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La Virtus Arechi sconfitta dalla capolista Rieti

Coach Parrillo: “Le percentuali al tiro hanno fatto la differenza”

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Dopo quattro vittorie consecutive si interrompe la striscia positiva della Virtus Arechi Salerno (priva ancora di Maggio ma con Rezzano in quintetto) costretta a fare i conti con la sconfitta in casa della capolista Real Sebastiani Rieti.

La gara: sin dal primo momento la sfida del PalaSport di Valmontone si dimostra bella e avvincente. Nei primi cinque minuti (11-7 il punteggio) la squadra di casa spara costantemente da tre punti, mentre la Virtus ha in Mennella il principale terminale offensivo. Coach Parrillo, comunque, non si fida e decide saggiamente di ragionarci su. E fa bene, perché al rientro in campo dopo il time-out i blaugrana ribaltano il risultato: Cardillo si conquista diversi giri dalla lunetta, De Fabritiis spacca in due la difesa avversaria, Valentini realizza il canestro del 16-17. Ma proprio in chiusura di primo quarto Rieti torna a colpire dall’arco dei tre punti, prima con Traini e poi con Loschi (23-17 al 10’).

Lo svantaggio, però, non scompone una buona Virtus che nel secondo periodo con personalità e con le giocate di Tortù e Mennella sfiora il nuovo vantaggio. Poi, però, negli ultimi cinque minuti di primo tempo, complice qualche fischio dubbio, il tecnico chiamato al capo allenatore salernitano e la “bomba” di Casini sulla sirena (9/16 di squadra), il distacco aumenta (-10 all’intervallo lungo). Uno svantaggio che cresce, senza quasi rendersene conto, ad inizio ripresa quando al 22’ la Virtus va sotto di 15 lunghezze. Intanto Valentini è caricato di 3 falli e Cardillo di 4. Salerno, comunque, non molla, al 33’ potrebbe arrivare anche sul -7 ma dal perimetro non è serata. Finisce così 86-73 per Rieti.

Al termine della gara queste le dichiarazioni di coach Adolfo Parrillo: “La vera differenza tra noi è loro è legata alle percentuali al tiro, in più nel primo tempo in difesa abbiamo concesso troppo spazio. A mio avviso però, nonostante la sconfitta usciamo rafforzati, perché abbiamo dimostrato che al completo possiamo giocarcela. Ovviamente siamo consapevoli che ora Rieti ha preso un vantaggio importante per il primo posto del girone”.

Ciclismo

Giro 2021: il commento dei campioni

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Giro 2021: il commento dei campioni.

Vincenzo Nibali: “È un percorso che mi piace, sono contento di come è stato disegnato. Ci sono tante salite, alcune molto importanti, tra queste sicuramente lo Zoncolan! Adesso mi concentrerò per prepararlo al meglio”. 

Filippo Ganna“Sono veramente felice che la partenza del Giro 104 sia da Torino e dalla mia regione, il Piemonte. Il percorso della prima tappa sembra molto veloce, io sono pronto a fare bene. Cercherò di partire con il piede giusto e replicare quanto fatto l’anno scorso, provando a vestire la prima Maglia Rosa”.

Peter Sagan“La mia partecipazione al Giro d’Italia dello scorso anno è un’esperienza bellissima che da tanto volevo fare. Adesso sono alle Canarie ad allenarmi e a prepara la nuova stagione e spero di tornare presto in Italia a correre”.

Egan Bernal“Il Giro d’Italia è una corsa che voglio fare da tanti anni. Quest’anno sono veramente felice di esserci e sono già andato a provare una tappa:quella dell’Alpe di Mera. Sarà una frazione difficile e in generale sarà un Giro bellissimo. Aspetto tutti i tifosi davanti alla tv a fare il tifo per me e per tutti i corridori che saranno al via.”

Remco Evenepoel: “Il mio sogno è quello di essere pronto per correre al meglio dall’inizio del Giro. L’anno scorso non ho potuto essere al via a causa della mia caduta a Il Lombardia. Il percorso di quest’anno sembra molto difficile ma anche molto bello. Penso che sarà una gara emozionante. Non vedo l’ora di respirare l’atmosfera italiana e di incontrare tutti i fantastici tifosi”. 

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Ciclismo

Anche le Marche accolgono il Giro

Come la regione adriatica ospiterà la corsa rosa

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Anche nel 2021 le Marche si tingeranno di rosa per accogliere l’edizione numero 104 del Giro d’Italia. Questo il comunicato della Regione che spiega il lavoro svolto.

