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LBA: Il “derby d’Italia” premia con merito l’Olimpia Milano

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Quella tra Virtus Bologna e Olimpia Milano è “LA” partita dell’anno, con tanti temi da sviscerare. Le due squadre che hanno vinto più scudetti in Italia, la gara tra le società che più stanno investendo in LBA, l’esordio di Marco Belinelli, Kevin Punter e Moraschini chiamati alla gara dell’ex… e soprattutto la sfida tra le sfide tra Djordjevic e Messina, adesso rispettivamente sulle panchine di Virtus e Olimpia ma bandiere a parti invertite.
Alla fine ha vinto con merito Milano che, non senza soffrire, ha regolato la Virtus Bologna con il punteggio finale di 68-73, e costringendola alla quinta sconfitta casalinga stagionale. Decisivi il 33% dalla lunga distanza concesso alla Virtus Bologna e i 34 punti della coppia Shields-Punter in casa Olimpia.

Inizio gara scoppiettante. Da una parte Shields e Punter dall’altra Gamble (7 punti sui primi 10 della Virtus) infiammavano la platea televisiva (10-12 al 5′), vogliosa di una gara di alto spessore. Le Vu nere agivano meglio a rimbalzo offensivo mentre Milano trovava un Leday assolutamente straripante. L’ex Zalgiris inchiodava due clamorosi dunk e l’Olimpia volava sul 13-21. A quel punto Djordjevic chiamava a rapporto Teodosic e l’ex CSKA non tradiva le aspettative. Tra giocate illuminanti e triple da otto metri Milos ribaltava le sorti della gara portando Bologna addirittura sul +6 (29-23 al 11′) a termine di un parziale monstre di 16-2.

“El Chacho” Rodriguez dimostrava di non essere da meno e con due triple in rapida successione riportava la contesa in equilibrio (29-29 al 12′), sfruttando anche qualche errore di troppo della Virtus. Milano dalla sua aveva anche un Leday in versione extralusso che dava il secondo scossone alla gara. Il lungo meneghino colpiva sia da sotto che dalla lunga distanza portando l’AX Milano al riposo lungo sul 38-46, complice il 12/15 complessivo da 2 punti e un Teodosic che, quando l’attacco bolognese iniziava a faticare, tendeva a eccedere in individualismi.

Bologna, per cercare di potare a casa i due punti, doveva necessariamente trovare un’alternativa offensiva a Teodosic e ad inizio terzo quarto la trovava in Markovic e Gamble che mettevano a canestro punti pesanti (43-45). Coach Messina al 24′ provava a giocarsela con il doppio play, per cercare di mettere riparo ad una fase offensiva asfittica ma era la Virtus ad avere buon gioco (51-50), specie quando poteva spingere sull’acceleratore e giocare con ritmi elevati. Punter, dopo minuti di oblio, si svegliava dal torpore e Milano al 28′ impattava sul 58-58.

Il quarto periodo non brillava in quanto a spettacolarità. Tra i tanti errori commessi da ambo le parti, Milano riusciva comunque a gestire un minimo vantaggio (61-64 al 33′) anche se Bologna era lì. In questa fase Shields si ergeva a protagonista, con un paio di azioni personali degne di nota (61-67), respingeva i tentativi di aggancio adoperati dai padroni di casa. Djordjevic provava a giocarsi gli ultimi 4′ con il quintetto basso e la mossa dava buoni frutti (66-70 al 38′), anche grazie ad un paio di giocate “di lusso” di Teodosic. Dall’altra parte del campo però Milano era di un cinismo senza pari e con una tripla di Punter trovava il +7 (66-73). Hunter, come un leone, dava speranze alla Virtus ma lo stesso Hunter con una banale palla persa consegnava di fatto i due punti all’Olimpia Milano (73-68) che si confermava con merito in testa alla classifica.

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Basket

Dinamo, fai il pieno di Bendzius per pedalare fino ai quarti

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La squadra di Pozzecco ringrazia Spissu e Bendzius per le loro triple

Galatasaray 81
Dinamo Sassari 92

Sfida dentro-fuori, per i sardi. Dentro l’ottica di una partita fondamentale per il percorso in Champions, fuori di testa per il dominio, rotto soltanto a metà del primo quarto. La partita è come al solito nervosissima, ma la Dinamo stavolta la riesce a tenere il vantaggio, e conquista sia il 6° risultato utile consecutivo tra campionato e coppa, sia il passaggio al prossimo turno di Champions League, dietro il Tenerife.

