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La settimana d’oro del tennis azzurro sulla terra rossa

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Settimana da incorniciare per il tennis italiano. Matteo Berrettini è tornato a vincere a due anni dall’ultimo titolo, quello 250 conquistato a Stoccarda. L’open di Belgrado è stata un’ottima occasione per l’azzurro, per macinare minuti e trovare la giusta condizione per la nuova stagione sul rosso. Anche Jannik Sinner continua a brillare, facendosi strada tra i grandi. L’altoatesino non ha portato a casa nessun trofeo ma ha raggiunto la semifinale dell’Atp 500 di Barcellona, venendo sconfitto da Stefanos Tsitsipas. Il greco, n. 5 del mondo, al momento si trova in uno straordinario stato di forma, devastante nel gioco e con una solida concentrazione mentale. Per il giovane tennista di San Candido è stato un avversario insormontabile, almeno a questo turno. Almeno per ora.

Il ritorno di Berrettini – È terminata col punteggio di 6-1 3-6 7-6(0) la finale dell’Atp 250 di Belgrado tra Matteo Berrettini e Aslan Karatsev. Una partita equilibrata durata due ore e 27 minuti. Dando uno sguardo alle statistiche, l’azzurro ha messo a segno nove aces e tre doppi falli, incidendo molto con la prima di servizio. Colpo grazie al quale ha vinto l’81% dei punti.

Il primo set è stato piuttosto sbrigativo con il tennista romano che ha lasciato a Karatsev solo un game. Fin da subito Matteo è entrato bene in partita, mostrando fiducia contro un avversario solido e che ama il fraseggio lungo. Nel secondo parziale invece il russo ha cambiato marcia, mettendo in campo colpi da maestro e creando serie difficoltà al numero 10 Atp. Infine, il terzo set, quello della verità, è stato una vera lotta. Tensione alta, ritmi sostenuti, punti sensazionali e un equilibrio costante tra i due. A dare la svolta decisiva è stato il tie-break, vinto dal 25enne capitolino per 7-0. «Non ho mai visto nulla di simile», ha detto Berrettini nel post partita, riferendosi al gioco di Karatsev. «Questo titolo è per la mia famiglia», prosegue Matteo. «Questa è la prima volta che sono effettivamente qui per vedermi vincere il trofeo anche se è il mio quarto. Quindi questo è speciale».

La performance di SinnerSemifinale nell’Atp 500 di Barcellona. Un altro grande risultato per Jannik Sinner che ora sosta alla posizione n. 18 del ranking mondiale e alla n. 7 della classifica valida per le finals di Torino 2021. L’altoatesino ha dato prova di grande maturità in occasione del torneo catalano, sconfiggendo avversari del calibro di Roberto Bautista Agut (7-6 6-2) e Andrej Rublev (6-2 7-6). A dare lo stop alla sua corsa verso la finalissima sulla terra rossa è stato il greco Stefanos Tstsipas che con un doppio 6-3 ha archiviato la pratica. Al 22enne di Atene è bastata un’ora e 23 minuti per mettere la firma sull’incontro. Effettivamente troppo forte e ingiocabile il numero 5 al mondo, che dopo aver scalato il tabellone è arrivato a disputare la sua seconda finale in due settimane, dopo quella vinta al Master 1000 di Montecarlo. Il 19enne azzurro è stato arginato senza troppe difficoltà dal greco che fin dai primi punti ha espresso un gioco aggressivo, rimanendo concentrato e preciso anche nelle fasi più delicate del match.

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Mutua Open Madrid: vincono Zverev e Sabalenka. L’analisi

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È terminato con una nota dolente il Master 1000 di Madrid. Matteo Berrettini (9) ha ceduto in finale contro Alexander Zverev (6), con il punteggio di 6-7 6-4 6-3. Un match esplosivo tra due giovani campioni, che sulla terra rossa spagnola hanno saputo dare spettacolo. Rimane dell’amarezza in bocca al tennista romano, che dopo aver vinto il primo set, nei due parziali successivi ha affrontato una fase di gioco discendente, diventando sempre più prevedibile agli occhi del suo avversario.

Ma se da una parte Madrid parla tedesco, dall’altra sui campi del circuito femminile, la bielorussa Aryna Sabalenka (4) ha messo la firma sulla finale del Wta 1000 iberico. Una prestazione magistrale quella della numero quattro del mondo, che ha sconfitto per 6-0 3-6 6-4 la numero uno del ranking, l’australiana Ashleigh Barty. Vittoria che pesa sia sulla classifica che sulle casse della tennista di Minsk. Sabalenka ha guadagnato così tre gradini, posizionandosi alle spalle di Simona Halep (3) e incassando un ricco montepremi di 188.280 euro.