La presentazione del circuito avvenuta oggi a Milano, infatti, ha ufficializzato quella che sarà la tappa numero 6 che giovedì 13 maggio abbraccerà la nostra regione: partenza a Genga (An) mentre a Colle San Giacomo, sul confine tra il Piceno e l’Abruzzo, sarà posizionato il traguardo in salita che conclude una tappa tecnicamente molto valida (150 km il percorso totale e 17 i km in salita).

Se lo start nel Comune anconetano è la giusta celebrazione per i 50 anni dalla scoperta delle Grotte di Frasassi, l’arrivo torna dopo ben 17 anni nel territorio ascolano, seppur sconfinando di pochi metri. Era dal 2004, infatti, con la vittoria in piazza Arringo di Alessandro Petacchi, che il Giro d’Italia non si concludeva all’ombra delle Cento Torri, mentre l’ultimo passaggio risale al 2018.

“Quella che vivrà la nostra Regione in quei giorni sarà un’opportunità di promozione molto importante, in una logica turistica prima che sportiva – sono le parole dell’assessore  Guido Castelli, la cui passione per il ciclismo è stata un’ulteriore spinta nel propiziare insieme al presidente Acquaroli la realizzazione dell’evento -. Grazie al Giro tutta Italia potrà ammirare le bellezze storico-naturalistiche del nostro paesaggio. Si attraverseranno quattro province e si chiuderà con uno spettacolare arrivo di alto livello tecnico, quello di San Giacomo, che andrà anche a riaccendere la tradizione che ha visto tante volte il traguardo tra quei spettacolari tornanti, cosa che mancava dal 2002. Il tutto quando, si spera, anche nella nostra Regione la morsa della pandemia si sarà allentata e permetterà a chiunque di scegliere le Marche come prossima meta turistica a partire dall’estate”.

Sulla scelta di Rcs e Gazzetta dello Sport, Castelli dichiara: “Mi sono in prima persona preoccupato di seguire, insieme al Governatore Acquaroli, il confezionamento di questa iniziativa, d’intesa con i sindaci dei Comuni di Genga e Ascoli Piceno, dove il giro tra l’altro seguirà un circuito cittadino. È stato un lavoro significativo il cui importante risultato è frutto degli ottimi rapporti con gli organizzatori del Giro. Tutti conosciamo la vetrina d’immagine che una delle corse ciclistiche più  importanti al mondo può rappresentare – conclude -. Siamo felici che le Marche e, in particolare, il Piceno, territorio ancora alle prese con la ricostruzione post sisma, possano avere i riflettori che meritano”.

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Ciclismo

Ecco il Giro d’Italia 2021

Si parte da Torino e si arriva a Milano in piazza Duomo

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Presentazione questo pomeriggio, negli studi RAI di Corso Sempione a Milano, del Giro d’Italia numero 104.

La Corsa Rosa muoverà da Torino, nell’anno del 160° Anniversario dell’Unità d’Italia, e farà le sue prime tre tappe in Piemonte. Nel settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, Ravenna (dove il Sommo Poeta è sepolto) e Verona ospiteranno partenza e arrivo della 13^ tappa senza dimenticare Foligno dove fu stampata, nel 1472, la prima Divina Commedia. La Wine Stage di questa edizione sarà la Perugia – Montalcino (Brunello) con molti tratti di Strade Bianche nel finale. La Siena (partenza da Piazza del Campo) – Bagno di Romagna vivrà nel ricordo dell’indimenticato Alfredo Martini, nei 100 anni della nascita, e sarà anche la Tappa Bartali. La corsa toccherà, infatti, sia Sesto Fiorentino che Ponte a Ema città natale di Bartali. Ritorna l’arrivo sul Monte Zoncolan dal versante di Sutrio. La Cima Coppi sarà il Pordoi (2.239 m) inserito nel tappone dolomitico che prevede anche il Passo Fedaia (Montagna Pantani di questo Giro) e il Passo Giau e l’arrivo a Cortina d’Ampezzo sede delle Olimpiadi Invernali del 2026. Gran finale a Milano con una cronometro di 29,4 km che partirà da Senago. Due gli sconfinamenti della Corsa Rosa: in Slovenia nella Grado – Gorizia e in Svizzera nella Verbania – Valle Spluga/Alpe Motta. Il dislivello totale del Giro d’Italia 2021 sarà di 47.000 m.

