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Interviste Esclusive

Detto da Dotto! (seconda puntata)

“Si alla turnazione ma io non cambierei Locatelli con Verratti e Berardi con Bernardeschi”.

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Emanuele Dotto, ci aspetta al termine della sfida tra gli azzurri ed il Galles.

Prima di effettuare il collegamento, manda un messaggino al sottoscritto: “Sono pronto”.

Allora, senza indugio, lo coinvolgiamo subito in questo secondo appuntamento con lui in calce alle gare degli azzurri.

Emanuele, l’ampia e massiccia turnazione, se all’inizio poteva un po’ spaventare, ha invece ancor di più mostrato un gruppo unito e vincente?

Si direi soprattutto un gruppo omogeneo. Certo per ora vincente, anche se sarà davvero vincente lo vedremo dagli ottavi in poi. Mancini, è un bravo comandante, è nato per navigare, ha capito che ha una buona barca. Questa vittoria accorta, aumenta l’autostima della squadra.

Mi è piaciuta la sostituzione di Donnarumma con Sirigu: al solito siamo abtituati a vedere i secondi e terzi portieri fare tappezzeria, invece il fatto di fargli fare pochi minuti, è stato un gesto significativo: il cittì vuole valorizzare tutti i suoi elementi a disposizione, e la ciurma, lo segue con piacere”.

Però, per me, ci sono due che devono giocare sempre”.

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Prego, dicci pure

Sono Locatelli e Berardi: Verratti tiene bene la palla ma Locatelli ha dimostrato di saper anche segnare e questo, da qui in avanti, non sarà un dato irrilevante. Inoltre, personalmente, anche un Berardi zoppo mi piacerebbe vederlo titolare fisso per la sua imprevedibilità e per come ha dimostrato di aver trovato la sua maturità. Bernardeschi è bravo per carità, ma è ancora acerbo“.

Chiesa ti è piaciuto?

Si il ragazzo ha velocità e quella voglia di spaccare il mondo che gliela si legge in faccia. Ecco lui potrebbe meritarsi una maglia da titolare, perché no, magari anche a sinistra al posto di Insigne. Ma, il padre Enrico, era più forte: certo era più punta, ma aveva un tiro ed un colpo di testa formidabili. Mi ricordo una volta che Gigi Simoni, che ai tempi lo allenava alla Cremonese, mi rivelò: “Non ho mai visto nessuno forte come Chiesa”.

Invece Pessina, che ama e coltiva il latino?

Non sapevo che amasse il latino, apprendo questa chicca ora da te. Non so però quanto possa condividere questa sua passione con i suoi compagni…Quando era a Dortmund, mi raccontavano che Immobile una mattina fece una certa fatica ad entrare nella sala della colazione, non sapendo che in tedesco colazione si dice “Fruhstuck”. Probabilmente, chissà cosa aveva capito…Al di là di questi aspetti linguistici, ottima e spigliata la prova di Pessina, un ragazzo per bene“.

Invece come hai visto il Galles?

Li ho visti un po’ meglio degli svizzeri e dei turchi, ma ho visto molto male Bale, ha sbagliato una conclusione al volo non da lui ed è progressivamente scomparso dalla partita”.

Emanuele, ma che sapore ha dentro questo europeo, il ritorno in B dei tuoi grigi alessandrini?

Un sapore dolcissimo. Non è stata per nulla una passeggiata e forse nel computo dei 180 minuti, il Padova avrebbe meritato di più. Padova che ha molti più abitanti rispetto ad Alessandria. Ma tutto si è deciso ai rigori, che attenzione, come erroneamente si dice, non sono una lotteria, perché il gioco del lotto è basato molto sul caso, mentre i rigori bisogna saperli battere e parare.

Non vorrei essere nel povero Gasbarro, che ha sbagliato l’ultimo rigore. Credo che non vivrà una bella estate. Ci sfuggì la B nel 2017 contro il Parma all’ultima curva, l’abbiamo trovata adesso, dopo 46 lunghissimi anni“.

