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Calcio

Lecce-Ascoli 1-2. Bianconeri corsari nel Salento dopo 32 anni

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L’Ascoli espugna Lecce dopo oltre 32 anni, conquista la prima vittoria esterna della stagione e sale i gradini della graduatoria.

Vittoria in rimonta dei bianconeri di Andrea Sottil in una partita sempre viva e aperta a qualsiasi risultato fino all’ultimo secondo di gioco.

Partono bene i salentini di Corini andando in vantaggio a metà del primo tempo.

Subito dopo il giallorosso Coda ha l’occasione per raddoppiare ma il suo tiro è impreciso.

I marchigiani pareggiano poco prima della mezzora con il neo acquisto Federico Dionisi che all’inizio della ripresa raddoppia.

In vantaggio l’Ascoli va vicino diverse volte alla rete del 3-1 ma al 90° un fallo in area di Leali viene sanzionato da Marchetti di Ostia Lido con l’assegnazione del calcio dagli undici metri.

Sul dischetto si porta Marco Mancosu (sette reti di cui due su due su Penalty) ma il suo tiro si perde nel cielo salentino alla sinistra dell’estremo difensore bianconero.

E’ 2-1 per l’Ascoli che torna alla vittoria in trasferta dopo sette mesi (17 luglio scorso Cittadella-Ascoli 1-2).

Andrea Sottil in bianconero viaggia ad una media esatta di due punti a partita. In sette gare, infatti, ha collezionato 14 punti frutto di quattro vittorie, due pareggi e una sconfitta.

Martedì sera al “Del Duca” arrivano i ciociari gialloblu del Frosinone.

IL TABELLINO

LECCE – ASCOLI 1 – 2 (pt 1-1)

RETI: 23′ Stepinski (L), 28′ e 56′ Dionisi (A)

LECCE (4-3-1-2): Gabriel; Maggio, Pisacane (46′ Meccariello), Lucioni, Zuta (82′ Gallo); Henderson (65′ Majer), Tachtsidis (65′ Nikolov), Hjulmand; Mancosu; Coda, Stepinski (65′ Rodriguez).

A disp.: Bleve, Vigorito, Paganini, Yalcin, Monterisi, Pettimari, Bjorkengren.

All. Corini.

ASCOLI (4-3-1-2): Leali; Pucino, Brosco, Quaranta, D’Orazio; Eramo (81′ Stoian), Danzi (67′ Caligara), Saric; Sabiri (74′ Mosti); Bidaoui (74′ Parigini), Dionisi (67′ Simeri).

A disp.: Bolletta, Sarr, Corbo, Pinna, Avlonitis, Kragl, Bajic.

All. Baroncelli

ARBITRO: Marchetti di Ostia Lido

NOTE: ammoniti Pisacane (L), Tachtsidis (L), Sabiri (A), Meccariello (L), Saric (A), Caligara (A), Leali (A), Rodriguez (L). Al 91′ Mancosu fallisce un calcio di rigore. Rec. 1′ pt, 5′ st.


SALA STAMPA 

Questo il commento di Mister Sottil, che questa sera ha assistito alla partita dagli spalti per via della squalifica:

“Viverla da fuori è stata veramente dura, mai più. Stasera abbiamo conquistato tre punti d’oro, una grandissima vittoria, voluta, strameritata, anche se all’ultimo abbiamo rischiato in occasione del rigore. Il pareggio sarebbe stato veramente stretto, anche perché abbiamo avuto l’occasione nitida per chiuderla con Sabiri e altre situazioni precedenti. I ragazzi sono stati encomiabili dal primo all’ultimo minuto. Non dimentichiamo che avevamo davanti una corazzata costruita per vincere direttamente il campionato. Il valore dell’avversario è venuto fuori, ma non ci siamo mai abbassati. Tutti hanno disputato un’ottima gara, Dionisi ha messo a segno una doppietta ed è stato sempre pericoloso, Bidaoui ha lavorato molto, ha sempre ricercato l’uno contro uno, è sempre stato pungente. Entrambi stanno prendendo la forma. D’Orazio ha giocato una buona gara, è partito in sordina, poi è cresciuto, deve ancora salire di intensità. Sono molto contento di chi è subentrato: Parigini e Caligara hanno portato qualità, bravi anche Mosti, Stoian e Simeri, con quest’ultimo che ha tenuto alta la squadra. Lo dico sempre ai ragazzi: non è importante quanti minuti si giocano, ma come si giocano. Questa squadra può crescere ancora, sono arrivati ottimi giocatori, bravissimi tutti, avanti così, intanto stasera ci godiamo questa bella vittoria”.


