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Calcio

Lega Pro: Albinoleffe 3-Carrarese 0. Il racconto del match

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L‘Albinoleffe mette l’ipoteca sui play off del girone A di Lega Pro. Grazie alla vittoria di oggi per 3-0 contro la Carrarese, i blucelesti salgono fino alla settima posizione in classifica con 50 punti, 12 partite vinte, 14 pareggi e 9 sconfitte. Tutto l’entusiasmo della squadra lombarda si è visto nel gioco espresso questo pomeriggio. Organizzazione, precisione, aggressività, spinta sulle fasce. Un mix di qualità che ha permesso all’Albinoleffe di mettere la firma sul match già a fine primo tempo, quando le reti segnate erano due. Per la Carrarese, invece, è stata la quinta sconfitta di fila. È dal 13 marzo che i toscani non vincono una partita. I tre punti sembrano un miraggio mentre la zona play out è sempre più pericolosamente vicina; con 40 punti in classifica e uno solo che stacca i gialloblu dalla zona a rischio retrocessione. Olbia e Pro Sesto, le inseguitrici (a 39 punti), giocano domani e una loro vittoria garantirebbe un sorpasso importante.

Gli highlights del match – L’Albinoleffe parte carico di aggressività con il baricentro alto e molta spinta sulle fasce. Al 10′ minuto del primo tempo arriva subito la prima rete della partita. A segnare è Gianmarco Gabbianelli, il numero 10 della formazione lombarda dopo un bel passaggio in area dalla fascia destra stoppa ed effettua un tiro preciso e potente nello specchio della porta. Il portiere battuto non può far nulla. I blucelesti anche dopo il gol si dimostrano sempre aggressivi e proiettati in avanti. A fare la differenza è l’organizzazione in campo. Spazi chiusi in fase difensiva, giocatori di fascia veloci e abili a saltare l’uomo, difensori di stazza utili anche e soprattutto nei calci d’angolo.

La Carrarese, invece, è imprecisa, sbaglia tanto, si scopre in difesa e subisce le incursioni degli avversari, puntellata soprattutto ai lati del perimetro di gioco. Al 40′ minuto l’arbitro fischia un calcio di rigore. Fallo in area ai danni del numero sette dell’Albinoleffe, Giacomo Tomaselli, messo giù dal numero 13 della Carrarese, Federico Ermacora. Il numero 9, Sacha Cori, trasforma dal dischetto e segna il 2-0. A pochi minuti dal termine della prima frazione Ermacora viene ammonito una seconda volta. Il doppio cartellino giallo e quindi il rosso gli costano l’uscita verso gli spogliatoi. Un primo tempo amaro per i toscani, che hanno subìto durante i primi 45 minuti, con un passivo di due pali e due gol.

Il secondo tempo comincia sulla falsa riga del primo. L’Albinoleffe è subito pericolosa mentre gli avversari cercano di prendere in mano le redini del gioco, anche se con scarso successo. La Carrarese mette in campo una tattica più aggressiva, propositiva e reattiva. Tenta di creare occasioni ma non riesce a finalizzare, non inquadrando lo specchio della porta. Reclama per due volte il calcio di rigore ma senza avere il consenso del direttore di gara.

A spiccare tra tutti è in particolare il numero 7 della squadra padrone di casa, Giacomo Tomaselli. Tanta qualità, giocate sopraffine, piede pulito e rapidità. Sempre pronto a saltare l’uomo. Il talento classe ’99 ha diverse occasioni non sfruttate tra cui un faccia a faccia con il portiere della Carrarese. Gli applausi per lui al momento della sostituzione sono più che meritati. A mettere la parola fine sull’incontro ci ha pensato il numero 22, Jacopo Manconi. Con un tiro al limite dell’area di rigore batte il portiere, che tocca il pallone ma non lo trattiene. Il punteggio parla chiaro 3-0 e partita chiusa. Gli ospiti rischiano di subire anche il quarto gol ma l’errore del centrocampista bluceleste, Luca Petrungaro, lascia invariato il punteggio.

Serie A

Manita Inter: così lo scudetto si accarezza meglio

L’Inter dà il benvenuto allo scudetto calando la cinquina contro una Samp già con la testa in vacanza. Nel giorno di riposo di Lukaku, si scatena Sanchez, che sigla una doppietta

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Alla faccia della squadra ormai demotivata, in barba al fatto che la formazione è un po’ sperimentale, dedicato a tutti quelli che, la partita subito dopo la conquista di un titolo, è un’inutile passerella. Il Meazza ritrova l’Inter, fresca campione d’Italia dopo il successo in quel di Crotone e dopo il pareggio del Mapei Stadium tra Sassuolo e l’Atalanta, che ha sancito il diciannovesimo tricolore.

Non c’è ancora il pubblico presente sugli spalti, quasi anch’essi desiderosi di tributare il loro omaggio ai nuovi tricolori del campionato. C’è stato però il pubblico nel pre partita, dove, in quasi 3000 hanno scortato il pullman all’arrivo allo stadio.

Non erano certo i numeri e l’entusiasmo di quella notte infinita del 22 maggio 2010, quando il popolo nerazzurro aspetto dentro il Meazza la beneamata di ritorno da Madrid con la coppa dei campioni clad come un croissant ma al netto delle norme e dei divieti anti covid, un numero di tutto rispetto, continuamente monitorato dai numerosi elicotteri della polizia che hanno sorvolato in lungo e in largo su san Siro.