Faccio i miei complimenti al portiere grigio Pisseri, alla difesa arcigna, ad un attacco preparato ed a mister Moreno Longo, perché ha consentito ai ragazzi di dare tutto.

Quindi, lasciando da parte Pindaro, ecco questa nazionale prosegua il cammino con i passi piccoli ma decisi della mia Alessandria”.

P.s. Oggi, il nostro, spegne 69 candeline sulla torta: un mondo di auguri da tutta la community di Oggisport!!

Interviste Esclusive

Detto da Dotto! (sesta ed ultima puntata)

“11 luglio: sempre cara ci fu questa data: nell’82 a Madrid ora a Londra, due trasferte da due grossi carichi: uno d’oro e l’altro d’argento”.

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Emanuele, Donnarumma dice di “no” a Saka e nello stesso istante dice “si” al secondo titolo europeo italiano?

Si abbiamo avuto finalmente fortuna all’ultima curva di un torneo europeo, cosa mai più accaduta dal 68.

Dopo l’Argentina che ieri ha avuto la meglio sul Brasile in Brasile, noi abbiamo avuto la meglio dell’Inghilterra in Inghilterra: era evidentemente il nostro turno.

E’ stata punita la spocchia degli inglesi, che probabilmente già si credevano campioni.

Un’Italia fisicamente alle corde, che è riuscita a tirare fuori le residue energie ed ha fatto un gran colpo di reni, con Donnarumma che in semifinale ed in finale ci ha messo e dato le sue manone.

Bisogna dare merito a Mancini ed a quello che ha creato, però nel complesso è stato un europeo modesto, niente fuochi d’artificio.

Più della sofferenza che della tecnica, e quando c’è da soffrire noi sappiamo farlo meglio di chi nemmeno crede di doverlo fare.

Non rimangono negli occhi le prestazioni dei nostri attaccanti. Chiesa è stato quello che oltre a segnare due gol, e si è battuto meglio. Sai adesso abbiamo vinto e tutto è ok. Ma in futuro Immobile dovrà giocare da attaccante e non da soprammobile…Comunque abbiamo vinto con pieno merito”.

Siamo partiti molto in sordina, schiacciati dagli inglesi e dalla pressione inglese, poi quel gol di Bonucci, detto il grinta, ha impresso una grinta a tutto il gruppo?

Ha cambiato la partita, nel primo tempo abbiamo assistito ad una fuffa al cubo, a parte quel tiro di Chiesa.

Il gol di Bonucci, un po’ rocambolesco e parecchi errori difensivi inglesi,hanno messo la gara nel bianrio giusto per noi. Loro sono andati via via calando.

Chiesa è stato sostituito da un grande Bernardeschi, Jorginho ha fatto bene, ma mi ha sorpreso in positivo Palmieri, ha risposto sempre presente dando del filo da torcere ai suoi diretti marcatori.

Hanno dato comunque tutti del loro meglio. Godiamoci questa coppa argentea. In fondo, meglio vincere che perdere diceva Boskov”.

11 luglio 1982 – 11 luglio 2021: dalla pipa di Bearzot alle lacrime di Mancini, dall’oro della coppa del mondo all’argento di quella europea?

Direi di si era una data molto cara e rimane cara per il calcio italiano, noi in essa prendiamo un mondiale ed un europeo e tra l’altro, dato non di poco conto, sempre giocando in trasferta, l’altra volta a Madrid ed ora sotto quella bolgia urlante e fischiante di Wembley. Sinceramente, quando, specie nel primo tempo, fischiavano ad ogni palla che passava dai nostri piedi, ci hanno mancato di rispetto. Fischiare così non è da tifosi, non è da sportivi.

Per cui batterli, vale decisamente doppio”.

Emanuele a nome di tutta la community di Oggisport ti ringraziamo: con le tue analisi, hai reso ancora più croccante questo campionato europeo ed hai portato, oltre alla tua gran classe, anche parecchia fortuna!

E’stato un appuntamento vincente, sono io a ringraziare voi“.

