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Jannik Sinner, il fenomeno con la faccia da bambino ma con la testa dei grandi

Il nostro commento

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Il destino ci mette davanti a dei ricorsi che possono essere anche inquietanti, a volte. Nella scorsa stagione Jannik Sinner ottenne l’ultimo suo successo trionfando nelle Next Gen di Milano contro Alex De Minaur in finale. Il fato li ha fatti affrontare di nuovo giovedì, ad un anno ed un giorno esatti dalla sfida milanese e per fortuna l’esito è stato lo stesso: vittoria e passaggio alle semifinali del torno di Sofia, dove oggi ha portato a casa il suo primo trofeo nel circuito ATP. Ah, che strano che è il destino. Chissà cosa sarebbe accaduto se al posto di De Minaur ci fosse stato un altro giocatore, magari anche di un livello superiore. Chissà se ora stessimo elogiando il gioiello cristallino di Riccardo Piatti come ora, o se avremmo analizzato una mancata occasione di un ragazzino ritenuto fortissimo ma ancora troppo acerbo per vincere un torneo ATP.

Era da tanto, troppo tempo che il tennis italiano non aveva tra le mani un talento del genere. Ora si parla giustamente di “predestinato”, “fuoriclasse” e non bisogna avere paura di dirlo perchè quelli come lui “passano con la stessa frequenza della Stella di Halley” direbbe Flavio Tranquillo. Come per tutte le cose nella vita avrà bisogno di tempo per arrivare ad alti livelli, nella tanto sperata Top-10 e per raggiungere con continuità grandissimi risultati nei tornei più importanti. Ed avrà bisogno di perdere partite importanti per mettere esperienza nel proprio bagaglio, magari ci saranno degli acciacchi fisici che ne fermeranno la crescita ma l’obiettivo è ben delineato.

Non è una questione solo di campo però. Jannik Sinner è un fenomeno anche mediatico: mai avremmo pensato di poter vedere una finale del più basso livello del circuito ATP in chiaro, su uno primi tre canali della nostra televisione. Anche Lorenzo Sonego arrivò in finale qualche settimana fa a Vienna, nel percorso battè anche Nole Djokovic ma nessuno mai pensò di trasmettere il suo ultimo atto del torneo su RAI 2. L’età è il fattore principale della differenza tra le due situazioni, Sinner (19 anni e tre mesi) ha solo un mese in più di Djokovic di quando il 23 luglio vinse il suo primo torneo ATP. E giustamente i media puntano su di lui per spingere la rinascita del tennis italiano.

Ciò che colpisce di Sinner non sono tanto i colpi in campo, non c’è nemmeno bisogno che debba spiegare quali sono i suoi punti di forza e di debolezza. La differenza è nella testa di Jannik: è umile e saggio nelle scelte che prende sul campo di gioco, qualità che non sono di certo comuni per un ragazzino neppure 20enne. Basti pensare alle scenate di Kyrios ad esempio, o alle sfuriate di Zverev, che purtroppo spesso si vedono quando perdono la testa. Invece la calma di Sinner è disarmante, non solo nelle sconfitte ma soprattutto nelle analisi quando c’è da sottolineare una vittoria: “Vincere un torneo è sempre speciale, soprattutto con un match così equilibrato, preferisco vittorie di questo tipo piuttosto che un 6-1 6-1” ha sottolineato alla fine della gara contro Pospisil. E poi quella capacità di soffrire mentalmente, di saper aspettare che la partita giri a sé, di saper alzare il proprio livello di gioco nei momenti cruciali non si insegna mica. O ce l’hai, o non ce l’hai. Ieri Jannik Sinner ha scritto una pagina importante del tennis italiano, ma fidatevi: il meglio deve ancora venire.

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ATP ranking: a fine stagione com’è cambiata la classifica?

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Il tennis internazionale va in vacanza dopo una stagione difficile, complessa, anch’essa preda inerme della pandemia. Arrivati a fine novembre, dopo un intero anno trascorso tra i campi da gioco di tutto il mondo, i professionisti della racchetta devono tirare le somme, valutare i pro e i contro di un’annata particolare e pensare già al 2021 con la mente rivolta agli Australian Open, il primo Grande Slam di gennaio. Chi si può godere a pieno il relax è Novak Djokovic. Il campione serbo ha chiuso il 2020 alla prima posizione con 12.030 punti complessivi. Non è stata la stagione migliore della sua straordinaria carriera ma ha comunque potuto togliersi più di una soddisfazione, con quattro titoli vinti (tra cui due Masters 1000 e lo Slam australiano) e la finale al Roland Garros. Dopo 2011, 2012, 2014, 2015 e 2018, questa è la sesta volta che Novak termina l’anno in vetta alla classifica ATP. Dietro di lui, alla seconda posizione con 9.850 punti, troviamo Rafael Nadal. Per il maiorchino è stato un anno magro con solo due tornei vinti, l’ATP 500 di Acapulco e lo Slam parigino. Quest’ultimo, tuttavia, gli ha permesso di aggiungere un altro tassello alla sua bacheca da record. Nadal, infatti, ha alzato al cielo il trofeo del Roland Garros per ben 13 volte, di cui quattro consecutivamente dal 2017 a oggi.

