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Long live the Blues

Un tocco di musica nello sport

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In una stanza lunga, larga, esuberante, semibuia, bagnata da un raggio di sole giganteggiava un vecchio Farfisa in mezzo ad un mare di partiture musicali, dischi in vinile, montagne di libri tale da precipitare lo scrittore in un vortice di sentimenti estremi, oscillanti tra le vette del sublime e gli abissi dell’abiezione. Il silenzio sempre uguale e compatto era rotto solo dal cinguettio festoso di un gruppo di uccelli pronti a mano a mano a ricercarsi uno spazio nel cielo blu. Quando nondimeno il Farfisa era attinto a piene mani con la moderna “Samba di una nota” per esempio, avevo sempre il dubbio che la sua musica venisse direttamente dal cielo e che lei stesse suonando in play back, come un sogno di mezza estate, come se di lì a poco iniziasse il suono che richiama gli spettatori in un teatro a cielo aperto.

Quando mi sono alzato stamane e ho poggiato prima il piede sinistro e poi il destro, il blues camminava tutto intorno il mio letto. Mentre facevo colazione è entrato nel buio della mia mente e si è fatto strada nel traffico di luci, di suoni e di macchine che venivano nel senso contrario. E quando ad un uomo vengono i blues salta su un Frecciarossa e va. Il Blues è facile da suonare, ma è difficile da sentire. “The blues is the roots, the rest is the fruits” diceva un tale Willie Dixon. La parola blues ebbe origine dall’espressione “to have a blue devils” ossia avere i diavoli blu, indicatori di uno stato di malessere, di depressione dovuta alla scansione giornaliera, ritmica di un lavoro massacrante, duro. E per meglio sopportare la grande fatica e scacciare via la propria malinconia, cantavano e suonavano le proprie tensioni e il proprio malessere provando ad esorcizzarla con un vecchio blues. Infatti una prima cellula della musica blues afro-americana si sviluppò proprio nell’ambito delle piantagioni dove lavoravano gli schiavi neri.

Ciò che noi definiamo blues è un drammatico, commovente e travolgente libro aperto sulla storia dei neri e mai come in questo contesto è cresciuto parallelamente e si è formato simbioticamente alle vicende e alle tragedie dei suoi tanti protagonisti. Di qui appare calzante e precisa l’identificazione del blues con il concetto di Adorno di “musica come ideologia” intesa cioè come elemento culturale e di lotta, la cui bellezza, estetica sottolinea le contraddizioni sociali e il cui linguaggio formale tende a combatterle e a superarle.

Spesso parlando di blues e delle cellule molteplici e differenti che lo alimentano, che lo sospingono, abbiamo la principale e grandissima e sterminata famiglia dei guitarists songs such as B.B. King, John Lee Hooker, John Mayall, Robert Cray, Roberto Ciotti, Robert Johnson, Muddy Waters, Otis Rush, T-Bone Walker, Steve Ray Vaughan, Tracy Chapman e tantissimi altri caratterizzati tutti dalle classiche dodici battute. Oggi un abito sfavillante, una corona d’oro ed una chitarra magica per scettro sono gli orpelli regali dell’uomo blues. Dietro l’alone scenico di sfarzo posticcio si celano in realtà degli ottimi, eccellenti musicologi, colti e raffinati, capaci di lavorare alla riscoperta e alla rivitalizzazione delle tradizioni musicali delle proprie comunità di origine riproponendo una cultura antica in chiave moderna.

Del resto il blues è fondamentalmente ritmo, vibrazione, emozione, ciclo. E’ desiderio, profumo e possibilità di interazione sulla realtà attraverso gesti, formule con molte caratteristiche che si dimostrano attitudini della creatività umana. Per questo motivo i concerti blues organizzano degli spazi pubblici di socialità nei quali i grandi chitarristi regalano sogni, vendono emozioni, idee, sentimenti, critiche, dubbi, cioè un insieme di impulsi razionali e di spinte emotive che si propagano come onde nel cuore e nella società. Essi parlano di vita, di politica, di religione, di denaro, di morale anche quando trattano di soggetti antichi o personaggi mitologici. Come afferma Le Roy Jones: “Ognuno cantava e suonava un blues differente e ne esistevano tanti. Erano i cantanti, i chitarristi che determinavano come si dovesse cantare e suonare. Il blues nacque come musica che si cantava per le proprie esigenze, musica occasionale. Questa fu la sua grande forza e nel suo contempo la sua debolezza.    

