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Eurolega – Final 4: L’Anadolu Efes batte il Barça e sale sul trono d’Europa. AX Milano al terzo posto.

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Anadolu Efes Istanbul

COLONIA – L’Anadolu Efes Istanbul è campione d’Europa, seconda squadra turca a vincere la massima competizione europea dopo il Fenerbahce.

La finale di Eurolega contro il Barcellona (81-86) ha premiato con merito i ragazzi di coach Ergin Ataman, che hanno portato a compimento un triennio pazzesco, portando a casa con un anno di ritardo un titolo che, se non fosse stato per l’annullamento della scorsa stagione, avrebbe già meritato 12 mesi fa.

E’ stato soprattutto il trionfo di coach Ataman, dato per finito (forse troppo precipitosamente) solo qualche stagione fa e invece assestatosi ormai, con merito, tra i migliori allenatori d’Europa. E’ stata la vittoria di Larkin, giocatore illegale per il nostro continente, ma soprattutto di Micic, MVP della Regular Season e, con ampio merito, anche di queste Final Four, dopo aver giocato due gare assolutamente strepitose. Adesso per lui si apriranno le porte dell’NBA.

Il Barcellona ha il rammarico di aver giocato questa finale con Calathes non al meglio della condizione, uscito malconcio nei minuti finali della semifinale contro Milano… e tutti noi sappiamo quanto sia importante per gli equilibri di coach Jasikevicius. Purtroppo per il coach ex Zalgiris il solo Higgins (23) si è ripetuto ai livelli di venerdì sera, mentre Gasol (1) e Mirotic (11) sono stati praticamente impalpabili, troppo poco contro un Anadolu Efes cinico nei momenti chiave della gara.

Ha invece onorato la finalina l’AX Milano che, battendo il CSKA Mosca con il punteggio di 83-73, ha conquistato il terzo gradino del podio.

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Basket

LBA – Playoff: la Virtus Bologna è campione d’Italia, netto 4-0 all’AX Milano.

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Virtus bologna - Milano

Ci sono voluti 20 anni, con nel mezzo anni turbolenti che hanno visto un fallimento, la ripartenza da Castelmaggiore, la vittorie dell’Eurochallenge nel 2008, la retrocessione del 2015, la Champions League del 2018, ma alla fine la Virtus Bologna si è cucita addosso il 16° scudetto della sua storia.

I ragazzi di Djordjevic hanno dominato la serie di finale con un netto 4-0 contro un’opaca Milano, battuta anche in gara 4 con il punteggio finale di 73-62.

Per fare quattro nomi non si può prescindere da Teodosic, MPV della finale, da Belinelli, da Markovic e da Pajola, ormai una certezza del basket italiano. Noi però ne vorremmo fare anche un quinto, quello di coach Djordjevic che, dopo una regular season non sempre brillante, nei play-off ha costruito una macchina praticamente perfetta. Zero sconfitte nei play-off, un attacco ben bilanciato, guidato da quel fenomeno che risponde al nome di Milos Teodosic, e una difesa che ha tolto ogni riferimento ad un’Olimpia Milano, frastornata dopo la sconfitta in gara 1 e mai capace di dare un senso a questa finale

Per Milano, più che una sconfitta, un cataclisma, visto il roster a disposizione di coach Messina e la qualità di gioco e di risultati avuti fino alle Final 4 di Eurolegue. Proprio le Final 4 sono state però lo spartiacque della stagione delle scarpette rosse, uscite svuotate mentalmente, più che fisicamente, dalla lunga campagna europea.

Ad inizio stagione nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla vittoria dello Scudetto che fosse ad opera di una squadra che non fosse Milano, e invece Bologna ha messo in piedi uno dei più clamorosi upset degli ultimi anni.

Milano, in gara 4, ha provato a tenere in piedi la serie, almeno fin quando le energie nervose e atletiche hanno retto. Dopo un buon primo tempo (41-43) però Bologna ha preso il sopravvento concedendo all’AX Milano la miseria di 19 punti in 20′, troppo pochi per una Virtus che ha avuto in Belinelli (15), Weems (14) e Teodosic (10) i suoi uomini migliori. Alla sirena il tabellone segnava il punteggio finale di 73-62 e la festa virtussina poteva finalmente iniziare.


PLAYOFF – Finale
Olimpia Milano vs Virtus Bologna 0-4

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Basket

LBA – Playoff: La Virtus Bologna affonda l’AX Milano e si porta sul 3-0. Venerdì il match-point scudetto.

