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Calcio

La Samb ospita l’Arezzo dopo 13 anni. I precedenti

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20 aprile 1975. Stadio "Fratelli Ballarin"-Samb-Arezzo

L’Arezzo torna al “Riviera” dopo tredici anni.

Sono 20 i precedenti in casa rossoblù, diciassette in campionato (7 in serie B, 10 in serie C, compreso un match poi annullato), due in Coppa Italia maggiore (entrambi vinti dalla Samb) e uno in Coppa Italia di serie C, 0-0.

I primi quattordici incontri si sono giocati al “Ballarin” (due in Coppa), gli ultimi sei al “Riviera” (uno in Coppa).

Il bilancio complessivo è di dodici vittorie della Samb (una nella sfida poi annullata e due in Coppa), sette pareggi (uno in Coppa) e una vittoria degli amaranto, in serie B.

Il primo scontro, in serie C, datato 31 marzo 1940 vede il rotondo 4-0 dei rossoblù di Antonio Moretti sull’Arezzo di Luigi Cevenini (detto Zizì).

Negli undici anni successivi, a cavallo del secondo conflitto mondiale, seguono altre tre vittorie della Samb interrotte dallo 0-0 del 22 gennaio 1950.

I rossoblù di Alberto Eliani non vanno oltre il pari, 1-1, il 14 aprile 1968 (Peronace a tre minuti dal 90° firma il pari) come anche quelli di Mari, 1-1 il 2 febbraio 1969, che passano in vantaggio alla mezzora del primo tempo con Sestili.

Stesso risultato per la “SamBergamasco” il 20 aprile 1975 nel primo scontro in serie B. Tutto accade a dieci minuti dalla fine: l’aretino Di Prete supera il portiere Silvano Martina al 35°; cinque minuti dopo Mario Marini, subentrato a Primo Pasquali pochi minuti prima, viene atterrato in area. Alberto Picasso di Chiavari indica il dischetto del rigore bomber Chimenti “fulmina” Ferretti.

20 aprile 1975. Stadio “Fratelli Ballarin”-Samb-Arezzo

Dal 1980/81 per quattro incontri è sempre 2-0 per i rossoblù. Il 12 ottobre 1980, in C1, Walter Zenga nel primo tempo para tutti gli assalti dei toscani poi nella ripresa le reti di Walter Santo Perrotta e Ruggiero Corvasce fanno gioire la Samb di Nedo Sonetti.

Di nuovo il tecnico toscano, il 20 marzo 1983 in B, guida la Samb ad una facile vittoria: Massimo Silva dopo appena un minuto sblocca il risultato, Alberto Minoia raddoppia alla mezzora del primo tempo.

Il 21 aprile 1984 Giuliano Fiorini nel primo tempo e Paolo Faccini nel secondo firmano il successo della Samb del compianto Roberto Clagluna sull’Arezzo di Angelillo.

Il 2 giugno 1985, ultimo scontro al “Ballarin”, i rossoblù di “Sor Guido Mazzetti” vincono una gara fondamentale per la salvezza grazie alle reti di Vanni Moscon al 4° minuto e di Danilo Ferrari su calcio di rigore tre minuti dopo.

Il primo precedente al “Riviera delle Palme” coincide con l’unica sconfitta della Samb. E’ il 29 marzo 1986 e gli amaranto di mister Enzo Riccomini superano di misura la Samb del compianto Giampiero Vitali grazie alla rete di Stefano Butti al ventesimo minuto del primo tempo.

Otto mesi più tardi, 16 novembre 1986, i rossoblù di Roberto Clagluna non vanno oltre il pareggio ad “occhiali” 0-0 ma l’anno seguente, l’8 novembre 1987, nell’ultimo scontro in serie B la Samb di Angelo Domenghini fa bottino pieno con le reti di Sandro Salvioni e Ugo Bronzini prima che Massimo De Stefanis realizzasse per i toscani di Bruno Bolchi, 2-1.

