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Il Cagliari si “elimina” con la Klavan: finale beffa

Pareggio con lo Spezia

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Il centrale concede un rigore sacro al 93′ vanificando il lavoro di Pavoletti e Joao Pedro


Cagliari 2
Spezia 2

Primo tempo: 0-1

GOL: 36′ Gyasi (SP), 51′ Joao Pedro (CA), 58′ Pavoletti (CA), 93′ Nzola (SP(rig.))

CAGLIARI (4-2-3-1): Cragno; Zappa, Klavan, Walukiewicz, Carboni (73′ Tripaldelli); Marin, Rog; Ounas (77′ Faragò), Joao Pedro, Sottil (89′ Caligara); Pavoletti (77′ Cerri).
A disposizione: Aresti, Vicario; Pinna, Pisacane, Cusumano; Oliva; Tramoni, Contini.
Allenatore: Di Francesco.

SPEZIA (4-3-3): Provedel; Ferrer (46′ Sala), Terzi (63′ Chabot), Erlic, Bastoni; Estevez (63′ Deiola), Ricci (84′ Piccoli), Maggiore; Gyasi (80′ Agudelo), Nzola, Farias.
A disposizione: Rafael, Krapika; Marchizza, Salva, Ismajli, Vignali; Acampora, Agoume, Mastinu.
Allenatore: Italiano.

AMMONITI: 30′ Ferrer (SP), 33′ Terzi (SP), 43′ Estevez (SP), 81′ Chabot (SP).

ARBITRO: Marini di Roma1.

CAGLIARI Stadio SardegnArena

Quando Simeone non c’è, il Cagliari balla. Anzi, diciamolo, ballicchia, dato che un punto lo conquista, tra stupore finale e rabbia dalla panchina. Soprattutto se si pensa che il punto ottenuto contro il neopromosso Spezia è ottenuto per un fallo decisamente suicida nel finale, degno di chi ha voglia di rovinare una rimonta sudata e costruita. Per consolarci, possiamo dire che almeno hanno guadagnato un punto utile per scampare ai bassifondi, per rimanere nelle zone di sicurezza. Ma per l’assalto alla zona destra… bè, per quella ci vorrebbe più attenzione nel difendere il vantaggio.

L’analisi

Tiro al gol

Prima del match, come in tutti i campi, un minuto di silenzio in onore di Maradona, coi giocatori riuniti intorno al cerchio di centrocampo a testa bassa. Medesima azione al 10′, come il suo numero di maglia.

Per quanto concerne, invece, il gioco, nella prima mezz’ora a farsi notare è Farias, un ex, che mette in chiaro di voler sbancare il SardegnArena. La prima occasione è al 7′, ma la difesa non gli permette di inquadrare lo specchio della porta; al 16′ ci tenta di nuovo, con la difesa distratta, ma caccia fuori; il terzo tentativo è invece al 23′, ove beffa tre difensori e spara addosso a Cragno, il quale respinge a largo.

In mezzo si fa notare il Cagliari, al 12′, con un cross di Joao Pedro per Ounas, il quale salta Terzi e prova il colpaccio del vantaggio, ma Provedel lo neutralizza seduta stante. Lo Spezia, nonostante il costante possesso palla, appare nervoso in fase difensiva, ed ecco che Ferrer e Terzi, alla mezz’ora, vengono ammoniti in tentativo di contropiede.

Crollo e rimonta

Alle ammonizioni lo Spezia risponde subito con il gol del vantaggio: al 36′, dribbling di Bastoni, lancio corto per Gyasi che, tutto solo, trova di botta sicura il vantaggio. Ma per rimanere sull’abitudine, al 43′, Estevez si aggiunge alla lista gialla, cacciando gambe all’aria Carboni. Prima del duplice fischio, Walukiewicz sfrutta una punizione a favore, con una testata che però Provedel riesce a parare.

Nel secondo tempo, passano 5′ ed inizia la remuntada sarda: al 51′ Joao Pedro vince un rimpallo vagante in area, avendo piazza libera per sigillare la bomba del pareggio; al 58′, poi, ritorna in scena Pavoletti, con un tacco su assist di Zappa che segna il suo ritorno in gol dopo 45 partite. Il Cagliari, ora, domina il match, e va vicino al terzo gol al 69′, con Sottil che ruba e mette in mezzo per Ounas, che scaglia sul palo mettendosi le mani nei capelli.

Nuova ricerca e beffa finale

Il dominio, tuttavia, dura pochissimo, fino al 71′, quando Chabot si fa avanti e replica l’azione precedente su corner di Deiola. Lo stesso Chabot ci riprova al 75′, sempre con Deiola su corner, ma con Maggiore che caccia a largo. Il Cagliari risponde al 78′, con il neoentrato Cerri che imbuca per Sottil, il quale solo davanti a Provedel si fa ipnotizzare, respinta, tap-in di Rog, ma pallone fuori.

Se al 90′ la partita sembra decisa, dopo un botta e risposta tra Cerri e Piccoli, entrambi parati dai rispettivi portieri, ecco che al 92′ accade l’impensabile: Klavan commette fallo in area su Piccoli davanti a Mariani che, senza il VAR, concede rigore. Nzola, dagli 11 metri, non si fa pregare per battere Cragno con un destro angolato, e decretare il punteggio definitivo, oltre che una beffa punitiva per il Cagliari, ben meritata, visto che aveva tutto il tempo di chiudere sul 3-1, oltre che le occasioni. Ed invece no, solo errori dal 2-1.

