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Milan, la vittoria è di rigore

Diversamente dal campionato, questa gara tra Milan e Toro è equilibrata e incerta sino alla fine. Solo ai rigori, hanno la meglio i rossoneri

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Non sono bastati 90 minuti, non sono stati sufficienti i supplementari, ci sono voluti i rigori, per decretare chi tra Milan e Torino proseguisse il cammino in Coppa Italia. Dal dischetto si era chiusa l’ultima Coppa Italia, lo scorso giugno, vinta dal Napoli dagli undici metri sulla Juve, e dal dischetto entra subito nel vivo, nella prima gara dei nuovi ottavi.

La spunta la squadra di Pioli, decisivi Tatarusanu che para il rigore di Rincon e Calhanoglu che segna l’ultimo penalty. Così il diavolo ed il Toro hanno riempito la serata del martedì, 0 gradi a san Siro ma in campo, anche il termometro delle vere giocate, ha tardato a salire. Diverso l’atteggiamento dei granata rispetto alla gara di sabato sera in campionato: più audaci qui, meno col freno a mano tirato. Diverso anche l’approccio del Milan: più a spron battuto tre giorni fa, più attendista adesso, anche se questo Milan ha da subito un asso in più: Zlatan Ibrahimovic, mandato dentro dal primo minuto, dopo i soli quattro minuti di sabato. Se i rossoneri possono contare sul loro numero 11, il Toro non presenta il suo 9, il gallo Belotti, tenuto in panca (entrerà solo ai titoli di coda giusto in tempo per trasformare il primo rigore). Ma, con Gojak falso nueve e Zaza punta, i piemontesi appaiono più compatti.

In mezzo, nel folto centrocampo a 5, Ansaldi e Vojvoda sono gli stantuffi che spingono. Il bosniaco se solo avesse anche il cross buono come la sua corsa, probabilmente il Toro chiuderebbe avanti la prima parte di gara. All’intervallo fuori Ibra per Hauge e Castillejo per Calhanoglu. Lo svedese ha lasciato sul referto solo una conclusione alta sopra la traversa e quell’impressione di non essere ancora al top della forma come prima dell’infortunio.

Sale l’intensità del match nella ripresa, il Toro non si abbassa come in campionato, solo una scivolata alla Cannavaro di Romagnoli, ferma lo strenuo Segre, il migliore del Toro assieme a Buongiorno, lanciato a rete. Il Milan non trova l’acuto come nella partita di sabato. Passano i minuti, le occasioni vere latitano. Intanto si sente il vocione di Donnarumma, che in panchina, ha qualcosa da dire e riceve il rosso di Valeri. Espulsione pesante perché non permetterà al portierone del Milan e della nazionale di esserci ai quarti contro la vincente di Fiorentina ed Inter. Il Toro rimane aggrappato a tutti i novanta minuti, non demorde, anche se sabato c’è lo Spezia al Grande Torino, anche se è penultimo in campionato: davvero i complimenti a Giampaolo ed ai suoi ragazzi.

Anzi fa di più, si frappone tra il Milan e la sua voglia di passare il turno, anche per tutti i supplementari. Il Milan sbaglia parecchio in zona gol dove prima con Diaz poi con Hauge non trova i colpi risolutori. Allora, sotto con i rigori. Non c’è il pubblico ma la tensione si taglia lo stesso con il grissino. Vanja Milinkovic Savic, estroso fratello del Sergej laziale, segna ma non para. Il collega Tatarusanu para ma non segna. Calha trasforma il rigore decisivo. Così i due acquari di Pioli, portano il Milan avanti nel mare della coppa nazionale.

I migliori: Cahla e Segre. Il primo entra ad inizio ripresa e fa salire nettamente la manovra del Milan e poi da vero leader mette dentro l’ultimo rigore. Il secondo gioca tutta la gara con personalità come se fosse un veterano ed invece è solo un classe

Il peggiore: Ibra. Va bene che gioca solo un tempo, ma non è il vero Zlatan, poco incisivo, per nulla decisivo. Ma avrà tempo e modo per rifarsi.