Al termine della gara il difensore bianconero Tommaso D’Orazio ha commentato così l’exploit esterno dell’Ascoli:

“Questa vittoria vale sei punti, ci abbiamo messo cuore, grinta, siamo molto contenti, è stata la vittoria di gruppo. Personalmente mi sto trovando molto bene, mi sono ambientato subito grazie ai compagni, che mi hanno fatto sentire fin dal primo giorno parte del gruppo. L’episodio del rigore avrebbe vanificato quanto creato, il calcio è fatto di episodi, a volta ti dà, altre volte ti toglie; penso che stasera siamo stati bravi a crearci le occasioni e a portare a casa il risultato, non ci siamo mai tirati indietro per tutta la gara. Non dimentichiamo che il Lecce ha altre ambizioni e velleità, ce la siamo giocata a viso aperto. Stasera si è visto un grande Ascoli. Questo successo ci dà molta carica e consapevolezza nei nostri mezzi. Vincere aiuta a prendere padronanza nei propri mezzi e sicurezza; stasera ci godiamo la vittoria, da domani testa al Frosinone”.


Federico Dionisi, a segno al via del Mare con la doppietta vincente,  ha commentato così la prestazione della squadra:

“Era importante dare continuità alla partita col Brescia, sappiamo che dobbiamo recuperare punti importanti, che passano anche attraverso le prestazioni su campi difficili come questo di Lecce. Un Lecce che ci dà la consapevolezza d’essere una buona squadra. Lotteremo fino alla fine perché è molto importante conquistare la salvezza. L’episodio con Maccariello? C’è stato uno scontro, non credo l’abbia fatto a posta, ma le sue scuse sono arrivate un po’ tardi e questo mi aveva fatto innervosire; col fischio finale finisce tutto, siamo uomini e fuori dal campo il rispetto c’è sempre.

Quella di stasera è stata una vittoria di squadra, siamo stati compatti e – da chi ha giocato dal primo minuto sino a chi è subentrato – tutti ci siamo aiutati e dati una mano; ho visto la voglia di combattere su ogni pallone, questo è l’Ascoli che vogliamo, siamo contenti. Quello di stasera era il gol n. 99 in B, spero di arrivare presto a 100. Ci godiamo la vittoria e da domani penseremo alla prossima sfida col Frosinone, una piazza che dopo sette anni non posso non ringraziare perché mi ha dato moltissimo; sarà una partita strana, da quando sono andato via penso a questa gara, sarà una sensazione strana, certamente emozionante”.


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Serie A

Manita Inter: così lo scudetto si accarezza meglio

L’Inter dà il benvenuto allo scudetto calando la cinquina contro una Samp già con la testa in vacanza. Nel giorno di riposo di Lukaku, si scatena Sanchez, che sigla una doppietta

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Alla faccia della squadra ormai demotivata, in barba al fatto che la formazione è un po’ sperimentale, dedicato a tutti quelli che, la partita subito dopo la conquista di un titolo, è un’inutile passerella. Il Meazza ritrova l’Inter, fresca campione d’Italia dopo il successo in quel di Crotone e dopo il pareggio del Mapei Stadium tra Sassuolo e l’Atalanta, che ha sancito il diciannovesimo tricolore.

Non c’è ancora il pubblico presente sugli spalti, quasi anch’essi desiderosi di tributare il loro omaggio ai nuovi tricolori del campionato. C’è stato però il pubblico nel pre partita, dove, in quasi 3000 hanno scortato il pullman all’arrivo allo stadio.

Non erano certo i numeri e l’entusiasmo di quella notte infinita del 22 maggio 2010, quando il popolo nerazzurro aspetto dentro il Meazza la beneamata di ritorno da Madrid con la coppa dei campioni clad come un croissant ma al netto delle norme e dei divieti anti covid, un numero di tutto rispetto, continuamente monitorato dai numerosi elicotteri della polizia che hanno sorvolato in lungo e in largo su san Siro.

Anche in campo, l’Inter, è sembrata avere le eliche accese. Mentre la Samp, ha fatto la figura di una micromachine. Rompe gli indugi l’amuleto ritirato a lucido Gagliardini. Raddoppia Sanchez. La Samp prova a reagire con l’ex sempre dal dente avvelenato ed in gol anche all’andata, Keita.

Ma, il nino maravilla è scatenato: si ripete al 36’ e firma oltre alla doppietta, un piccolo record: ha infatti preso parti in 21 presenze a 20 gol dell’Inter con 9 reti ed 11 assist.

Nel secondo tempo, rendono il bottino ancora più pingue Pinamonti, mai vistosi durante l’anno e chiude i conti, dal dischetto, Lautaro. Samp davvero inconsistente rispetto a quella che il sabato santo aveva, con un Quagliarella monstre, fermato il Milan.