Coesione da una parte, fortuna dall’altra

La partita parte col botto, anzi, col botta e risposta: all’immediato vantaggio di Trice risponde la botta di Bilan, cui seguono le triple-bomba di Bendzius, rivitalizzato, e di un sempre più determinante Spissu. E’ una minifuga sarda: al canestro di Motum segue la risposta di Gentile, ma quando la Dinamo pensa di aver iniziato a scappare veramente, Jefferson si mette nei panni dell’inseguitore: prima segna il 6-10 con un layup, poi subisce fallo e dalla lunetta sigilla il -3 (con un libero sbagliato). A causare i falli è un insolito Gentile, che permette alla coppia Macon-Koksal di effettuare il primo (e unico) sorpasso, arrivando al +4. A rovinarlo ci pensa sempre la coppia Bendzius-Spissu, aiutata in finale di quarto da Kruslin che sigilla il + 6.

Quest’ultimo, a inizio secondo quarto, subisce fallo da tre, e porta la Dinamo sul +9 segnando tutti e tre i tiri liberi. A ciò risponde immediata la bomba di Hunter, decretando quindi un nuovo momento di film d’azione. La nuova fuga è firmata da Kruslin, che segna un’altra tripla importante (stavolta per il +10), e da un Bilan che mette al sicuro con una schiacciata degna di Jordan. La lotta è per altro contrassegnata da diversi botta e risposta: alle azioni vincenti di Gentile e Burnell, segue poi una quaterna vincente della coppia Williams (ai liberi) – Macon (con un semplice piazzato); ed a coronare il buon momento ci pensa ancora Spissu, che segna prima del finale 6 punti, 3 dei quali dopo un fallo pesante di un nervosissimo Jefferson.

Ripresa accesa

Corroborato dall’intervallo, il Galatasaray mette energia: se Gentile e Burnell continuano da dove ci si era lasciati nel primo tempo, assieme ad un Bilan sorprendente, Macon si scatena e segna 9 punti tra triple da lontano e semplici “stop and goal”. Ad aiutare, per i padroni di casa, che comunque non perdono troppo di vista la distanza in un dominio Dinamo, ci pensano anche Katic e Williams, dalla distanza ravvicinata, mentre la coppia Burnell-Spissu porta avanti i sardi verso una distanza di punti di sicurezza.

E ciò funziona: mentre Katic, Hunter e Macon si sudano 4 camicie per tentare la rimonata, la Dinamo si preoccupa solo di avanzare ogni tanto, sempre con Spissu quale comandante e Bendzius quale gregario. Negli ultimi minuti la pressione si fa sentire sempre di più, ed a belle azioni quali la tripla di Bendzius su rimbalzo di un tiro libero di Hunter, seguono botte e risposte per le triple. Pressione, tuttavia, inutile, dato che il gap di 9 punti non viene mai limato, sempre per la buona prontezza nel rispondere da parte dei sardi, e che è anche la distanza nel punteggio finale, con chiamata di Hunter e risposta di Katic, ormai tutto inutile, dato che i destini son già segnati.

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Basket: Cremona manca per poco l’impresa con Milano

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Ettore Messina, la lettera ai vertici del basket europeo... "Fermiamoci!"

VANOLI CREMONA-ARMANI EXCHANGE MILANO 81-83 Parziali 18-24, 35-44, 57-62

VANOLI CREMONA: Poeta 12,  Mian 3,  Palmi 9,  TJ Williams 13,  J. Williams 8,  Lee 10,   Cournooh 4,    Hommes  22,   Donda e  Trunic ne.  All. Galbiati

ARMANI EXCHANGE MILANO: Roll 10,  Datome 9,    Delaney 7,  Leday 11,  Tarczewski 14,   Moraschini 7,   Punter 15, Cinciarini, Brooks 8, Biligha 2. Moretti e Rodriguez ne.  All. Messina