        

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Pallamano A1 femminile: solo due incontri

Alcune partite rinviate per il Covid-19

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Due sole partite nel sabato della Serie A Beretta femminile, caratterizzato da quattro rinvii causati dal Covid-19 e comunque da 120′ su due differenti campi – il Palaboschetto di Ferrara e il Pala Quaresima di Cingoli – per l’apertura della 12^ giornata di regular season. 
Nel festival del gol arriva la vittoria numero cinque in stagione per l’Ariosto Ferrara. Le emiliane fanno i conti col brio di Nuoro, rinvigorita dal punto strappato al Mestrino sabato scorso, ma in casa al Palaboschetto riescono a imporsi col risultato di 40-35 (p.t. 20-16). Ferrara sempre avanti, sì, ma senza mai fuggire. Le sarde – con la giovane Notarianni ancora una volta protagonista – restano aggrappate per gran parte del match. Prima e vera fuga ferrarese sul 15-10 e sul 17-11. Si va al riposo sul 20-16. Le difese non brillano, ma le tante reti divertono. Nuoro rientra con grinta dagli spogliatoi e torna sul -3. Poi però scivola, per merito dell’Ariosto, fino al 29-23 siglato da Crosta. Margine di sicurezza costruito e mantenuto. Finisce 40-35. L’Ariosto, complici anche gli stop delle concorrenti, risale la classifica e si porta a tre lunghezze dal secondo posto.  
A Cingoli, invece, due punti a domicilio per Leno nello scontro-salvezza. E in maniera anche piuttosto netta: un 26-17 (p.t. 11-8) che permette alle lombarde di risollevare la china e che invece imporrà qualche riflessione in settimana ad Analla e al team marchigiano. Sul balcone delle Marche si combatte per tutto il primo tempo, che pure Leno riesce a chiudere in vantaggio sull’11-8. Sarebbe uno scarto contenuto, che infatti lascia tutto aperto. Decidono però i secondi 30′ già nel loro avvio, con un break (4-0) che permette all’organico di Bravi di allungare fino al 15-8. Cingoli sbanda, si disunisce e fa fatica a ritrovare compattezza. Leno ne approfitta. Al 45′ il vantaggio delle bresciane è di sette reti (20-13). Con una prestazione di squadra – nove giocatrici a rete – Leno espugna la casa di Cingoli e sale a sei punti in classifica.
Ora il campionato di Serie A Beretta femminile si ferma. All’orizzonte alcuni recuperi, come Jomi Salerno – Guerriere Malo già fissata al prossimo 28 novembre per la 7^ giornata o ancora la sfida tra le campane e l’AC Life Style Erice del 5 dicembre. La regular season ripartirà il 12 dicembre con la 12^ giornata.

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Pallamano A1 maschile, la giornata