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La Virtus Bologna è inarrestabile e domina l’AX Milano anche in gara 3, davanti al pubblico amico della Segafredo Arena. I ragazzi di Djordjevic hanno vinto infatti per 76-58 contro una Milano oramai mentalmente alle corde e ad un passo da baratro, per quello che si appresta ad essere uno dei più clamorosi upset degli ultimi anni.
In una caldissima Segafredo Arena, le Vu Nere hanno conquistato il punto del 3-0 portandosi ad una sola vittoria dallo scudetto, che potrebbe arrivare già venerdì prossimo, al massimo non più tardi di domenica, perché il destino di questa serie di finale sembra ormai scritto. Bologna è infatti in una forma strepitosa, unita ad una solidità tecnica e mentale forse mai avute in questa stagione, Milano invece è sulle gambe, priva di energie fisiche e mentali dopo le Final 4 di Eurolega.

Bologna, guidata da un sontuoso Weems (23 punti), è stata in controllo della partita per tutti i 40′ di gara, resistendo ai tentativi di rimonta meneghini nei periodi centrali della gara. Scivolata sul -12 sia nel corso del secondo (28-16) che nel terzo quarto (49-37), l’Olimpia Milano con la forza dell’orgoglio entrambe le volte era brava a rientrare in gara (37-34 al 20′ e 52-52 al 30), grazie a un Datome (14 punti) finalmente ispirato.

Negli ultimi 10′ però si assisteva a un monologo virtussino. Pajola e Weems sulle ali dell’entusiasmo conducevano Bologna al parziale di 24-6 (76-58 al 40′) che chiudeva definitivamente la gara e faceva sprofondare nel baratro una Milano incapace di rialzarsi e ormai con le spalle al muro. La serie non è ancora finita ma francamente la truppa di Messina non sembra nella condizione di vincere 4 gare consecutive contro una Virtus ormai lanciata come un treno in corsa.


PLAYOFF – Finale
Olimpia Milano vs Virtus Bologna 0-3

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Basket

Basket: la situazione della Vanoli Cremona

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Vanoli Cremona

La Vanoli  Cremona, che ricordiamo è ininterrottamente nella massima serie nazionale dalla stagione 2009-2010, ha le idee chiare per l’immediato futuro. Il sodalizio del patron Aldo Vanoli,  non vuole correre il rischio dello scorso anno di allestire una squadra all’ultimo momento e sperare di raggiugere la meta salvezza prefissata. Vuole fare le cose per tempo ed in sicurezza. Oltre alla Ferramenta Vanoli economicamente sarà supportata dal Consorzio Cremona Basket che raggruppa alcune  aziende che hanno costituito un discreto tesoretto a supporto della società.  Il numero delle adesioni sta crescendo, segno che l’interesse rivolto al basket di livello è forte.  Sportivamente parlando, alla guida tecnica  è stato confermato Paolo Galbiati con il vice Gigi Brotto. Tra i  giocatori del roster dello scorso anno sono ad oggi rimasti Peppe Poeta e David Cournooh e non  è cosa da poco. Si stanno stringendo i tempi anche per far rimanere Jarvis Williams, Markus  Lee e Jaylen Barford  Ha già cambiato società Fabio Mian e sul piede di partenza sono TJ Williams e Daulton Hommes. La Vanoli Basket è in movimento sul mercato. Dopo aver puntato il dito su giocatori “italiani” ma con doppio passaporto per militanza in campionati esteri,  ha ingaggiato,  a sorpresa,   l’atleta Ismael Sanogo. Nato il 16 luglio 1996 in Costa d’Avorio, è un’ala forte  di m. 2,03 e 95 Kg.  Dall’età di 4 anni vive negli Stati Uniti in particolare con la famiglia si è stabilito a Newark, nel New Jersey dove ha avuto l’opportunità di studiare e giocare a basket. Li’ ha svolto anche la  carriera universitaria. Dopo un primo anno in cui in 18 partite ha avuto  una sola partenza in quintetto, nel 2015/2016, Sanogo si è via via migliorato e cresciuto dimostrandosi  il miglior difensore della squadra,  chiudendo con una media di 5.0 punti, 7.2 rimbalzi. E’ un ottimo rimbalzista, recupera parecchi palloni e rifila spettacolari  stoppate. Dopo tanta militanza in NCAA, dal 2018  gioca le due stagioni successive in NBA G League con la canotta dei Long Island Nets. Nella prima scende in campo 25 volte con medie di 2,5 punti e 2 rimbalzi, nella seconda sono 24 le partite disputate con 5.5 punti, 4 rimbalzi e 1 assist di media. Sarà alla sua prima esperienza oltre-oceano. E’ comunque considerato un giocatore “di sostanza”.

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