Marco Romiti (al 99° gol in carriera) e Giorgio Eritreo, con una rete per tempo, firmano il 4 ottobre 1992 il 2-0 finale. Sullo zero a zero Stefano Visi salva il risultato. Il match verrà annullato per il ritiro dal Campionato degli amaranto.

L’ultimo precedente, il 9 marzo 2008, è un pirotecnico 3-3. Sfortunatissima la Samb di Enrico Piccioni. Due volte in svantaggio i rossoblù sorpassano (3-2) gli amaranto a cinque minuti dal 90°. La beffa si consuma però nell’ultimo secondo dell’ultimo minuto di recupero. Per gli aretini realizzano Chianese al 5° del primo tempo (0-1) e al 49° del secondo (3-3) e Martinetti al 30° della ripresa (1-2). Le reti della Samb arrivano tutte nella ripresa. Dopo un vistoso calcio di rigore a favore, non fischiato sullo 0-1 dall’arbitro Tidona di Torino, i rossoblù vanno a segno con Soddimo al 19° (1-1), Palladini di testa al 34° (2-2) e Cia al 39° (3-2).

Luigi Tommolini

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Serie A

Il Parma butta via un tesoro, il Cagliari risorge ai titoli di coda

Come troppe volte gli è accaduto in questa stagione, il Parma prima costruisce un tesoretto poi lo dilapida. Il Cagliari con l’olio di gomito degli umili, scrive una rimonta mozzafiato

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La prima mezzora aveva regalato al Parma la partita che nemmeno nei sogni più rosei: vantaggio lampo di Pezzella, possibile rigore per il Cagliari poi rettificato dal Var, doppio vantaggio firmato da Kucka: qui molte squadre, avrebbero benedetto gli istanti successivi, dopo aver fatto il segno della croce col gomito sinistro. Ma il Parma, questo Parma, adesso non è una squadra, ma una pallina, una specie di monade leibniziana senza porte né finestre, che scivola inesorabilmente verso il suo amaro destino.

Pavoletti, il puntero, quello che non ha mai avuto il Parma in questo campionato, salta più un alto dell’iniziale paura che aveva attanagliato il Cagliari, quando incoccia la palla, è tutta Cagliari che si aggrappa al lungagnone livornese: ecco la medicina per gli isolani, ecco il primo segnale storto per i crociati.

Ma la serata voleva essere ancora generosa con D’Aversa e i suoi pargoli, infatti, in avvio di ripresa ecco Man che indovina un gol tanto bello quanto prezioso. Se il suo quasi omonimo Tomas Mann, scrisse la Montagna incantata, la montagna della Sardegna Arena, sembra davvero incantata per il Parma: ma invece che usare questa bellezza per gettare le basi per l’ottenimento dei tre punti, vitali non come il pane ma come il lievito nel pane, si fa travolgere da questa montagna incantata e la, sindrome di Stoccolma, che si era già intravista qua e là in vari passi della stagione, travolge totalmente, mentalmente, fisicamente, spiritualmente i crociati.

Così il Parma quasi fiabesco d’inizio gara, da principe azzurro che bacia la regina da tre punti, diventa improvvisamente il cane dentro all’abbondanza di latte, che potendo scegliere tra due grosse tazze, non sa quale prendere e così alla fine muore. Il Cagliari, al contrario, da senza tetto del primo tempo, sdraiato malconcio in un angolo di campo, si trasforma in Aladino e sale sul suo tappeto volante: Marin trova la rete della speranza, Pereiro il gol della certezza e l’ex Cerri lo squillo che scatena l’orbita: 4 a 3, non c’è Riva anche se siamo a Casteddu, non è Italia – Germania del 70 ma Cagliari -Parma del 2021, non è la partita del secolo ma resterà, a lungo, come la partita del suicidio crociato. Valcareggi ed i suoi prodi, di ritorno dal Messico, dopo la finale da tregenda, ricevettero i pomodori.

