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La Dinamo “passeggia” a Roma per la terza volta

Vittoria dei sardi

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Qualche illusione romana nel primo quarto, poi dominio sardo

ROMA PalaLottomatica

Bisogna dirlo, alla Dinamo basta entrare nella capitale per trovare la forza di vincere duro. La lupa la carica, la rende vogliosa di dominio, affamata di vittoria straziante sulle sue prede, che fanno di tutto per evitare l’ennesima beffa targata Dinamo Sassari. E non basta. Pozzecco sembra Conte, i neoentrati Kruslin, Pusica e Treier giocano come se dovessero conquistare l’NBA, Bendzius stupisce tutti, e Bilan si risolleva dopo il calo pre-COVID.

Dal bottino giallorosso al dominio sardo, in due quarti

Il primo quarto, a sorpresa, è a favore dei di casa: Wilson trascina i padroni per metà tempo, mettendo, dopo 1′ e 31 secondi tra le rivali 4 punti di scarto. Tuttavia, Spissu e Bendzius non ci stanno, il primo in particolare, che ribalta il punteggio e propizia le performance di Burnell e Bendzius, neoacquisti volenterosi di un trofeo in Italia.

Neanche Baldasso riesce a riavvicinare i padroni agli ospiti, che viaggiano a 1000 all’ora toccando +21 al 19′, quale massimo vantaggio di tempo, forte di un unione d’intenti di tutti e 5 gli elementi in campo, condito da ottimi controlli e dalla voglia di ragionare nelle fasi passive, spesso ostiche per i biancoblu.

Solo Dinamo, tutti a ruota libera

I giallorossi appaiono quindi pietrificati, e nemmeno l’intervallo riesce a caricarli come si deve. Il terzo quarto le da’ una soddisfazione, in quanto Cervi mette a segno una sestina vincente, costituita da 6 reti consecutive.

L’illusione di ricostruzione, tuttavia, è a tempo, in quanto la corazzata Dinamo mette in rete un elemento dietro l’altro, lasciando la Roma alla mezz’ora (fantasma) sotto quota 50 pts: da Campogrande, aggregato dalla Primavera, a un Pusica scatenato, da Gandini alla prima rete, a Burnell che effettua azioni che sembrano un mix tra pallacane stro e arti marziali.

Ma ai giallorossi colpisce più che altro il nervosismo, con Heat colpito da infortunio e Farley falloso più che mai: in questo caso si puo’ contare sulla coppia Wilson-Baldasso, che quando inizia a proporre un gioco quasi vincente è troppo tardi. La Roma prenderà la rivincita a Sassari? O sarà altro dominio Dinamo? Attenderemo gennaio, sperando in una situazione di salute migliore, per dirvelo con piena certezza.

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Virtus Arechi, ko in casa della Luiss Roma

Non inizia nel migliore dei modi il girone di ritorno

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Non inizia nel migliore dei modi il girone di ritorno per la Virtus Arechi Salerno, dopo aver comandato per trenta minuti in casa della Luiss Roma i blaugrana alzano bandiera bianca proprio nei momenti decisivi (86-69 il finale).

Con Maggio costretto nuovamente a dare forfait, la squadra di coach Parrillo si approccia alla partita nel modo corretto. L’iniziale +3, gestito con relativa tranquillità per qualche minuto, in chiusura di primo quarto diventa +10 con i liberi di Rossi e i 5 punti di Mennella e in avvio di secondo periodo + 11 dopo la tripla di Cardillo.

A seguire Beatrice dall’arco dei tre punti e Valentini nel pitturato trascinano la Virtus anche sul 33-45, ma prima dell’intervallo lungo arriva la reazione della Luiss che con i canestri di Murri (2pt) e Martino (4pt) chiude il primo tempo sul 42-46.

A inizio ripresa, invece, l’ex di turno Sanna riduce ulteriormente il gap, ma proprio nel momento più complicato la Virtus risponde presente con la “bomba” di Rezzano e 4 punti di un reattivo Gallo che obbligano i padroni di casa al time-out al 24’ con il tabellone che recita 48-58.

Ma anche in questa circostanza la Luiss non alza bandiera bianca e ricuce lo strappo, il 63-64 prima degli ultimi dieci minuti di gioco preoccupa sì ma non lascia immaginare a un cambio di rotta.

Ed invece proprio in chiusura tocca alla Virtus sventolare la citata bandiera bianca, i soli 5 punti segnati e i 23 subiti bastano per capire cosa accade nell’ultimo periodo di gioco che obbliga quindi Salerno alla quarta sconfitta stagionale.

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Virtus Arechi, Sabato trasferta a Roma contro la Luiss

Coach Parrillo: “Il lavoro ci darà ragione”

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Imperativo ripartire, immediatamente. Dopo la sconfitta in casa della capolista, la Virtus Arechi Salerno è chiamata a ritrovare subito il feeling con la vittoria.

La prima occasione capiterà sabato pomeriggio, palla a due alle ore 18:00, quando i blaugrana faranno visita alla Luiss Roma.

Quaranta minuti che daranno il via al girone di ritorno del raggruppamento D1, che arriveranno dopo l’ennesima settimana vissuta tra mille problemi fisici che continuano a condizionare il lavoro di preparazione:

Ci aspetta un’altra battaglia dal punto di vista sportivo, ma lo sappiamo bene perché è sempre così quando si affronta una squadra intensa come la Luiss – la vigilia a firma coach Adolfo Parrillo . 

Abbiamo una grande voglia di riscatto dopo la sconfitta dell’andata che ci lasciò l’amaro in bocca, in più ci sentiamo comunque rafforzati dopo la gara con Rieti dove a sprazzi, pur sapendo quindi di non aver giocato a livelli altissimi tutta la gara, abbiamo fatto buone cose dal punto di vista tecnico e dell’intensità.

Sono convinto che il tempo e la continuità di lavoro, che ci auguriamo possa essere svolto finalmente con almeno gran parte della squadra a completa disposizione, ci darà ragione nel corso della stagione”.

Ma intanto, domani, la Virtus si ritroverà la migliore squadra del girone D1 per quello che riguarda i rimbalzi catturati dopo sette giornate di campionato: “Toccherà essere molto attenti e andare sistematicamente a rimbalzo, anche con i “piccoli”.

Sappiamo, infatti, che da questo punto di vista la Luiss ha giocatori con caratteristiche specifiche – il pensiero del capo allenatore blaugrana -. Per cui non dovremo distrarci e non scappare subito via, ma al tempo stesso dovremo essere anche bravi a saper dare fastidio nel loro pitturato”.

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Basket: Milano batte il Bayern Monaco

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Olimpia Milano

L’Ax batte il Bayern Monaco (75-51) conquista il vantaggio nel doppio scontro diretto e mette insieme la tredicesima vittoria in Eurolega (la quarta consecutiva) con una prova al limite della perfezione, pareggiando anche un record storico: in epoca moderna l’Olimpia aveva subito 51 punti solo due volte nel 2009 con Oldenburg e nel 2014 con l’Olympiacos, l’ultima stagione in cui Milano arrivò ai playoff. (ANSA)

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