Al terzo posto, poco distante dallo spagnolo, c’è Dominic Thiem con 9.125 punti. L’austriaco quest’anno ha raggiunto il suo best ranking e aggiunto al palmarès gli US Open, la recente finale disputata alle ATP Finals e quella agli Australian Open. Fuori dal podio c’è Daniil Medvedev, fresco vincitore delle Finals londinesi e del Masters 1000 di Parigi Bercy. Se per lui il 2019 è stato l’anno della consacrazione tra i top 10, il 2020 ha un po’ deluso le aspettative. I fari puntati su di lui forse hanno creato un effetto controproducente. Tuttavia, Medvedev per la sua giovane età ha dimostrato una grande maturità di gioco che gli ha permesso di rinsaldare il suo ranking a fine stagione. Al quinto posto ritroviamo Roger Federer. Lo svizzero è dentro la top 5 della classifica ma ancora fuori dai campi. L’operazione al ginocchio destro si è rivelata più rognosa del solito e il recupero ancor più duro. L’obiettivo suo e del suo staff rimane comunque quello di tornare per il primo Slam del 2021.

Nella seconda metà della top 10 troviamo Stefanos Tsitsipas con 5.925 punti. Il ragazzo greco a soli 22 anni è il più giovane dei suoi colleghi. Questa stagione non è stata molto soddisfacente, con una sola vittoria, quella dell’ATP 250 di Marsiglia e due finali, ad Amburgo e Dubai. Un passo indietro rispetto all’anno precedente in cui aveva conquistato tre tornei e tre finali. A seguire a ruota, rispettivamente al 6° e 7° posto, troviamo Alexander Zverev e Andrej Rublev (5.525 punti il primo, 4.119 il secondo). Per il tedesco non è stato un anno facile, alla luce delle accuse di violenza denunciate dalla sua ex fidanzata. Zverev ha trionfato due volte a Colonia e perso in finale a Parigi-Bercy e agli US Open contro Thiem. Per il russo Rublev, invece, il 2020 è stato il suo anno, in cui si è imposto come il tennista più vincente con ben cinque titoli aggiudicati negli ultimi 11 mesi.

Dopo di lui alla 9a posizione, con 3.455 punti, c’è l’argentino Diego Schwartzman, un’altra rivelazione del circuito maggiore. Il giocatore di Buenos Aires ha fatto esplodere tutto il suo talento durante gli Internazionali d’Italia. Nonostante non abbia messo in bacheca nessun trofeo quest’anno, ha comunque raggiunto tre finali ed è entrato per la prima volta in carriera nella top 10 ATP. Al decimo posto del ranking rimane Matteo Berrettini con 3.075 punti collezionati. L’azzurro che l’anno passato ha attirato su di se l’attenzione mediatica del tennis internazionale, questa stagione non è riuscito ad esprimersi al meglio, precludendosi anche la possibilità di rientrare nel draw delle ATP Finals.

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Daniil Medvedev trionfa alle ATP Finals di Londra

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Daniil Medvedev è il vincitore indiscusso delle ATP Finals 2020 di Londra. Il tennista russo, n. 4 del ranking, ha alzato l’ultimo trofeo stagionale dopo un match intenso, combattuto contro l’austriaco Dominic Thiem. Numero 4 e numero 3 ATP a confronto. Uno contro l’altro in un incontro adrenalinico, ricco di qualità. Un grande spettacolo degno dei due campioni e della competizione che quest’anno è giunta alla sua 50esima edizione. Il 24enne di Mosca ha portato a casa la vittoria in rimonta con il punteggio finale di 4-6 7-6(2) 6-4. La partita si è giocata su un equilibrio molto sottile spezzato per la prima volta con il break conquistato da Thiem durante il primo parziale. Vantaggio fondamentale per lo sviluppo e la chiusura del set in suo favore. La musica però cambia nel set successivo. Un testa a testa che si è protratto fino al tie break dove il tennista austriaco ha ceduto. Come il primo anche il terzo parziale è stato condizionato da un break, stavolta messo a segno da Medvedev. Dando uno sguardo complessivo sul match, quel che si evince è la straordinaria classe dei due professionisti, che hanno messo in campo il meglio del loro repertorio. Entrambi hanno rischiato tanto, spingendo e cercando le righe. Il pubblico presente è stato delizioso da uno show sensazionale di ben 2 ore e 42 minuti di gioco.