Anche in campo, l’Inter, è sembrata avere le eliche accese. Mentre la Samp, ha fatto la figura di una micromachine. Rompe gli indugi l’amuleto ritirato a lucido Gagliardini. Raddoppia Sanchez. La Samp prova a reagire con l’ex sempre dal dente avvelenato ed in gol anche all’andata, Keita.

Ma, il nino maravilla è scatenato: si ripete al 36’ e firma oltre alla doppietta, un piccolo record: ha infatti preso parti in 21 presenze a 20 gol dell’Inter con 9 reti ed 11 assist.

Nel secondo tempo, rendono il bottino ancora più pingue Pinamonti, mai vistosi durante l’anno e chiude i conti, dal dischetto, Lautaro. Samp davvero inconsistente rispetto a quella che il sabato santo aveva, con un Quagliarella monstre, fermato il Milan.

Blucerchiati lontani parenti anche di quelli che all’andata avevano costretto l’Inter a quella che rimane l’ultima sconfitta per la banda Conte, che abbraccia la festa scudetto con la manita. Bene, brava, 7+. Anzi, 19 scudetti.

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Calcio

Bundesliga: il Bayern Monaco gioca a tennis contro il Borussia Mönchengladbach e si aggiudica il titolo numero 31

Nono titolo per i bavaresi

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Il Bayern è sceso in campo conoscendo il risultato del Lipsia, la sua diretta concorrente al titolo. Tripletta di Lewandowski, poi Müller, Coman e Sané. Per il cannoniere polacco trentanove reti in campionato.

MONACO DI BAVIERA – Travolgendo i rivali di sempre del Borussia Mönchengladbach con il punteggio tennistico di 6:0, il Bayern Monaco si aggiudica il nono Meisterschale consecutivo, il trentunesimo della propria storia. Un titolo che ripaga i biancorossi della delusione causata dall’eliminazione ai quarti di finale di Champions League patita ad opera dei francesi del Paris Saint Germain, battuti lo scorso Agosto nella finalissima di Lisbona.

Il Bayern è sceso in campo conoscendo il risultato del Lipsia, impegnato in casa del Borussia Dortmund. Una sconfitta per 3:2 quella del Lipsia al ‘Signal Iduna Park’ che ha chiuso loro ogni speranza di titolo. Per la compagine di Dortmund invece, è una vittoria che lascia aperte le speranze di qualificazione diretta alla prossima edizione della Champions League.

Marcature aperte da Lewandowski dopo due giri di lancetta con un gran destro su delizioso assist di Alaba. Il raddoppio arrivava al minuto numero ventitre con Thomas Müller che finalizza un bel passaggio di Musiala. Al trentaquattresimo arrivava la terza marcatura : ancora Lewandowski con una spettacolare mezza rovesciata. Un minuto prima dell’intervallo Bayern ancora a segno, stavolta con Coman, su assist di Lewandowski.

Nella seconda frazione di gara, dopo diversi cambi da una parte e dall’altra, arrivava la quinta rete. Ancora Lewandowski, stavolta su calcio di rigore concesso per fallo di mano. Prima della decisione, il direttore di gara è andato a consultare il V.A.R. Statistiche alla mano, Lewandowski, con la tripletta di oggi, ha raggiunto il bottino di trentanove reti. Alla vendemmia di gol del Bayern partecipava anche Sané su assist di Gnabry. Nota stonata di questo confronto l’espulsione del giocatore del Bayern Nianzou. Un rosso che si poteva tranquillamente evitare.

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Calcio

Napoli: al “Picco” un poker per la “Champions”

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LA SPEZIA – Il Napoli riprende la corsa per la conquista di un posto “Champions” e cala il poker al Picco di La Spezia.

Tre a zero nei primi 45 minuti grazie alle reti di Zielinski e Osimhen (doppietta).

Nella ripresa, al quarto d’ora, Piccoli accorcia per i liguri ma Lozano a dieci minuti dal 90° chiude la contesa firmando la quarta rete per i partenopei.

Gli azzurri con questo largo successo si posizionano momentaneamente in seconda posizione e sorpassano Atalanta, Juventus e Milan.

Grande attesa per l’incontro serale di domani tra queste due ultime squadre. Un vero e proprio spareggio per entrare tra le quattro compagini che il prossimo anno giocheranno in “Champions League”.

Per lo Spezia un battuta d’arresto messa in preventivo ma dal prossimo turno (derby a Genova contro la Sampdoria) sarà vietato sbagliare.

IL TABELLINO

SPEZIA – NAPOLI  1 – 4  (0 – 3)

Reti: 15pt Zielinski, 23pt e 44pt Osimhen; 18st Piccoli, 34st Lozano.

SPEZIA (4-3-3): Provedel; Vignali, Ismajli, Chabot , Marchizza; Estevez (33st Acampora), Ricci, Maggiore; Verde (1st Piccoli),  Agudelo (33st Saponara), Gyasi (22st Farias).

A disp.Zoet; Terzi, Bastoni, Erlic, Ferrer; Agoume, Saponara, Pobega; Galabinov. 

All.: Italiano.

NAPOLI (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Manolas, Hysaj (24st Mario Rui); Demme, Fabian Ruiz; Politano (30st Lozano), Zielinski (24st Mertens, 30st Elmas), Insigne, Osimhen (38st Petagna).

A disp.: Ospina, Contini; Zedadka, Costanzo; Bakayoko, Labriola; D’Agostino. 

All.: Gattuso.

Ammoniti: Hysaj (N), Ricci (S), Estevez (S), Vignali (S), Osimhen (N)


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