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Ngissah dalla Vis Pesaro alla Pro Sesto

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Ngissah dalla Vis Pesaro alla Pro Sesto. Ecco il comunicato ufficiale.

La società Pro Sesto comunica di aver acquisito le prestazioni del calciatore Bismarck Ngissah, che ha firmato un contratto fino a giugno 2021. Attaccante centrale ghanese classe 1998, Bismark proviene dalla Vis Pesaro.
Cresciuto nel settore giovanile del Chievo Verona, in carriera ha già militato in serie C vestendo le maglie di Imolese e Viterbese. 

A Bismarck il caloroso benvenuto da parte di tutta la Società! 

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Calcio

Miracolo Italiano

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Clamoroso al Cibali? No, clamoroso all’Olimpico. Crolla la Roma, vola lo Spezia. Al di là dei demeriti della compagine giallorossa e dell’errore da matita blu che le avrebbe comunque fatto perdere la gara a tavolino, per aver messo in campo un sesto giocatore nel supplementare, violando il protocollo dei 5 cambi, argomenti sviscerati su queste colonne da altre penne ed angolature, urge sottolineare i meriti di una squadra che fino a qualche mese fa era in serie B e non aveva vissuto nemmeno un minuto di serie A.

Quando gioca contro le laziali: si scatena. Ad Agosto ebbe la meglio sul Frosinone nella sfida decisiva del play off, ora sgambetta la Roma dalla coppa nazionale e non a caso, ma rifilando alla masnada di Fonseca quattro gol, creando, e dando sempre l’impressione di essere lì, con un fortino di desideri, grande così. Sentire la voce di Vincenzo Italiano, 43 anni, ex centrocampista tutto fosforo ed alla sua prima stagione in a da tecnico, che nell’extra time, urla ai suoi a squarcia gola: “Non fate fallo” sa di calcio antico trapiantato in questo nuovo, dove a furia di voler essere perfetti, si risulta persino cavillosi e ridicoli.

 Non è cervellotico il gioco di Italiano e non ha bisogno di nessun magma index o simili trovate ipertecnologiche. Anche le sue parole, nella conferenza post passaggio del turno, denotano semplicità: “All’inizio del campionato, non abbiamo mai mollato, ora proviamo anche a creare, rispetto al solito, qualche palla in più”. Attenzione semplicità ma non semplicismo. Così, è andato a vincere a Napoli, ha di fatto decretato l’esonero di Giampaolo dalla panchina del Toro col pari di sabato ed ora, dulcis in fundo, ecco il coupe de theatre, sbatter fuori la Roma a casa sua, in prima serata, dove Saponara fa sostanzialmente quello che fece Sneijder al suo primo derby nel 2009: appena arrivato a Milano, Mou lo mise dentro e l’olandese fece il resto. Anche Lorenzo da Forli, gettato nella mischia da poco arrivato dalla Fiorentina, ha fatto il resto. Si è procurato il rigore del vantaggio, poi gran gol sotto il sette, non è uscito, e qui va dato il merito al mister che non lo ha fatto riposare per il campionato, che non si è lasciato arrovellare l’istante da calcoli conservativi, vedi Ballardini contro la Juve settimana scorsa, ma lo ha tenuto tutta la partita, fidandosi del suo talento e in barba a tutti i prudenti che non giocando da un po’, magari, lo avrebbero risparmiato.

Poi, ci ha pensato il trequartista, e quel suo saper incidere nei momenti che meno t’aspetti. Uno che ha sofferto tanto nella sua carriera e che se ha dato meno è perché, oltre ai suoi infortuni, forse, chi lo ha avuto fino ad ora, non lo aveva mai compreso e lasciato libero di esprimersi. E di giocare tutta la partita. A Roma, contro la Lazio e quando vestiva la maglia della Samp, fece un eurogol. Ma è nel secondo supplementare che delizia i palati fini: prima dà il via all’azione che porta al terzo gol spezzino firmato dalla testa di Verde.

Infine, nel regno sacro di sua maestà Francesco Totti, per tanti anni palcoscenico delle prodezze del numero 10 dei numeri 10 giallorossi, ecco un cucchiaio tottiano a chiudere il sipario. Chapeau Spezia. Hai onorato l’occasione, ci hai mostrato come se ami questo sport e lo vivi con un giusto mix tra passione e concentrazione, non solo puoi arrivare in A ma puoi anche andare avanti in Coppa Italia, facendo la voce grossa, ma rimanendo piccolo dentro. Si,in tempi di barbine figure politiche nostrane, un gran bel miracolo Italiano, qualcosa di Spezia(le).

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Lazio: Luis Alberto operato

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Lazio: Luis Alberto operato. La nota della Società.

Nella serata odierna, presso la Clinica Paideia, il calciatore Luis Alberto è stato sottoposto in urgenza ad intervento chirurgico per appendicite acuta. L’intervento chirurgico, perfettamente riuscito, è stato eseguito dal dott. Marco Catarci e dalla sua equipe alla presenza del dott. Fabio Rodia. Il calciatore verrà sottoposto nelle prossime ore a monitoraggio clinico per stabilire i tempi per la ripresa dell’attività.

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