Gli incontri odierni

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Sorpasso poteva essere, sorpasso è stato. Sfruttando l’impegno della Raimond Sassari nella European Cup, il Conversano, a una settimana dallo scontro diretto proprio coi sardi, fa il suo dovere fino in fondo, batte 28-25 (p.t. 15-11) lo Sparer Eppan al Pala San Giacomo e si prende il primato solitario della classifica. Niente fughe o sprint, sia chiaro. Un solo punto di vantaggio per i pugliesi e sempre dovendo comunque aspettare la lunga serie di recuperi che dovrà rimettere in ordine posizioni, numeri e valori. Ma nel frattempo i ragazzi di Alessandro Tarafino si confermano squadra in forma – nona vittoria in dieci gare – e dotata dell’istinto vincente. Storie di uomini giusti al posto giusto: Jacob Nelson e Demis Radovcic, due nuovi acquisti, che nel successo ai danni dell’Appiano segnano sette reti ciascuno, vanificando anche le otto segnature firmate Oberrauch dall’altro lato. Conversano gioca concentrata, vacilla solo per un attimo nella ripresa sul 21-19 e sul 23-21, ma sa essere sempre centrata, focalizzata sull’obiettivo. 
In Puglia in due, però. Vince anche l’Acqua&Sapone Junior Fasano, che mette così in fila il terzo successo consecutivo. Cade un’altra altoatesina dopo Bressanone sotto i colpi di Messina e compagni. Stavolta tocca all’Alperia Merano, battuta alla Palestra Zizzi col punteggio di 30-20 (p.t. 18-6). Un divario netto e che dimostra come i biancoazzurri abbiano ingranato la marcia, decisi più che mai a risalire una classifica che li vedeva in una posizione di eccessiva retroguardia. Il 14-4 al 19′ è un chiaro segnale della superiorità fasanese nel match contro Merano. Riposo sul 18-6 e poche emozioni nella ripresa. Fasano amministra. I punti in classifica ora diventano otto, abbastanza proprio per scavalcare i Diavoli Neri.
Colpaccio esterno della Santarelli Cingoli, che si aggiudica il match-salvezza del Pala Lo Bello e batte in casa la Teamnetwork Albatro. Finisce 32-27 (p.t. 14-10), esito di una partita giocata senza sbavature dai marchigiani, abilissimi nel piazzare il primo affondo già sul 7-4 e, con una serie di mini-break piazzati con pazienza, una ulteriore fuga sul 14-10 firmato Mangoni alla chiusura della prima metà. Massimo vantaggio sul 17-10 al 33′ – segna Antic – preludio ad un controllo sul confronto che nel secondo tempo diventa pressoché totale. Non succede più nulla, perché Siracusa, ancora con un Cuello protagonista nel tabellino (8), reagisce pallidamente. Cingoli invece festeggia: in un campionato così equilibrato, i due punti in Sicilia potranno pesare. 
Il Bressanone sorriso e due punti. Importante vittoria degli altoatesini in casa della Banca Popolare Fondi, che invece resta ferma al palo e fa i conti con una classifica sempre più intricata nelle parti basse. Il 25-21 (p.t. 12-9) in terra laziale, invece, aiuta i brissinesi a uscire proprio dalle sabbie mobili del fondo della graduatoria. Merito di una prestazione ordinata e fatta di concentrazione. Lo strappo decisivo sul finire del primo tempo con due reti consecutive di Basic (11-9) e il gol firmato Pivetta che vale il +3 di fine tempo. Nuova accelerazione col 15-11, grazie al quale Brixen assume il comando della gara. Il compito di tenere a distanza Fondi nei restanti 20′ del primo tempo è perfettamente eseguito. Successo importante per Bressanone, con il pensiero rivolto a Ennio Vigato, storico dirigente e tifoso dell’SSV scomparso nella giornata di ieri. 
Occhio al calendario: il 25 novembre recupero dell’8^ giornata tra Bressanone e Merano, ma sabato prossimo spazio al 13esimo turno stagionale col big match tra Conversano e Raimond Sassari.

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Dazn down durante Juve- Cagliari

problemi sulla App del colosso televisivo

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Dazn down durante Juve- Cagliari.

Brutta sorpresa oggi, 21 novembre 2020, a pochi minuti dal fischio di inizio di Juventus-Cagliari: la Tv in streaming DAZN sembra essere andata in down da un momento all’altro riportando alcuni codici di errore.  Non si tratta di un problema solo per gli utenti italiani, visto che moltissime segnalazioni arrivano anche dalla Germania.

A partire dall’intervallo sembra riprendere il servizio per chi vuole assistere in Italia alla Serie A e alla Liga Spagnola.

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