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L’Olimpico riapre per gli Europei a giugno

Si pensa (o si vuole) riaprire anche gli stadi per le due ultime partite di serie A

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Quello di oggi è un risultato che non riguarda solo il calcio, ma tutto lo sport italiano. Non si tratta solo di riaprire uno stadio, ma è un momento simbolo. E’ la luce in fondo al tunnel. L’auspicio è che l’11 giugno possa essere il momento culmine di un percorso di ripartenza di tutto il movimento sportivo”. 

Con queste parole rilasciate all’Ansa, il sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali commenta l’ok da parte del Governo per aprire al 20% lo stadio Olimpico a Roma, in occasione delle gare per gli Europei di Calcio rinviati la scorsa estate.

In altre nazioni, vedi in Spagna a Bilbao ed in Irlanda, si è preferito invece rimanere chiusi. Una scelta dovuta alla situazione pandemica in quelle zone. Da noi no.

Intanto il direttore del reparto di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova Matteo Bassetti ha dichiarato ai microfoni di Radio Kiss Kiss:

“Dal 20-22 aprile potremo iniziare a guardare al futuro in modo diverso. Dobbiamo crescere con le vaccinazioni: immagino anche le ultime due di campionato con una piccola parte di pubblico. Sarebbe un bel segnale per ripartire come si faceva prima”. 25mila sugli spalti per gli Europei è un rischio enorme. 10-15mila persone, sì. La problematica riguarda afflusso e deflusso dallo stadio: all’interno si potranno prendere gli accorgimenti. Chiaro: all’interno solo i vaccinati. Sarebbe un bene che tutti i calciatori che prenderanno parte all’Europeo fossero vaccinati. L’ha detto l’Uefa, non io. Il calcio è un’industria, vaccinare i calciatori è un segnale importante: sarebbero 550 dosi di vaccino per i calciatori in Serie A”.

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Missile Cinese: finestra notturna per le regioni italiane

Il pericolo di caduta di frammenti è remoto

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 Si è ridotta la finestra di incertezza relativa al rientro incontrollato in atmosfera del lanciatore spaziale cinese “Lunga marcia 5B” previsto per questa notte. Al momento, le tre traiettorie che potrebbero interessare alcuni settori di nove regioni centro-meridionali italiane si collocano tra l’1:00 di notte e le 7:30 del mattino. Lo si legge da un dispaccio della Protezione Civile ripreso dall’ANSA e da altre agenzie.

Il pericolo, lo ripetiamo, è remoto. Comunque rimane in azione il tavolo tecnico per monitorare l’intera situazione.

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State a casa… per il missile cinese (se abiti nel centro-sud Italia)

Mezza Italia a rischio

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Comunicazione della Protezione Civile.

Si è tenuto nella serata di oggi, convocato dal Capo Dipartimento Fabrizio Curcio, il Comitato Operativo della Protezione Civile, per un’analisi degli ipotetici scenari dovuti al rientro incontrollato in atmosfera del lanciatore spaziale cinese “Lunga marcia 5B”, in modo da poter condividere tutte le informazioni con le strutture operative ed i territori potenzialmente coinvolti.

Al momento la previsione di rientro sulla terra è fissata per le ore 02:24 ore locali del 9 maggio, con una finestra temporale di incertezza di ± 6 ore, all’interno di questo arco temporale sono tre le traiettorie che potrebbero coinvolgere l’Italia che, in totale, interessano porzioni di 9 regioni del centro-sud, ovvero Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Le previsioni di rientro saranno soggette a continui aggiornamenti perché legate al comportamento del vettore spaziale stesso e agli effetti che la densità atmosferica imprime agli oggetti in caduta, nonché a quelli legati all’attività solare.

Il tavolo tecnico – composto da Asi, (Agenzia Spaziale Italiana), da un membro dell’ufficio del Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, rappresentati del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Difesa – Coi, dell’Aeronautica Militare – Isoc e degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione Speciale di Protezione civile della Conferenza delle Regioni – continuerà, insieme ai rappresentanti delle Regioni potenzialmente coinvolte, a seguire tutte le operazioni del rientro, fornendo analisi e aggiornamenti sull’evoluzione delle operazioni.

Sulla scorta delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, è possibile fornire alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione:

• è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate;

• i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;

• all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti;

• è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto;

• alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero resistere all’impatto. Si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, di non toccarlo, mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.

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Musica e Sport: la contestazione per i diritti

Non solo Fedez ma anche nello sport contestazione e nomi

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Quanto è successo ieri sera al Concertone su RAI 3 , con le polemiche sulle parole di Fedez, riprese da tutti gli organi di stampa e commentate dai vari politici, ci fanno riflettere su quanto la musica e lo sport abbiano un peso in questi anni come lotta politica.

Essendo una testata sportiva non possiamo esimerci da ricordare tutte le battaglie degli ultimi tempi ( mesi e anni) negli Stati Uniti, soprattutto sotto la Presidenza Trump. Giocatori di basket, di baseball e di football americano che si sono inginocchiati. Come non dimenticare le tshirt indossate da Luis Hamilton sui diversi podi per il mondo per contestare gli arresti e le violenza della polizia statunitense.

Anche nella semifinale di Champions League abbiamo visto giocatori ed arbitri inginocchiarsi in segno di rispetto. O come ha fatto la Roma con una maglietta a tema contro al razzismo. Per non parlare di eventi storici, a partire dai Giochi Olimpici di Città del Messico.

Ieri Fedez ha parlato e raccontato un po’ come all’inizio degli anni’90 (1991) fecero gli Elio e le Storie Tese con le loro Sabbiature, con il buon Vincenzo Mollica inquadrato e mandato in onda credendo in un passaggio di rete e poi “costretto” ad intervistare Ricky Gianco.

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