Calcio

Serie C: il Teramo cade in casa della Viterbese

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Foto d’archivio

Una brutta sconfitta quella maturata sul campo della Viterbese per l’undici di mister Paci, che ora si vede sfilare anche il quarto posto in classifica dal Catania.

Il verdetto dei 90 minuti è il frutto di una prestazione da parte dei biancorossi che non legittima la posizione ai vertici della classifica del girone C. 

Sebbene nel primo tempo il Teramo ha certamente meritato qualcosina in più, costruendo più dei padroni di casa e arrivando più volte a impensierire l’estremo difensore Daga, chiude la prima frazione sotto di un gol, l’unico di tutto il match, arrivato proprio sulla scadere del primo tempo da un calcio da fermo. La Viterbese infatti, si era fatta vedere in avanti fino a quel momento solo da calci piazzati.     

Nella ripresa i padroni di casa giocano decisamente meglio, complice anche a un Teramo che sembra non essersi ripreso dallo shock del gol subito, e che non riesce a sviluppare il gioco come nel primo tempo. La Viterbese rischia addirittura di raddoppiare con Tounkara, che si divora letteralmente il gol del 2-0. Il Teramo prova a strappare l’ennesimo pareggio nel finale, concitatissimo e con diversi ammoniti, ma non c’è niente da fare, la partita finisce 1-0 per i padroni di casa, che tornano alla vittoria nelle mura domestiche dopo quasi un anno.  

Il Teramo invece, manca l’appuntamento con la vittoria fuori casa ormai dal 31 ottobre scorso.   

Di Simone De Paulis

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Parma, in extremis 3 punti diventano 1 ma ora hai consapevolezza

Il nuovo Parma del D’Aversa 2.0 riparte, segna e imbriglia il Sassuolo, che trova il pari solo su rigore nel finale

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Roberto, Roma Berlino Tokio,  la famosa asse, era un nome che s’impose molto in Italia, dagli anni della seconda guerra mondiale in poi.  Oggi, il viaggio di questo nome è diverso: tutto un avanti e indietro forsennato, nel rettangolo del Mapei; i loro ragazzi, i ragazzi dei due Roberto, De Zerbi e D’Aversa, corrono e giocano a non far correre gli avversari, ma la meta per il Parma stava per essere i primi tre punti del nuovo anno e del nuovo corso targato Roberto D’Aversa. Al fotofinish si trasformerà, causa una colossale disattenzione del giovane Busi, che darà il pari su rigore al Sassuolo, in un punto. Fa male prendere il gol a quel minuto di gara e in quel modo, ma fa bene aver mostrato una consapevolezza diversa, dopo i mesi iniziali del campionato di coscienza infelice.

Ci sono momenti della stagione dove prima di farli, ti devi rendere conto di poterli effettivamente farli, i punti. Se contro la Lazio questa sensazione era durata un tempo, il primo, ora, al cospetto del Sassuolo, la sensazione dura tutta la partita e al netto del rigore che toglie al Parma la posta piena, diventa consapevolezza di potersela giocare a viso aperto. Insomma, dopo il giro di ricognizione, la D’Aversa car, è pronta per ricominciare il suo gran premio.

Che sia subito una lotta dura, ne è prova la testa di Kucka, ferita e bendata. Pochi tocchi, e si va in porta: su questo piano prova a metterla il Sassuolo, che troverebbe il vantaggio con Caputo ma il Var poi glielo leva.Il Parma di D’Aversa, come già si era percepito nel primo tempo della gara di domenica scorsa al Tardini contro la Lazio, ha cazzimma laddove la squadra, fino a poche settimane fa appartenuta a Liverani, calpestava il prato con grandi dosi di scoramento: al di là delle assenze in casa neroverde, non è proprio impresa da tutti tenere lì i ragazzi temibili di De Zerbi.

Il Parma, non solo li tieni lì, ma com’è nel copione del daversismo che si rispetti, prova ad affondare, e ogni tanto, punge. Pezzella, sulla sinistra il migliore per il Parma, crossa con i giri giusti e Kucka, con tanto di fascia bianca gladiatoria e stoica, inzucca. Quando i compagni lo vanno ad abbracciare, perde sangue lo strenuo slovacco: figura Cristi prestata al calcio, vuoi vedere che con questo gol il Parma ha messo in croce la paura?