Per Medvedev si tratta di una bella soddisfazione che gli permette così di consolidare il quarto posto in classifica e di mettere in bacheca il nono trofeo della sua giovane carriera. Tuttavia per lui il 2020 non è stato l’anno più brillante. Infatti, non è riuscito a mantenere gli stessi livelli del 2019, stagione che lo ha consacrato nell’olimpo del tennis mondiale dopo cinque finali e quattro titoli conquistati in soli 12 mesi. Nonostante le varie difficoltà, la discesa in termini di rendimento e vittorie, Daniil è stato capace di dare una sterzata al suo percorso nell’ultimo mese, con il trionfo al Masters 1000 di Parigi e alle Finals di Londra. Due competizioni giocate a pochi giorni di distanza, entrambe sul veloce. Analizzando solo la competizione britannica il tennista moscovita ha ribaltato i pronostici dettati dalla classifica, riuscendo a sconfiggere i top 3 ATP che lo precedono: Djokovic, Nadal e Thiem.

<<Sono molto contento quando vinco un torneo, specialmente se è l’ultimo della stagione – ha dichiarato Daniil Medvedev a fine partita -. Dominic è un grande giocatore. Oggi contro di lui è stata molto dura e mi auguro che in futuro potremo avere l’opportunità di giocare match come questi. Ho anche saputo che Nikolay Davidenko stava commentando il match per la televisione russa. Mi ricordo quando lui vinse qua, io avevo tredici anni. Abbiamo parlato dopo l’incontro e sono davvero felice che entrambi siamo riusciti a vincere questo torneo, entrambi a Londra>>.

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ATP Finals: i top 8 alla conquista dell’ultimo torneo stagionale

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Tornano le ATP Finals. Il classico appuntamento di fine stagione giunto alla sua 50esima edizione. Una grande e rinomata competizione che ogni anno ospita l’olimpo del tennis professionistico. Per il 2020 gli otto giocatori chiamati a darsi battagli sono Novak Djokovic, Rafael Nadal, Dominic Thiem, Daniil Medvedev, Stefanos Tsitsipas, Alexander Zverev, Andrej Rublev e Diego Schwartzman. Manca all’appello Roger Federer. Il campione svizzero, infatti, è ancora in balìa dei postumi dell’operazione al ginocchio destro. Un duro e lento recupero che lo ha costretto a saltare l’intera stagione. Al suo posto si è presentato il n. 9 del ranking, l’argentino Schwartzman.

Le regole del gioco sono semplici. Ci sono due gironi: Tokyo 1970 (per celebrare il 50° anniversario del torneo) e Londra 2020. Gli otto partecipanti sono stati suddivisi nei due rispettivi gruppi. Ma solo la metà di loro accederà alla fase successiva: lo scontro diretto. I primi due classificati di ogni girone andranno alle semifinali e quindi potranno proseguire la corsa verso la vittoria finale. Nel gruppo Londra 2020 si sono imposti Dominic Thiem e Rafael Nadal. L’austriaco, n. 3 del mondo, è riuscito a qualificarsi dopo due match al cardiopalma, uno di questi disputato e vinto proprio contro il maiorchino. Quello tra i due è stato un incontro intenso, terminato al tie break in entrambi i parziali. Il fuoriclasse spagnolo ha poi dovuto rimboccarsi le maniche per strappare il pass di accesso alla semifinale. Si è giocato l’ultima chance contro il campione in carica, Stefanos Tsitsipas, classe 1998 e n. 6 del ranking. Il tennista di Atene non ha però giocato le carte giuste, perdendo dopo tre set per 4-6 6-4 2-6 e consegnando la qualificazione nelle mani di Nadal. Ad essere matematicamente fuori dalla competizione britannica è Andrej Rublev. Il bilancio di due sconfitte e una vittoria è una vera sentenza che lascia dell’amaro in bocca. Va comunque sottolineata la grande performance stagionale del tennista russo che in questo 2020 è stato capace di raggiungere importanti traguardi come l’ingresso in top 10 e la conquista di ben 5 titoli. Numeri significativi che lo hanno consacrato e incoronato come giocatore più vincente dell’anno.

Dall’altra parte del seeding, nel girone Tokyo 2020 delle ATP Finals, a farla da padrone è stato Daniil Medvedev. Il 24enne di Mosca si è prenotato per la semifinale, vincendo sia contro Djokovic che contro Zverev. Due prestazioni magistrali, all’altezza dei suoi sfidanti, in cui non ha ceduto nemmeno un set. Ora il n. 1 e il n. 7 ATP dovranno contendersi il posto vacante per garantirsi il passaggio al prossimo turno. Diego Schwartzman, invece, ha dovuto dire addio precocemente al torneo. Il 28enne di Buenos Aires è rimasto come fanalino di coda, dopo aver perso due incontri su tre. Sebbene non abbia brillato in terra londinese, può comunque andare in vacanza col sorriso. Il bilancio stagionale per lui è più che positivo, guardando alla conquista del suo best ranking in carriera (n. 8 il 10/12/2020) e alle tre finali giocate a Roma, Colonia e Cordoba.

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