La finale maschile – Berrettini parte bene, anzi benissimo. Mette pressione su Zverev, lo coglie di sorpresa accelerando col diritto prima e spezzando il ritmo con palle corte poi. Una tattica vincente, almeno nella prima parte del match. C’è molto equilibrio in campo, la tensione è palpabile e i due si esaltano con i loro colpi migliori, divertendo il pubblico, accorso numeroso al campo centrale del Mutua Madrid Open. Il primo break della partita arriva sul 3-3, con Zverev al servizio. Berrettini ne approfitta con una risposta profonda che manda fuori giri il rovescio del tedesco. Il vantaggio appena strappato però non dura molto, con il numero sei del mondo che recupera nel game successivo. L’equilibrio viene spezzato solamente nel tie-break, vinto per 10-8 dal tennista romano.

Il secondo set prosegue sulla stessa riga del primo fino al 4-4. La tattica di Berrettini inizia ad essere troppo prevedibile e Zverev ne approfitta strappando un break prezioso nella fase cruciale del secondo parziale. L’azzurro inizia a sbagliare più del dovuto e concede troppo campo al tennista di Amburgo. Sul 2-2, 40-15, Berrettini dopo aver servito e portato avanti lo scambio, scaraventa fuori la palla. Un diritto sbaragliato fuori dal perimetro di gioco che gli costa il sorpasso. Da lì in poi si apre la strada verso la vittoria di Zverev, che legge sempre meglio il disegno tattico dell’azzurro, fino a metterlo alle strette e chiudere il set finale per 6-3.

La finale femminile – Un invincibile Sabalenka porta a casa il suo decimo trofeo in carriera. La tennista bielorussa, classe 1998, ha messo k.o. la numero uno del mondo, Ashleigh Barty. Una performance sublime quella messa in campo dalla ragazza di Minsk che ha dato del filo da torcere all’australiana.

Perfetta nel primo set, dove non lascia nemmeno un game all’avversaria. Aggressiva e tenace, predilige lo scambio corto per poi chiudere subito con un vincente. Colpi potenti e precisi. Una tattica intelligente che mette alle strette fin da subito la numero uno del ranking. Nel secondo parziale, Sabalenka fa e disfa da sola. Perde un po’ di terreno e sbaglia qualche colpo in più, regalando punti a una Barty non lucidissima. Questa però approfitta delle défaillance della bielorussa, riportando l’incontro in parità. Nel terzo ed ultimo set Aryna cambia nuovamente passo, mette in campo il meglio di sé e riprende in mano le redini del gioco. Comanda gli scambi e non lascia alcuna possibilità di replica a Barty. Devastante con il diritto, fa esplodere tutta la sua adrenalina con delle urla di incoraggiamento. Impeccabile sia nei turni di servizio che in risposta, chiude la partita dopo un’ora e 39 minuti.

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Mutua Open: è iniziato il Wta 1000 di Madrid

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È iniziato oggi, giovedì 29 aprile, il Mutua Open Wta 1000 di Madrid. Un appuntamento prestigioso per il tennis femminile che vedrà come protagoniste le più grandi giocatrici del circuito internazionale. L’evento proseguirà fino all’8 maggio, con 64 tenniste presenti nel tabellone. Tra loro non poteva mancare Ashleigh Barty. La numero uno del mondo è già approdata al secondo turno, dopo aver sconfitto per 6-2 6-1 la statunitense Shelby Rogers , n. 43 del ranking. È ancora in attesa di entrare in campo, invece, la seconda testa di serie del tabellone e numero due del mondo, la giapponese Naomi Osaka. Per guadagnarsi l’accesso al secondo turno la giocatrice asiatica se la dovrà vedere con Misaki Doi (n. 73), in un derby tutto niponnico. Fuori a sorpresa, invece, la numero cinque del mondo e numero quattro del main draw, Elina Svitolina. La campionessa ucraina ha ceduto contro la svizzera Jil Teichmann (n. 40) con il punteggio di 2-6 6-4 7-6(5). Superano il turno anche Kiki Bertens (n. 10), Belinda Bencic (n. 11) e Petra Kvitova (n. 12).

A far parlare di sé, in positivo, quest’oggi è stata la statunitense numero 70 Wta, Bernarda Pera. La 26enne nata a Zadar, in Crazia, ma naturalizzata negli Usa, si è fatta notare nel match pomeridiano contro Petra Martic (n. 24). La tennista a stelle e strisce ha portato a casa la vittoria senza troppe difficoltà, chiudendo il match dopo un’ora e 14 minuti di gioco con il punteggio di 6-3 6-2. Aggressiva nel gioco, non ama gli scambi lunghi e preferisce chiudere subito. Ha trovato davanti a sé un’avversaria lasciva, poco reattiva, mai entrata veramente in gioco. Ora Pera dovrà affrontare una prova ancor più complessa, con una giocatrice tutt’altro che arrendevole, la svizzera Bencic, uscita vincitrice dall’incontro con la francese Kristina Mladenovic (n. 55).

