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Motori

La nuova vita di un velenoso Sebastian Vettel

Il tedesco si presenta all’Aston Martin con dichiarazioni pungenti.

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Sulla strada verso i 34 anni Sebastian Vettel è pronto per l’imminente esordio in quella che sarà la sua quinta scuderia in Formula 1. Dopo il debutto ufficiale a Indianapolis 2007 con la BMW Sauber, la stagione e mezza in Toro Rosso con la splendida vittoria a Monza nel 2008, i quattro titoli mondiali con la Red Bull e i sei malinconici anni in Ferrari pieni di rimpianti, sarà la nuova Aston Martin a traghettare il campione tedesco. Vettel che, proprio nella presentazione ufficiale di ieri della nuova AMR21 motorizzata Mercedes, non si è risparmiato commenti molto schietti e perfino aspri.

Curiosità innanzitutto nel provare il motore Mercedes, il grande avversario di questi ultimi anni: “Ho sentito solo testimonianze positive, non vedo l’ora di sentire come respira e come interagisce con la vettura”. Vettel passa poi anche ad analizzare i suoi immutati obiettivi personali: “Non sarà subito possibile puntare alla vittoria fin dall’inizio, ma non mi sento vecchio e sento di poter ancora vincere il titolo mondiale. Per la prima stagione”, precisa, “il target sarà il terzo posto e questo significa che dovremo battere la Ferrari. Ma non ne farò una questione personale, sarebbe una soddisfazione di squadra”.

Nonostante non abbia senso di rivalsa nei confronti del Cavallino che lo ha scaricato, Vettel si toglie però anche diversi sassolini dalle scarpe: “Ormai al giorno d’oggi le valutazioni si fanno in base agli ultimi 2 Gran Premi. Se vieni dal nulla e fai due belle prestazioni sei un eroe, se come me vinci 50 gare ma hai qualche periodo di appannamento vieni giudicato nella media. Ha poi rincarato sottolineando come non gli interessi “quello che pensa la gente. Il nostro mondo va avanti e non si può restare fermi nel passato. Fangio è stato un grandissimo, ma un 15enne probabilmente non sa chi sia e questo alla fine non è sbagliato, il tempo passerà sempre”.

Sono certo che, quando darò addio alla Formula 1, verrò dimenticato rapidamente. E penso sia giusto così”, ha precisato ancora Vettel. “Per questo non sono preoccupato dal dover dimostrare qualcosa alla gente e mi concentro solo su me stesso e chi ho di fronte”. Suona quindi la carica il tedesco, alle prese forse con l’ultima spiaggia per dimostrare davvero di essere ancora un pilota da titolo soffocando la voglia di emergere dei giovani talenti. A partire dal figlio del suo nuovo capo, Lance Stroll, che sarà il suo primo avversario.

Automobilismo

La posta sale, Hamilton risponde ancora. Sua la pole a Imola

Max Verstappen soffre ancora un po’ la pressione per la lotta al titolo mondiale.

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Non c’è più traccia dei problemi di bilanciamento sofferti dalla Mercedes in Bahrain, sia nei test che nel primo Gran Premio della stagione. A Imola la W12 non si muove più sul posteriore e questo permette a Bottas e soprattutto Hamilton di spingere a livello delle Red Bull, apparse da subito al top quanto a carico aerodinamico e grip meccanico. Per pochi millesimi, tuttavia, la differenza in qualifica l’ha fatta come al solito il sette volte Campione del Mondo, che aggiunge così il tracciato emiliano alla sua collezione di piste in cui ha conquistato la pole, arrivata a quota 30.

Alle sue spalle suona il primo colpo Sergio Perez, in difficoltà in qualifica finora al suo debutto in Red Bull. Soprattutto, però, per questo motivo Max Verstappen esce doppiamente sconfitto: dopo aver dominato le FP3, l’olandese sbaglia al Tamburello nell’ultimo tentativo e perde così entrambi i duelli, sia quello contro il compagno di squadra che quello contro il rivale nella lotta al titolo. Altra prestazione superba di Charles Leclerc, che arpiona la quarta posizione davanti ai pimpanti Gasly e Norris – battuto da Ricciardo solo per la cancellazione del suo ultimo straordinario tempo – e a uno spento Bottas.

Giornata negativa per Alonso e Vettel, esclusi dal Q3 per mano dei rispettivi compagni di squadra, Ocon e Stroll. Prosegue quindi il momento difficile per il tedesco, apparso ancora molto meno a proprio agio con la sua Aston Martin rispetto a Stroll, anche dagli on board. Splendida prestazione, invece, per Mick Schumacher, non solo nettamente più veloce del compagno Mazepin, ma molto vicino anche alle più performanti Alfa Romeo. In una gara che sarà caratterizzata da una sola sosta, cruciali saranno la partenza e la gestione delle tempistiche della sosta, ma con un occhio sempre a possibili finestre di Safety Car con le barriere molto vicine al tracciato e con delle trappole che a Imola sono sempre dietro l’angolo.

