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De Sisti parla della mitica Italia-Germania

Un incontro a San Benedetto del Tronto

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Hārena si prepara ad accogliere un ospite d’eccezione, nonché uno dei veri beniamini del popolo italiano del pallone. Domani sera mercoledì 21 il tempio sacro del food ospiterà Giancarlo De Sisti, famoso calciatore, tecnico di serie A e soprattutto uno dei protagonisti di quella semifinale Italia-Germania del 1970 poi definita la “partita del secolo”. Il leggendario match che vide, al termine dei due tempi supplementari, trionfare 4-3 gli azzurri guidati dall’indimenticato ct Valcareggi si consumò allo stadio Azteca di Città del Messico in occasione della nona edizione dei mondiali. Grazie alla titolare Patrizia Ferrara lo storico centrocampista, che disputò interamente quella gara scendendo in campo nella formazione titolare e restando in campo fino alla fine dei fatidici supplementari, passerà la serata ad Hārena per condividere una cena insieme a tutti i presenti. De Sisti arriverà nella caratteristica e suggestiva Riviera delle Palme nel pomeriggio di domani per poi raggiungere la Palazzina Azzurra dove nei giorni scorsi è stata allestita la mostra itinerante ‘Un secolo d’Azzurro’ con tanti cimeli legati alla storia della nazionale italiana. A seguire alle ore 20 circa l’eroe dello scontro vinto con la Germania Ovest proseguirà la serata presso Hārena. Per trascorrere la serata in compagnia di Giancarlo De Sisti si potrà prenotare contattando il 366/7653107 oppure attraverso i canali social di Hārena.

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Amarcord

Era una sera di luglio…

Un ricordo e un pensiero per Paolo Rossi e Gaetano Scirea

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Era una sera di luglio, le nonne sul balcone e noi davanti a un Radiomarelli in bianco e nero ( le TV a colori erano solo per la casa in città). Esisteva ancora la Germania Ovest e io ero orgoglio di avere mio padre a bordo campo. Poi c’erano i giocatori della Juventus. Eravamo tutti davanti al televisione. Poi in piazza con la mia bandiera con scritto “Forza Italia”. E il signor Giovanni, il mio fornitore di Gazzetta, che con l’innocenza di un uomo rimasto bambino, mi disse” Ti voglio bene, amico”. Teglio (Sondrio), 11.07.1982

Per info su Oggi Sport: https://oggisport.it/ e la pagina Facebook https://www.facebook.com/oggisport/?notif_id=1597904047411099&notif_t=page_fan

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Wilkins e Hateley, Ince e mister Hodgson: quando anche San Siro parlava inglese

– 2 all’ultimo atto europeo di Wembley tra Italia e Inghilterra. Sono diversi i giocatori inglesi che si sono confrontati con il campionato italiano. Milano, a cavallo tra metà anni 80 e metà anni 90, ne visse le gesta di quattro, tre giocatori ed un mister: 2 su sponda rossonera e 2 su quella nerazzurra dei Navigli

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C’è un’istantanea che nell’immaginario collettivo rossonero, più di altre, è impressa come tatuaggio indelebile sulla pelle delle emozioni.

Di essa, sono stati fatti murales e prodotte magliette e ad ogni derby che si avvicina, volentieri, i milanisti, la ripropongono.

L’immagne, ritrae Mark Hateley, che da sparviero improvviso piomba sulla testa di Collovati, incoccia il pallone ed insacca in rete.

28 ottobre 1984: derby d’andata. Grazie alla testa capellona del suo striker, il Milan parlò inglese e dopo sei anni di magra, vinse la stracittadina.

Non solo Hateley. Di quella squadra, faceva parte anche Ray Wilkins. No, per lui niente aree di rigore, ma il suo compito, era quello di non far intasare troppo le terre di mezzo. Ci riuscì. E poi, specie quando la vena lo seguiva, che lanci: non a caso fu ribattezzato the razor: il rasoio.

E’ scomparso, tra qualche bottiglia e dispiaceri di troppo nel 2018, ma il Milan, non ha smesso di dimenticarlo.

Passano undici anni e Milano, torna a parlare inglese. Questa volta, il corso accelerato di lingua anglofona, lo fa l’Inter, per accogliere, in rapida successione prima Paul Ince e poi mister Roy Hodgson.

The book is on the table? In verità sulla tavola nerazzurra, la prefazione di quel libro era buona, ma peccato che poi le pagine non ebbero seguito.

Il nerboruto centrocampista, primo colored capitano della nazionale albionica, riceve la chiamata dell’Inter mentre sta giocando a golf, in patria, con Ryan Giggs compagno allo United. Fa in fretta a diventare idolo della nord.

Fa meno in fretta ad adattarsi alla vita italiana: sul lago di Como la moglie e il figlio hanno parecchia nostalgia. Così, dopo due anni, deve fare dietrofront: destinazione Liverpool.

Del professor di Croydon, a Milano, si ricordano, più che altro due colossali misunderstanding: aver lasciato che Roberto Carlos andasse al Real e l’aver perso ai rigori, nel cuore di un Meazza gremito, la finale di Coppa Uefa 97 contro lo Sckalke 04.

Quando lasciarono la madonnina, avevano fatto poco ma quel che bastò per finire, risucchiati, in un capitolo della storia sportiva meneghina. Go down in flames? Più che altro poche fiammate e zero arrosti.

Le storie di Beckam al Milan tra il 2009 ed il 2010 e Young all’Inter, secondo britannico a vincere lo scudetto con la beneamata, dopo Gerry Hitchens nel 1963 con Herrera in panca, escono dagli anni 80 e 90.

Esulano da quel quartetto, che quasi all’improvviso, lasciò il Tamigi per tuffarsi in un lembo di Naviglio. Lembo fugace, ma intenso.

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Morto l’ex pilota Ferrari Carlos Reutemann

Aveva 79 anni

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Morto l’ex pilota Ferrari Carlos Reutemann a 79 anni.

Fu pilota di Formula 1 dal 1972 al 1982, correndo prima per la Brabham.

In seguito al volante per Ferrari, Lotus e Williams e disputando in tutto 146 gare. Cinque delle sue dodici vittorie iridate sono arrivate proprio con la scuderia del Cavallino, tra il 1977 e il 1978.

Il suo miglior risultato in carriera è stato però il 2° posto nel mondiale 1981 a bordo della Williams, quando chiuse la stagione alle spalle di Nelson Piquet e decise di ritirarsi dal mondo della Formula 1 per passare ai rally.

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