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Interviste Esclusive

Detto da Dotto! (quinta puntata)

“La classe operaia va in Paradiso: Italia in finale con la tuta da lavoro”.

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Allora Emanuele, un po’ tardi, ma è dolce questo appuntamento grazie al rigore con saltino e tocchettino di Jorginho

Si è stato bravo il brasiliano che ha ridisegnato il centrocampo e realizzato il gol decisivo con un colpo di classe.

Fin che c’è vita c’è speranza.

Non tutte le ciambelle riescono col buco, questa, è uscita con un doppio buco.

Non è stata una grande partita, l’Italia ha sofferto molto la Spagna. Avevamo sbloccato con il gol di Chiesa, poi c’è stata la risposta di Morata, che ha sbagliato il rigore decisivo.

Ma il mio titolo è questo: La classe operaia va in paradiso. Direi, citando questo film di Petri, che questa sia la sintesi perfetta della partita.

Qualche volta abbiamo giocato bene, come contro il Belgio, a volte sofferto tanto come contro l’ Austria, e contro le furie rosse, è stata una partita da 6-. Noi non apparteniamo alla compagnia dei pifferai di regime, e delle facili fanfare. Siamo lì felici, ma andiamoci piano. Siamo lì.

Adesso viene il difficile, aspettiamo l’esito tra la perfida Albione e la Danimarca.

Una cosa è certa: l’Italia si giocherà, dopo aver vinto solo nel 68, la sua quarta finale europea, avendo poi dovuto accontentarsi dell’argento contro Francia nel 2000 e Spagna nel 2012. Quindi, da runner up.

Mancini ha confermato di essere un buon mister e di avere parecchia buona sorte, il che non guasta mai, perché è meglio essere fortunati che ricchi.

Per l’entusiasmo che si respira nel nostro paese, è meglio arrivare in fondo”.

Contro la Spagna l’Italia è apparsa fisicamente in debito d’ossigeno. L’assenza di Spinazzola, si è fatta sentire?

Molto. Palmieri ha fatto una discreta partita, ma Spinazzola aveva un altro passo, è un ragioniere messo lì, ma con piedi buoni. Si è sentita molto la sua assenza, ma paradossalmente si è sentita anche l’assenza di chi c’era come Inisgne ed Immobile e Belotti, palle al piede più che attaccanti strictu sensu.

Se pensiamo di essere arrivati qua senza attaccanti di regime ma di complemento, dà la misura che non è un grandissimo campionato d’Europa da un punti di vista tecnico.

Complimenti a Mancini, ha rimesso in sesto i cocci della gestione Ventura e da tabula rasa, ora siamo runner up”.

Io per primo, alla vigilia di questi europei avevo storto il naso su Donnarumma, invece il portierone, da poco alla corte dei transalpini, ha mostrato e sta mostrando una solidità mentale, quindi, i complimenti a lui?

E’ un ragazzo con le idee sufficientemente chiare, ha una buona testa, è alto. Vedi, Luca, i tempi son cambiati : prima c’erano le bandiere ed il contesto era quello, ma ora non ci sono più e perché avrebbe dovuto esserlo solo lui? Nel contesto di questa era, forse, si sentiva obbligato a fare la bandiera: ha ricevuto un’offerta, l’ha valutata, ha fatto la sua scelta, perché deve essere condannato? E poi si respira grazie a lui, un buon clima. Bravo in campo e sereno fuori”.

Inglesi o danesi?

L ’Inghilterra non ha mai preso un gol, ma la Danimarca è una squadra tignosa come il suo giocatore di maggior riferimento, il doriano Damsgaard.

Hanno avuto ma non subito il malore di Eriksen, due sconfitte iniziali e piano piano si son ripresi.

Perchè non è che devi sempre giocare bene ma devi portare a casa la pagnotta, e questo è il senso di questi europei.

Poi gli Inglesi non hanno mai vinto nulla, solo un mondiale, rubato, giocheranno in casa ma in casa hanno perso agli Europei del 96 la semifinale contro i tedeschi.