Del resto anche una testa di un altro centrocampista, quella del croato Mario Stanic, nel dicembre del 96, bastò al Parma di Ancelotti, a san Siro contro il Milan, per uscire dal baratro ed iniziare una risalita ardita che lo portò a terminare la stagione ad uno storico secondo posto, a meno solo due lunghezze dalla Juventus. Certo non si chiede la seconda piazza al D’Aversa 2.0. ma il raggiungimento della salvezza, passa anche da episodi, magari liberatori, come un nuovo gol , il primo nel 2021, del Parma. E quando il Parma daversiano conduce, è davvero difficile per gli avversari pervenire al pari: non si sa ancora se il Parma è davvero guarito, ma la nuova medicina che fino allo scorso anno era il pane quotidiano sulla mensa tattica dei crociati, sembra quello che serviva più di ogni altra cura.

Senza i polmoni e le geometrie di Locatelli, senza lo spunto di Boga, il Sassuolo è senza dubbio tecnicamente impoverito, come pure mancano ai neroverdi le invenzioni di Mimmo Berardi là davanti. Al Parma dalla mezzora della ripresa, mancherà anche Pezzella, al suo posto Giacomo Ricci. L’antica diatesi tattica sembra giovare anche a Gervinho, che si distende come nei giorni migliori e al quale, solo un tiro col corpo molto indietro, non permette di andare in gol e di portare a due le marcature crociate. Il Sassuolo più con la forza della disperazione che con lucidità, trova il pari grazie a Djuricic dal dischetto per un errore di lettura, da matita blu, di Busi su Ferrari.

Così il Parma si vede sfumare la vittoria negli stessi minuti in cui evaporò contro l’Inter e poi contro il Milan alla scala del calcio. Ma, mentre lì parevano due episodi slegati da un canovaccio anonimo, questo quasi successo che diventa un punto, porta in dote alla squadra ducale una neonata personalità, che ha tutte le caratteristiche di non esser casuale ma costante e che sarà la veste con la quale il Parma proverà a costruire la sua salvezza.

Molte strutture sono ancora chiuse, specie per le nuove zone rosse, ma la scuderia tutta grinta e ripartenze dell’ingegner D’Aversa, ha appena riaperto i battenti e affrontarla, sarà dura per qualsiasi monoposto della serie A.

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Nuove piste ciclabili nelle città, il caso di Teramo

Corsie ciclabili Comune di Teramo. FIAB: ora si realizzino anche in altre zone della città.

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Riceviamo e pubblichiamo da Fiab Teramo.

La realizzazione di corsie ciclabili lungo la strada che unisce il quartiere Cona al centro cittadino viene accolta favorevolmente da FIAB Teramo che sottolinea “Finalmente il Comune di Teramo rompe gli indugi e inizia a mettere in campo azioni concrete per favorire la mobilità ciclistica urbana. Ci auguriamo che le corsie ciclabili realizzate siano solo il primo di una serie di interventi che favoriscano la coesistenza degli utenti della strada nelle vie cittadine, con una maggiore tutela di quelli più “deboli”. Naturalmente nessuna opera può prescindere dal rispetto delle norme e delle regole, anche se non scritte, di prudenza, rispetto che deve diventare patrimonio comune dei cittadini teramani. La pandemia ha cambiato il modo di vivere le nostre città, e puntare sulla mobilità ciclistica e pedonale non è un’opzione, ma una necessità, ed è indispensabile rivedere gli spazi urbani creando le condizioni per un minor utilizzo dell’automobile privata. Complimenti, quindi – continua FIAB – al Comune, e in particolare all’assessore Verna, per aver recepito le novità normative e ci auguriamo che sia solo il primo di una serie di interventi, in attesa di un Biciplan che individui le opere necessarie a rendere Teramo, realmente, la città del pedone e della bicicletta”.

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