-6(4) 6-4 dal polacco Hubert Hurkacz dopo un ora e 45 minuti di gioco. Entrambi lasciano la Florida con il sorriso stampato sul viso. Il 24enne di Breslavia passa dalla posizione n. 37 alla n. 16, guadagnando 1000 punti e un premio pari a 300.110 dollari. Anche per Jannik il bicchiere non è mezzo vuoto. Dalla posizione n. 31 sale fino alla n. 23, a -3 dall’ingresso in top 20 e con un premio in denaro di 165.000 dollari.

L’analisi del match – La finale di Miami si apre con un break in favore di Hurkacz, che non si lascia sfuggire l’opportunità di passare subito in vantaggio. Il divario è di 3 game a 0 per il polacco. Sinner nella prima fase del match è impreciso, sbaglia troppo. In fase di costruzione del punto è impeccabile ma al momento di chiudere lo scambio commette errori non forzati. Troppi. Il giovane tennista di San Candido, a metà set, riesce a riprendere in mano le redini del gioco e recupera il gap con il polacco fino a portarsi sul 5-5 prima e sul 6-5 dopo. Il break conquistato è fondamentale e arriva in un momento del match cruciale e dove la tensione è palpabile. Il vantaggio però non dura molto. Jannik spreca il proprio turno di servizio, senza vincere nemmeno un punto e conclude il game per 0-40. L’opportunità di chiudere il set in favore va in fumo e subito dopo si entra nel vivo del tie-break. Hurkacz ringrazia e mette la firma su primo parziale, chiudendo il tie-break per 7-4, sempre grazie ad alcune defaillance dell’azzurro.

Il secondo set si apre sulla falsa riga del primo, con un break nei game iniziali. Sinner non appare al massimo della condizione, con scarsa concentrazione. Il 24enne di Breslavia si porta sul 3-0 e mette pressione al tennista azzurro, costretto ancora una volta all’inseguimento. Jannik riesce a ridurre il divario portandosi sul 4-3. Tenta di rimettersi in carreggiata ma Hurkacz tiene l’urto, lotta su ogni punto e non cede il break di vantaggio. Il secondo parziale si chiude per 6-4, con un errore finale di Sinner.

I due hanno dato spettacolo sul campo centrale del Miami Open, senza risparmiarsi. Bel gioco e tanti applausi per due tennisti tanto giovani quanto talentuosi, divisi da soli quattro anni di differenza. Sia Jannik che Hubert hanno modalità di gioco molto simili. Scambi lunghi, cambi di ritmo e accelerazioni imprevedibili. Tattiche a specchio che a questo turno hanno giovato al tennista di Breslavia. I due, inoltre, si conoscono molto bene. Fanno coppia nei tornei di doppio e si allenano anche assieme.

Continua a leggere

Tennis

Sinner perde la finale

7-6 6-4 per il polacco Hurkacz

Pubblicato

il

Jannick Sinner perde la finale di Miami.

La sfida si è chiusa con il punteggio di 7-6 6-4 per il polacco Hurkacz in un’ora e 40 minuti di gioco sul campo in cemento dell’impianto dell’Hard Rock Stadium.

Continua a leggere

Tennis

Master 1000 Miami: Sinner e Hurkacz si giocano la finale

Pubblicato

il

È il quarto teenager nella storia del tennis a raggiungere la finale di Miami. Jannik Sinner a soli 19 anni è riuscito a eguagliare campioni della portata di Andre Agassi (che vinse nel 1990), Rafael Nadal (finalista contro Roger Federer nel 2005) e Novak Djokovic (vincitore nel 2007). Tre fuoriclasse che da under 20 hanno messo la firma sulla finale del Master 1000 statunitense. Il tennista di San Candido arriva a questo prestigioso appuntamento al culmine di un percorso impeccabile. Si è conquistato gli applausi degli spettatori della Florida e i complimenti dei suoi avversari. «You are not human» («Tu non sei umano»), gli ha detto a fine partita, ai quarti di finale, Alexander Bublik, impressionato dalla performance dell’altoatesino.

Jannik Sinner

La finale – L’avversario di Jannik si chiama Hubert Hurkacz. Classe 1997. Ventiquattro anni compiuti l’11 febbraio scorso. Il polacco di Breslavia al momento sosta alla posizione n. 37, 6 gradini dietro l’azzurro. Sono amici dentro e fuori dal campo. Compagni di doppio, si stimano tantissimo. «Hurkacz è una bravissima persona, forse il miglior amico che ho sul circuito», ha affermato Jannik Sinner. «Jannik è un bravissimo ragazzo. Uno calmo, anzi, super calmo, super rilassato, che sta ottenendo i risultati che vedete grazie a un grande lavoro», ha risposto dal canto suo Hurkacz. Nonostante l’amicizia che li lega i due metteranno da parte i sentimentalismi per dare sfogo all’agonismo puro. Per il giovane polacco si tratta della terza finale in carriera. Le due precedenti – entrambe vinte – parlano americano. Una disputata a Delray Beach lo scorso gennaio e una a Winston-Salem nel 2019. Il terreno di gioco veloce degli Stati Uniti sembra portar bene al polacco, che ha iniziato al meglio questa nuova stagione e sembra non volersi fermare. In occasione del torneo di Miami ha dato ulteriore dimostrazione del suo periodo di forma, mettendo k.o. tennisti del calibro di Denis Shapovalov, Milos Raonic e due top 10 come Stefanos Tsitsipas e Andrej Rublev. La finale contro il suo grande amico Sinner sarà l’ennesima opportunità per brillare ed entrare per la prima volta nella top 20.

La scalata di Jannik – Tanto talento e un pizzico di fortuna. Nel main draw di Miami Sinner è partito con un bye. Poi ha affrontato in serie: Hugo Gaston (n. 162), Karen Khachanov (n. 22), Emil Ruusuvuori (n. 83), Alexander Bublik (n. 44), Roberto Bautista-Agut (n. 12). Tutti incontri disputati con intelligenza, costanza e una mentalità vincente. Partita dopo partita Jannik ha acquistato fiducia, esprimendo un gioco impeccabile. Completo e con cambi di ritmo imprevedibili. Il tabellone non è stato dei più impegnativi e questo ha certamente aiutato la scalata verso la sua prima finale in un Master 1000. Ad attenderlo c’è Hurkacz e non il favorito Rublev, sconfitto in semifinale dal polacco, dopo una brutta prestazione. La prima dopo 15 mesi di successi ininterrotti. Per il beniamino di San Candido questo rappresenta un grande risultato, a prescindere da quale sarà l’esito della finale. Se dovesse vincere entrerebbe a far parte della top 20, precisamente alla posizione n. 14. In caso contrario rimarrebbe fuori di un soffio, sostando alla posizione n. 22.

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group s.r.l.s. | Oggi Sport.it iscritto al tribunale di Milano con il n.105 del 07 settembre 2020 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore Responsabile: Marco Capriotti |