Guardiamo con equilibrio,

senza entusiasmi esagerati che non ci piaccionoperchè poco realistici. Per esempio guarda le lodi sperticate che i media hanno fatto ad Insigne dopo il gran gol al Belgio:oggi, il napoletano, è andato già in calando.

Per noi, paradossalmente, sarebbe meglio l’Inghilterra, la Danimarca sai non avrebbe niente da perdere e potrebbe rivelarsi un osso più duro del previsto. C’è del marcio in Danimarca…

Una cosa è sicura: chi vince questo europeo non è la squadra più forte.

La Francia mi ha profondamente deluso, ha buttato alle ortiche la partita contro la Svizzera, poi con quella sicumera, quel balletto di Pogba sul 3 a 1, come se fosse tutto già scritto.

La Germania è tutta da rifondare e il Portogallo ha vissuto il canto del cigno di Ronaldo. Evviva le persone equilibrate e non quelle che vivono sempre con i vetri oscurati.

Infine, la nostra nazionale, non dimentichiamocelo, è una squadra che palesa dei punti deboli, è stanca, e poi non ha attaccanti.

Anche il gallo Belotti, fa chi chi ri chi, ma becca poco”.

Qui per un momento Emanuele esce dal ruolo di intervistato, diventa intervistatore e pone una domanda al sottoscritto

Tu cosa prevedi?

Che risponde

“Io direi Inghilterra, perché è una delle ultime occasioni che hanno, mi piacciono Sterling, Grealish. Southgate, è un allenatore con i piedi per terra, quindi o adesso o mai più per loro“.

Torna a bomba Emanuele

E’ vero Southgate i piedi li usa solo per scendere dal letto…

Viva l’Italia, viva Verdi…Vittorio Emanuele re d’Italia e alla prossima!”

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Interviste Esclusive

Detto da Dotto! (quarta puntata)

“Complimenti al nocchiero Mancini: ha spazzato via i miei dubbi di formazione e mi ha convinto”

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Emanuele, fin qui l’Italia aveva vinto. Ma a Monaco di Baviera ha iniziato ad imboccare l’autostrada della convinzione?

Direi di si. Questa rubrica si chiama Detto da Dotto, ma io oggi direi piuttosto Fatto da Mancini: contro il Belgio mi ha davvero convinto. Ha varato una formazione competitiva nonostante le nostre perplessità tattiche, Insigne ha giocato una partita meravigliosa, condita da gol stupendo.

Barella è andato in gol ed ha portato la croce, tutta la squadra si è data una grossa mano: ha vinto con merito, il punteggio è un po’ stretto.

il Belgio mi ha abbastanza deluso, hanno messo a referto un gol su un rigore e basta, ai punti ha vinto nettamente l’Italia, ha sfiorato il colpo del kappao.

Andiamo alla semifinale di Wembley con tante speranze e promesse, Vaghe stelle dell’orsa e indubbiamente, il tocco di Visconti Mancini c’è stato e questa partita lo ha dimostrato”.

Si è vista anche un’unità d’intenti, quando Lukaku ha sbagliato un gol, disinnescato dalla nostra difesa, Spinazzola e Verratti si rincuoravano a vicenda

C’è uno spirito di corpo notevole, un gruppo.

D’altra parte, Mancini in questo è molto bravo: è pacato, quanto era irriflessivo da giocatore, è riflessivo da allenatore. I meriti, molti, sono suoi.

Abbiamo un grande portiere,una buona difesa, a centrocampo io mai avrei tolto Locatelli, ma Verratti oggi ha dato il bianco.

Andiamo per la quarta volta in semifinale, con gli squilli di tromba e le fanfare dei federali, però speriamo che non si esageri e si stia con i piedi per terra.

Perché la Spagna è una squadra forte che ti fa giocare male, che ti mette in difficoltà con il suo palleggio corto, non ha grandi attaccanti, ma almeno, sa calciare i rigori, come si evince dalla sfida contro la Svizzera, dove gli elvetici, dopo aver avuto la meglio dal dischetto sui francesi, hanno subito una sorta di nemesi dei rigori, rigori, che ripeto, non sono mai una lotteria ma una precisa scelta tecnica”.