A 10 anni di distanza dall’ultima volta, e nel 160° Anniversario dell’Unità d’Italia, Torino e la Regione Piemonte ospiteranno la Grande Partenza del Giro d’Italia. La prima frazione sarà una cronometro individuale di 9 chilometri per le vie di Torino; la seconda una tappa adatta ai velocisti da Stupinigi (Nichelino) a Novara (173 chilometri) mentre la terza partirà da Biella per terminare a Canale dopo 187 km (tappa mossa adatta ai finisseur o ai colpi di mano). Primo arrivo in salita, nella quarta tappa, a Sestola con partenza da Piacenza. La parola ai velocisti nella Modena – Cattolica di mercoledì 12 maggio. Sesta frazione molto insidiosa con 3.400 metri di dislivello che porterà il gruppo dalle Grotte di Frasassi ad Ascoli Piceno (San Giacomo) con due Gpm nel mezzo e l’arrivo posto quota 1090 m. La Notaresco – Termoli (178 km) è una tappa adatta ancora alle ruote veloci del gruppo. Sabato 15 maggio la Foggia – Guardia Sanframondi (173 chilometri) con ancora difficoltà altimetriche (3.400m di dislivello) con il GPM di Bocca della Selva a 53 km dal traguardo. Inedito arrivo in salita in Abruzzo, a Campo Felice, nella frazione di domenica 16 maggio con partenza da Castel di Sangro. Una tappa con ancora 3.400 m di dislivello che prevede tre Gran premi della Montagna prima dell’erta finale. La 10^ tappa di lunedì 17 maggio, da L’Aquila a Foligno, potrebbe adattarsi a fughe da lontano o colpi di mano nel finale. Martedì 18 è previsto il primo giorno di riposo del Giro.

LA SECONDA SETTIMANA
Si riparte, mercoledì 19, con una tappa che promette spettacolo da Perugia a Montalcino (Brunello di Montalcino Wine Stage) con una prima parte ondulata mentre negli ultimi 70 chilometri 35 saranno di Strade Bianche. L’ultimo arrivo a Montalcino, nel 2010, vide Cadel Evans aggiudicarsi la tappa in Maglia Iridata in una giornata contraddistinta dalla pioggia e dal fango. La Siena – Bagno di Romagna (Tappa Bartali) renderà omaggio a due uomini speciali che hanno reso grande il ciclismo: Gino Bartali e Alfredo Martini. La corsa toccherà, infatti, sia Ponte a Ema che Sesto Fiorentino per concludersi a Bagno di Romagna dopo 3 GPM e 3.700m di dislivello. Nel ricordo di Dante Alighieri, nel settecentesimo anniversario dalla morte, la 13^ tappa da Ravenna (dove il Sommo Poeta è sepolto) a Verona che attende gli sprinter. Sabato 22 maggio, con partenza da Cittadella, è il giorno del temuto Zoncolan (si sale dal versante di Sutrio). L’unica volta che fu affrontato da quel versante risale al 2003 con la vittoria di Gilberto Simoni. La Grado –Gorizia, frazione adatta ai finisseur, prevede un circuito, da ripetere tre volte, che sconfinerà nella vicina Slovenia. La Sacile – Cortina d’Ampezzo, di lunedì 24 maggio, chiuderà la seconda settimana. E’ il tappone Dolomitico con il Passo Fedaia (Montagna Pantani), il Passo Pordoi (Cima Coppi) e Il Passo di Giau prima del traguardo nella città che ospiterà nel 2026 le Olimpiadi Invernali. 

LA TERZA SETTIMANA
Dopo il secondo giorno di riposo si riparte con un’altra tappa di montagna da Canazei a Sega di Ala (arrivo in salita inedito per il Giro). Da scalare, prima dell’ascesa finale, il Passo san Valentino. Giovedì 27 maggio, la 18^ tappa da Rovereto a Stradella. Una frazione insidiosa con diversi strappi nel finale tra le colline dell’Oltrepò Pavese. Muoverà da Abbiategrasso la tappa numero 19 che terminerà sull’Alpe di Mera in Valsesia (arrivo inedito). Questa frazione con 3.700m di dislivello comprende anche l’ascesa del Mottarone e quella della Colma di Varallo.  Da Verbania partirà una tappa contrassegnata da 5 stellette di difficoltà e 4.800 m di dislivello che terminerà sull’Alpe di Motta nella Valle Spluga in Valtellina. Da scalare anche il Passo San Bernardino e il Passo dello Spluga, due salite che porteranno il gruppo oltre i duemila metri. Gran finale, domenica 30 maggio, con una cronometro individuale di 29,4 km che partirà da Senago e terminerà sotto il Duomo di Milano.

Alla trasmissione sono intervenuti gli amministratori piemontesi e lombardi che ospitano la partenza e l’arrivo della corsa rosa e alcuni dei più importanti ciclisti che saranno presenti alla competizione ciclistica.

Ringraziamo RCS Sport per le schede e le fotografie.

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