Blucerchiati lontani parenti anche di quelli che all’andata avevano costretto l’Inter a quella che rimane l’ultima sconfitta per la banda Conte, che abbraccia la festa scudetto con la manita. Bene, brava, 7+. Anzi, 19 scudetti.

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Calcio

Bundesliga: il Bayern Monaco gioca a tennis contro il Borussia Mönchengladbach e si aggiudica il titolo numero 31

Nono titolo per i bavaresi

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Il Bayern è sceso in campo conoscendo il risultato del Lipsia, la sua diretta concorrente al titolo. Tripletta di Lewandowski, poi Müller, Coman e Sané. Per il cannoniere polacco trentanove reti in campionato.

MONACO DI BAVIERA – Travolgendo i rivali di sempre del Borussia Mönchengladbach con il punteggio tennistico di 6:0, il Bayern Monaco si aggiudica il nono Meisterschale consecutivo, il trentunesimo della propria storia. Un titolo che ripaga i biancorossi della delusione causata dall’eliminazione ai quarti di finale di Champions League patita ad opera dei francesi del Paris Saint Germain, battuti lo scorso Agosto nella finalissima di Lisbona.

Il Bayern è sceso in campo conoscendo il risultato del Lipsia, impegnato in casa del Borussia Dortmund. Una sconfitta per 3:2 quella del Lipsia al ‘Signal Iduna Park’ che ha chiuso loro ogni speranza di titolo. Per la compagine di Dortmund invece, è una vittoria che lascia aperte le speranze di qualificazione diretta alla prossima edizione della Champions League.

Marcature aperte da Lewandowski dopo due giri di lancetta con un gran destro su delizioso assist di Alaba. Il raddoppio arrivava al minuto numero ventitre con Thomas Müller che finalizza un bel passaggio di Musiala. Al trentaquattresimo arrivava la terza marcatura : ancora Lewandowski con una spettacolare mezza rovesciata. Un minuto prima dell’intervallo Bayern ancora a segno, stavolta con Coman, su assist di Lewandowski.

Nella seconda frazione di gara, dopo diversi cambi da una parte e dall’altra, arrivava la quinta rete. Ancora Lewandowski, stavolta su calcio di rigore concesso per fallo di mano. Prima della decisione, il direttore di gara è andato a consultare il V.A.R. Statistiche alla mano, Lewandowski, con la tripletta di oggi, ha raggiunto il bottino di trentanove reti. Alla vendemmia di gol del Bayern partecipava anche Sané su assist di Gnabry. Nota stonata di questo confronto l’espulsione del giocatore del Bayern Nianzou. Un rosso che si poteva tranquillamente evitare.

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Calcio

Napoli: al “Picco” un poker per la “Champions”

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LA SPEZIA – Il Napoli riprende la corsa per la conquista di un posto “Champions” e cala il poker al Picco di La Spezia.

Tre a zero nei primi 45 minuti grazie alle reti di Zielinski e Osimhen (doppietta).

Nella ripresa, al quarto d’ora, Piccoli accorcia per i liguri ma Lozano a dieci minuti dal 90° chiude la contesa firmando la quarta rete per i partenopei.

Gli azzurri con questo largo successo si posizionano momentaneamente in seconda posizione e sorpassano Atalanta, Juventus e Milan.

Grande attesa per l’incontro serale di domani tra queste due ultime squadre. Un vero e proprio spareggio per entrare tra le quattro compagini che il prossimo anno giocheranno in “Champions League”.

Per lo Spezia un battuta d’arresto messa in preventivo ma dal prossimo turno (derby a Genova contro la Sampdoria) sarà vietato sbagliare.

IL TABELLINO

SPEZIA – NAPOLI  1 – 4  (0 – 3)

Reti: 15pt Zielinski, 23pt e 44pt Osimhen; 18st Piccoli, 34st Lozano.

SPEZIA (4-3-3): Provedel; Vignali, Ismajli, Chabot , Marchizza; Estevez (33st Acampora), Ricci, Maggiore; Verde (1st Piccoli),  Agudelo (33st Saponara), Gyasi (22st Farias).

A disp.Zoet; Terzi, Bastoni, Erlic, Ferrer; Agoume, Saponara, Pobega; Galabinov. 

All.: Italiano.

NAPOLI (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Manolas, Hysaj (24st Mario Rui); Demme, Fabian Ruiz; Politano (30st Lozano), Zielinski (24st Mertens, 30st Elmas), Insigne, Osimhen (38st Petagna).

A disp.: Ospina, Contini; Zedadka, Costanzo; Bakayoko, Labriola; D’Agostino. 

All.: Gattuso.

Ammoniti: Hysaj (N), Ricci (S), Estevez (S), Vignali (S), Osimhen (N)


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