Ecco, la pars destruens, forse l’unica di questo quarto di finale appannaggio degli azzurri, è rappresentata dalla prestazione di Immobile, apparso un corpo estraneo. Contro la Spagna, là davanti servirà altro

Si Immobile di nome e di fatto, ha dimostrato di essere in grande evoluzione, Belotti si da da fare, si batte, spinge, colpisce, rema, ma un conto è remare in un parchino un altro conto è fare la regata Oxford – Cambridge…

L’anello debole è l’attacco, Immobile non segna e non tira, Belotti fa quale che può, è pochino.

Però non eravamo convinti di quelli squilli di fanfare di trombe e di tromboni dopo le prime gare.

Poi tra la grinta mostrata contro l’Austria e la bella prestazione di oggi, se il Belgio è la squadra numero uno del mondo, noi abbiamo vinto con merito.

Hanno fatto poco per passare il turno i belgi. Oggi abbiamo vinto con merito non c’è da discutere né star lì a prendere il bilancino, a parte qualche folata di Doku”.

La tua maglietta, che sembra da baseball, sta portando fortuna…” (E quella del direttore Capriotti, nda).

Questa pretattica un po’ troppo masticata dal cittì Martinez lungi dall’essere utile ha finito per esser controproducente per la formazione belga?

Queste pretattiche, sinceramente, non le capisco. Poteva benissimo dire: cerchiamo di recuperare questo e quello, chi è in forma gioca. Punto. Senza allungare troppo il brodo. Così, ha finito per responsabilizzare troppo lo stesso De Bruyne e Lukaku, che sono apparsi fiacchi.

Poi il portiere non mi è piaciuto, forse troppo reclamizzato; noi avevamo un portiere loro avevano un portinaio…

Oggettivamente, credo ci sia da essere soddisfatti per come l’Italia è andata in crescendo ed è andata in semifinale, poi una partita secca dice tutto ed il contrario di tutto.

Francamente non mi aspettavo questa formazione, lo dico con rammarico ma con onestà, ha vinto Mancini, ho perso io, ha dimostrato di essere un grande nocchiero, i complimenti sono da fare a lui.

Sta portando lontano anche un’idea di calcio, quello stereotipo del calcio sparagnino del pallone buttato in tribuna, francamente fa un po’ a pugni con la concezione di calcio di Mancini, nella quale ci si batte, colpo su colpo, si supera anche la sfortuna.

Perchè non siamo stati nemmeno fortunati, il ginocchio di Bonucci era di poco sopra la gamba del belga, si è fatto male anche Spinazzola e sarà un infortunio lungo.

Però Mancio quando c’è da combattere, ha usato l’ elmetto, ha fatto entrare Toloi, questa nazionale, mica è solo un privilegio dei piedi buoni.

Servono tutti.

Locomotive e carrozze postali,vagoni internazionali e anche i bagagliai,il ferroviere Mancini con umiltà, sta costruendo un piccolo grande sogno.

In fondo l’Europeo lo abbiamo vinto una sola volta contro la Jugoslavia, avevo 16 anni,

dove Dzajic ci fece impazzire, pareggiamo con parecchia fortuna e nel match di recupero, la finale B, segnò un gran gol Anastasi e riuscimmo a vincere.

Poi, storicamente, agli europei non siamo mai stati fortunatissimi: ricordo lo psicodramma di Rotterdam nel 2000 con il golden gol di Trezeguet, poi quella sconfitta proprio contro la Spagna nel 2012 in finale. Ora siamo soddisfatti, senza cantare i salmi. Però, tu hai dipinto la lotta tra Caravaggio e Pietro Paolo Rubens.

Oggi avrebbe vinto Remrbandt, essendo olandese, era più tranquillo: la sua Olanda è stata già eliminata da qualche giorno…”.

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