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Automobilismo

Il venerdì di Imola è della Mercedes, ma il miglior tempo è della Ferrari

Cancellato il miglior tempo di Leclerc per una lieve violazione.

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Dopo una sessione di FP1 ingiudicabile, caratterizzata dal troppo traffico nel finale, sono le FP2 a delineare i primi verdetti del weekend imolese. Le Mercedes monopolizzano la sessione con Valtteri Bottas ancora pimpante in terra emiliana, avanti di soli 10 millesimi su Lewis Hamilton. Il miglior tempo lo avrebbe però realizzato Charles Leclerc, quasi 2 decimi più rapido di quello di Bottas, ma è stato cancellato per aver superato i limiti della pista in uscita dalla Piratella per pochi centimetri, ottenendo comunque un vantaggio insignificante sul cronometro.

La Ferrari chiude la sua splendida giornata con il quarto posto di Carlos Sainz, a 2 decimi di ritardo da Bottas, alle spalle però anche dell’AlphaTauri di Pierre Gasly. La scuderia di Faenza, sulla pista di casa, si dimostra ancora una forza importante in questo campionato anche grazie ai progressi Honda. Fermato da un problema alla trasmissione, Max Verstappen si ferma con largo anticipo e non riesce a svelare il potenziale della Red Bull: sarà quindi costretto a lavorare molto domattina nelle FP3 per trovare il giusto set up per la qualifica.

Male la McLaren, scesa temporaneamente a quinta forza del weekend, mentre continuano le difficoltà per Alpine e per il binomio Vettel-Aston Martin, con il tedesco ancora alle spalle del compagno Stroll. In coda le due Haas, con Mazepin ultimo e protagonista di tre errori, mentre da segnalare la performance di Nicholas Latifi che batte Goerge Russell di oltre 3 decimi nel duello Williams. Le simulazioni gara danno chiaramente strategia a una sola sosta, ma sarà soprattutto la qualifica a indirizzare l’andamento del Gran Premio dell’Emilia Romagna.

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Automobilismo

La Formula 1 si prepara a riabbracciare Imola

Nuovo ritorno nell’iconico circuito per il “Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna”.

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Istituito nel 1980 come Gran Premio d’Italia, nell’unica stagione della storia della Formula 1 in cui è mancato Monza, il tracciato di Imola sembrava aver sepolto le speranze di ospitare la Formula 1 dopo il 2006. Forse un po’ anacronistico, dotato di una sede stradale relativamente stretta per la moderna Formula 1, Imola è stato proposto nel calendario ultra-arrabattato della stagione 2020, tra l’altro in una data – il primo novembre – in cui rischiava di offrire condizioni climatiche impraticabili. La cancellazione di Cina e Vietnam nel 2021 ha nuovamente dato spazio al tracciato emiliano, invocato a furor di popolo dai piloti che lo hanno apprezzato notevolmente – tra cui Charles Leclerc con un esplicito post sui propri canali social giusto qualche ora fa.

Soltanto uno di essi, Kimi Raikkonen, ha corso a Imola sia negli anni Duemila che la scorsa stagione, ma quest’anno sarà un altro pilota a fare ritorno nella pista che lo vide protagonista nelle edizioni 2005 e 2006: Fernando Alonso, autore di una leggendaria vittoria nel 2005 con un piccolo problema meccanico al motore Renault, che non ha però pregiudicato una lunga difesa su uno scatenato Michael Schumacher. Imola è stato il teatro di altri episodi passati alla leggenda, nel bene e nel male: il weekend funesto del 1994, con i due incidenti mortali di Ayrton Senna e Roland Ratzenberger, e quello pervaso dalle lotte politiche del 1982, lo sciopero dei team inglesi e la lotta intestina in Ferrari – mai chiarita fino in fondo nelle dinamiche – tra Didier Pironi e un Gilles Villeneuve sentitosi defraudato di una vittoria.

Sono davvero troppe, forse tutte, le curve del tracciato passate alla leggenda. Si passa dalla Variante del Tabmurello alla Villeneuve, dalla Tosa alla difficilissima Piratella: forse quest’ultima rappresenta la sfida più grande su quanto acceleratore utilizzare, visto che le vetture 2021 hanno da regolamento perso parte del carico aerodinamico del 2020. E poi la difficile frenata in discesa della Rivazza, trappola di errori nel caso in cui il pilota inseguito avverta troppo la pressione, come accaduto a Valtteri Bottas proprio lo scorso novembre. L’eliminazione dell’ultima variante, poi, rende il rettilineo dei box ancora più lungo e propizio per i sorpassi, assicurando che anche nel 2021 a Imola regnerà lo spettacolo.

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