I crociati di ritorno dall’isola, non riceveranno certo carezze e fragole con panna. Questa partita è stata la summa di una stagione non da zona rossa ma da codice rosso, da spaventare persino un professionista del genere come Dario Argento. P.s. Pavoletti, una punta, segna il primo gol, Cerri, un’altra punta, segna l’ultimo gol del Cagliari. Già le punte, le grandi assenti di questo annus horribilis per il Parma, quelle che segnano, come i predicatori che parlano e le lavandaie che lavano i panni. Quelli crociati, sono abiti sgualciti, impauriti, da stasera più vicini al lavatoio della serie B che alla fontana della serie A.

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Calcio

Il Sassuolo ribalta il Giglio, 3-1

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REGGIO NELL’EMILIA – Secondo successo consecutivo per il Sassuolo di De Zerbi.

Alla vittoria di Benevento fa seguito per i nero verdi il successo odierno contro i gigliati del mister ascolano Iachini.

Non deve ingannare il risultato con i padroni di casa a rincorrere.

Sono infatti i viola a passare in vantaggio alla mezzora del primo tempo con una ripartenza finalizzata dall’ex rossonero Bonaventura che insacca di sinistro alle spalle dell’ex Samb Consigli.

La Fiorentina potrebbe andare al riposo con un doppio vantaggio se il tiro di Castrovilli avesse centrato la porta invece del montante.

Nella ripresa il Sassuolo ribalta l’incontro.

Al quarto d’ora Aureliano indica il dischetto per l’atterramento di Berardi da parte di Dragowski. Lo stesso attaccante locale manda la sfera imparabile nel “7” e festeggia il suo 100° gol in maglia neroverde.

Trascorrono poco più di cento secondi e il direttore di gara assegna un altro Penalty a favore del Sassuolo per fallo di Pezzella su Raspadori. Dagli undici metri va di nuovo Berardi che non fallisce, 2-1.

Alla mezzora il terzo sigillo neroverde: da un’azione di calcio d’angolo la corta respinta della difesa viola è preda di Maxime Lopez che dal limite dell’area insacca nell’angolino, 3-1.

Gioiscono i locali che riassaporano la vittoria casalinga dopo oltre un mese.

Per la compagine gigliata c’è la terza sconfitta nelle ultime quattro gare.

IL TABELLINO

SASSUOLO-FIORENTINA 3-1 (0-1)

Reti: 31pt Bonaventura; 14st rigore e 17st rigore Berardi, 30st Maxime Lopez.

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli; Muldur (41st Marlon)Chiriches, Ferrari, Rogerio (1st Kyriakopoulos)ObiangMaxime Lopez; Traorè (1st Defrel)Djuricic (1st Berardi), Boga; Raspadori (31st Locatelli)Allenatore: De Zerbi.

FIORENTINA (3-5-2)DragowskiMilenkovicPezzellaCaceres; Venuti (33st Malcuit), Bonaventura (26st Callejon), PulgarCastrovilli (26st Eysseric)Biraghi (38st Kouame)RiberyVlahovicAllenatoreIachini.

ARBITRO: Aureliano della sezione di Bologna

NOTE: AMMONITI: Traore, Maxime Lopez, Muldur (S); Castrovilli, Milenkovic, Bonaventura, Eysseric, Pulgar (F)


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Calcio

V.Verona-Samb: soltanto 18 i convocati da mister Montero

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Terz’ultima di campionato per i rossoblù di mister Paolo Montero.

Trasferta in casa scaligera contro la Virtus, terza squadra di Verona, del presidente e allenatore Luigi Fresco.

Anche domani la Samb scenderà regolarmente in campo.

Il mister uruguagio rossoblù ha la rosa molto ristretta.

Oltre allo squalificato Angiulli dovrà fare a meno di Padovan, Lombardo, D’Angelo, Mehmetaj, Ricci e Maxi Lopez.

Sono infatti 18 i convocati per l’incontro in terra veneta: 3 portieri, 7 difensori, 5 centrocampisti e soltanto 3 attaccanti, Lescano Babic e Botta.

LE PAROLE DI MISTER PAOLO MONTERO



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