La Vanoli Crema ha veramente sfiorato la clamorosa sorpresa di imporsi sulla capolista Milano che è passata indenne al Palaradi 83-81 nel recupero dell’ultima giornata del girone d’andata. . Il match si è risolto praticamente negli ultimi 120 secondi di gioco sul 78-78. I tiri liberi di Delay e due volte  l’1 su 2 dalla lunetta di Punter hanno fissato gli 83 punti e tra i locali una “tripla” di Hommes l’81-82. A fil di sirena  un’altra  “tripla” tirata dallo stesso giocatore non ha portato il successo.  Coach Messina ha ruotato parecchio gli uomini a disposizione cercando di mantenere un certo livello nel quintetto, in previsione dei ravvicinati impegni di Eurolega e di campionato. Ricordiamo che nell’Olimpia Datome ha giocato con il contagocce, la star Rodriguez non ha messo il piede sul parquet ed erano assenti Shields, Micov ed Hines.  I biancoblu dopo uno svantaggio 3-9 non si sono scoraggiati ed hanno giocato alla pari con gli avversari chiudendo al 10′  18-24. Nella seconda frazione  i cremonesi dopo aver agganciato i biancorossi sul 28 pari, al 16′ con una “bomba” da tre di Palmi li hanno superati. Coach Messina ha lasciato parecchio tempo in cabina di regia il play Delaney ed a riposo “chacio”  Rodriguez. Tarczewski sotto canestro in attacco fa la voce grossa, Roll centra il bersaglio da tre punti e l’Armani riprende margine chiudendo all’intervallo 35-44 con 10 su 16 da due punti e 6 su 13 da tre punti.   Nella terza frazione Poeta e compagni continuano ad inseguire, hanno la possibilità di arrivare ad un solo possesso di ritardo ma, l’Olimpia, appena la vede nello specchietto retrovisore con un gioco da tre punti la ricaccia indietro e si mette in sicurezza. Tj Williams commette ingenuamente il quarto fallo e va in panchina. Si infortuna Brook ad una coscia e 57-62 al 30′.Milano alza il ritmo e punisce gli errori commessi da Cremona. 61-72 il parziale che sembra quasi dire la parola fine per  i padroni di casa! Essi  si affidano a Poeta che con la sua grande esperienza sigla 5 punti serve   ” alley-oop” a Lee ed addirittura la Vanoli passa a condurre 74-72 con un parziale favorevole di 13-0. Nel momento piu delicato ci pensa Gigi Datome con una “tripla d’esperienza” a ridare fiato ai suoi. Milano sbaglia due volte la possibilità di chiudere il match e si arriva 78 pari al 38′, con il finale già descritto.La compagine di coach Paolo Galbiati ha chiuso la fase ascendente del campionato a quota 12 punti andando vicinissima alle final-Eight di Coppa Italia. Come noto, domenica scorsa ha già iniziato, con una sconfitta interna la fase di ritorno contro Trieste. Ora il calendario presente al sodalizio del presidente Aldo Vanoli due match difficilissimi: domenica ore 17 a Venezia e poi al PalaRadi contro Segafredo Bologna

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Basket: anteprima VANOLI-ARMANI

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La Vanoli Cremona dopo  lo stop casalingo contro l’Allianz Trieste di  domenica non ha il tempo per “leccarsi le ferite” . Come noto, infatti, martedì (inizio ore 17) sarà nuovamente  sul parquet del PalaRadi  (inizio ore 17) per  chiudere il girone d’andata ospitando la capolista Armani Exchange Milano. I biancoblu sono chiamati a…scalare l’Everest!  ​Il team di coach Messina ha un roster decisamente lungo e soprattutto di spessore e lo sta chiaramente dimostrando sia  in campionato che in EuroLega.Poeta e compagni affronteranno il match con equilibrio e raziocinio,   consapevoli del fatto che il pronostico è loro nettamente sfavorevole. L’unica condizione è  sperare che i I biancorossi,  dopo aver nettamente battuto Reggio Emilia, si presentino   all’appuntamento appagati sul piano psicologico e fisico.  I cremonesi dovranno mettersi in ritmo sin dall’inizio. . La  Vanoli è una squadra agile, che corre tanto, e che sa crearsi spazi in attacco. Sotto canestro regala qualcosa all’avversario.  Si dovrà cercare di sfruttare al meglio i momenti di calo di tensione dell’Armani e soprattutto non disunirsi quando i formidabili attori di coach Messina accelereranno per distaccarsi nel punteggio. Attualmente risulta improbabile una rimonta consistente contro l’Olimpia.  Giocatori del calibro di Punter, Leday, Roll, “il chacho” Rodriguez, Delaney, Brooks, Hines, Tarczewski, Shields e Micov dell’ex Paul Biligha, nonché di Cincairini, Datome, Moraschini e Moretti, non hanno bisogno di presentazione. La Vanoli Cremona  deve continuare la stagione agonistica  con determinazione, caparbietà e  rimanere umile  l  La “vittoria ad effetto” contro la grande Armani Milano significherebbe qualificazione certa alle finali di Coppa Italia ed un passo notevole in avanti verso l’obiettivo salvezza.

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