Al Mutua Open, inoltre, è attesissimo l’incontro tra Aryna Sabalenka (n. 7) e Vera Zvonareva (n. 37), senatrice Wta. La russa classe 1984 è nel circuito dal 2000. Parliamo di 21 anni di carriera trascorsi nella massima serie. In questi anni ha conquistato la nona posizione della classifica come best ranking, 10 trofei e due finali di Grandi Slam disputate nel 2010, di cui una a Wimbledon e una agli Us Open. La tennista di Mosca cerca la ribalta nonostante l’avanzare dell’età ma davanti a sé avrà una Sabalenka in ottima forma, difficile da arginare.

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Paire: condotta antisportiva. Babolat e Francia dicono basta

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È talentuoso sì, ma è una testa calda. Parliamo di Benoit Paire, tennista francese, numero 34 del ranking Atp. Il 31enne di Avignon è noto ai più per il suo carattere fuori dalle righe, spesso arrogante. Più di una volta ha espresso il duo dissenso e disprezzo per come è evoluto il circuito internazionale. Durante i match ha sempre brutti atteggiamenti e parole di troppo verso gli avversari, il pubblico o il direttore di gara. Dice sempre quello che pensa, molte volte inimicandosi non solo i colleghi del circuito ma anche i propri fans. Questa volta però non è passato per nulla inosservato, sollevando polemiche e nuove prese di posizione.

Benoit Paire

Babolat e Federtennis France contro Paire – Considerata la sua recente condotta, Babolat, il main sponsor di Pair, che gli fornisce racchette ultramoderne, ha preso le distanze dai comportamenti scorretti del francese e non solo. Perché sotto i riflettori c’è anche l’azzurro Fabio Fognini, espulso dal torneo Atp 500 di Barcellona per presunti insulti rivolti al giudice di linea. La Babolat si è così espressa in un comunicato sui social: «In Babolat il tennis scorre nelle nostre vene. Crediamo nella forza del nostro sport e sosteniamo i suoi valori di rispetto, fair play, spirito di squadra, amicizia e divertimento del gioco. A volte un membro della famiglia può attraversare un momento difficile, dimenticando l’importanza di questi valori e l’esempio che dobbiamo dare a tutti i fan del nostro sport. Riguardo i recenti sfoghi di Benoît Paire e Fabio Fognini, li abbiamo informati che non approviamo il loro comportamento. Riaffermiamo i nostri valori e l’importanza di rispettarli. Rifletteremo più in dettaglio con Benoit e Fabio sul seguito da dare a queste vicende e vedremo insieme come sostenerli».

Per Benoit Paire le figuracce non finiscono qua. Il transalpino, infatti, è stato espulso dalla Federazione di tennis francese, stufa dei suoi comportamenti inappropriati. Il numero 34 del mondo, quindi, non parteciperà alle Olimpiadi di Tokyo 2021 in rappresentanza della propria nazionale. In un comunicato stampa la Federtennis ha specificato che l’atteggiamento completamente fuori luogo del giocatore mina i valori dello sport e dell’immagine del tennis, che è incompatibile con lo spirito olimpico.

L’anno di Paire – Da quando il mondo del tennis ha ripreso a funzionare, dopo il periodo di quarantena, Paire ha subìto 15 sconfitte su 17 partite disputate. Cifre registrate a partire da agosto 2020, mentre solo nel 2021 sono 10 le partite perse e una sola quella vinta. A far discutere sono le frasi pronunciate in questi mesi. «Francamente non me ne frega niente di questa partita» – ha detto Benoit dopo il match perso al Master 1000 di Montecarlo contro l’australiano Jordan Thompson. «Vivo a due ore di distanza da qui, gioco il doppio e me ne vado. Di solito, questo è il miglior torneo del mondo, stavolta sembra di giocare in un cimitero: dov’è il divertimento? Un’atmosfera di tristezza vista raramente, il circuito così è marcio: di vincere o perdere in queste condizioni non mi interessa. Perdo e torno a casa: prendo 12mila euro per stare in un bell’hotel, quindi sono venuto, non c’è alcuna magia nel giocare in stadi vuoti».

Un altro capitolo discutibile è stato quello di Miami, dove il francese è stato battuto da Lorenzo Musetti. Al termine del match Paire ha alzato le braccia al cielo in segno di vittoria. Una sorta di presa in giro. Perché ad aver vinto è stato il giovane italiano, rimasto incredulo di fronte a un atteggiamento simile. Non contento il 31enne di Avignon ha proseguito in conferenza stampa. «Il tennis non è la mia priorità in questo momento. Uscire dalla bolla è l’unico obiettivo che ho in ogni torneo. Non sono contento in campo e non tocco la racchetta tra un torneo e l’altro. Non sono pronto per le grandi partite. Se il tennis si è trasformato in questo, non continuerò così ancora per molto», ha detto Paire.

Gli episodi si sprecano. Basta andare di poco indietro nel tempo, al torneo di Buenos Aires, per assistere a scene antisportive. Nella partita contro Cerundolo Paire ha sputato sopra il segno di una palla contesa, discutendo in maniera accesa con l’arbitro di gara. In seguito ha sbagliato di proposito quattro servizi di fila per finire il match il prima possibile.

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