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Covid-19: incidenza ancora alta

I dati del Ministero della Salute

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Figc Cagliari Roma coronavirus

Covid-19: incidenza ancora alta. DATI DI MARTEDI’ 1° DICEMBRE – Nuovi casi: 19.350 | Nuovi tamponi eseguiti: 182.100 (+51.576 rispetto a ieri) | Attualmente positivi: 779.945 (-8.526) di cui 3.663 in terapia intensiva (-81), 32.811 ricoverati con sintomi (-376), 743.471 in isolamento domiciliare | Guariti: 784.595 (+27.088) | Decessi: 56.361 (+785) 

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Nuove piste ciclabili nelle città, il caso di Teramo

Corsie ciclabili Comune di Teramo. FIAB: ora si realizzino anche in altre zone della città.

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Riceviamo e pubblichiamo da Fiab Teramo.

La realizzazione di corsie ciclabili lungo la strada che unisce il quartiere Cona al centro cittadino viene accolta favorevolmente da FIAB Teramo che sottolinea “Finalmente il Comune di Teramo rompe gli indugi e inizia a mettere in campo azioni concrete per favorire la mobilità ciclistica urbana. Ci auguriamo che le corsie ciclabili realizzate siano solo il primo di una serie di interventi che favoriscano la coesistenza degli utenti della strada nelle vie cittadine, con una maggiore tutela di quelli più “deboli”. Naturalmente nessuna opera può prescindere dal rispetto delle norme e delle regole, anche se non scritte, di prudenza, rispetto che deve diventare patrimonio comune dei cittadini teramani. La pandemia ha cambiato il modo di vivere le nostre città, e puntare sulla mobilità ciclistica e pedonale non è un’opzione, ma una necessità, ed è indispensabile rivedere gli spazi urbani creando le condizioni per un minor utilizzo dell’automobile privata. Complimenti, quindi – continua FIAB – al Comune, e in particolare all’assessore Verna, per aver recepito le novità normative e ci auguriamo che sia solo il primo di una serie di interventi, in attesa di un Biciplan che individui le opere necessarie a rendere Teramo, realmente, la città del pedone e della bicicletta”.

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Lo Sport va tutelato

Webinar di Meritocrazia Italia sulle attività sportive

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“Bisogna trovare il modo per continuare a tenere lo sport nella nostra vita. Siamo tutti concentrati sul digital, e non riusciamo a percepire che dietro lo sport c’è un sistema economico che fa lavorare migliaia di persone. Inoltre lo sport è benessere e ci guida verso prospettive migliori di vita, insegnandoci a mangiare bene, muoverci con costanza, rapportarci con gli altri, elaborare nuovi progetti. Lo sport è vita ed energia, oltre che un forte elemento aggregativo, che impatta sul nostro stile di vita, sul quotidiano, sul raggiungimento di obiettivi. Non ci si può improvvisare sull’argomento, ma è necessario acquisire competenze specifiche, che consentano di gestire la materia con estrema oculatezza e precisione”. Lo afferma il campione olimpico di nuoto Massimiliano Rosolino, tra gli ospiti della tavola rotonda digitale “Il Covid e lo Sport”, organizzata dall’associazione Meritocrazia Italia e moderata dal direttore scientifico di C.R.E.A. (scuola di formazione di Meritocrazia), Roberto Castaldo. Il focus è stato fortemente voluto dall’associazione che vuol premiare il merito in quanto l’argomento mette sotto i riflettori uno dei settori maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria, quanto al contesto amatoriale e dilettantistico.

“Purtroppo – spiega Walter Mauriello, presidente di MI – si tratta di un tema poco affrontato dalle cronache e con scarsa risonanza mediatica, quasi dimentichi di quanto, invece, quello dello sport sia un ambito di grande rilevanza per lo sviluppo psico fisico delle giovani generazioni, ma anche per il mantenimento di una buona salute fisica e psichica per l’intera popolazione. D’altronde la nota massima “mens sana in corpore sano” ha una valenza generale e sempre applicabile, supportata anche da moderni studi scientifici che hanno dimostrato come l’attività fisica sia propedeutica a garantire un sano equilibrio psicofisico e come vi sia una stretta correlazione tra attività motoria e resa nello studio o nel lavoro. Per non dimenticare, poi, che in taluni casi il movimento guidato e mirato può anche espletare una funzione di cura o di affiancamento alla cura di determinate patologie”.

Il confronto sul palco tra personalità di spicco del mondo dello sport, anche paraolimpico è stato molto costruttivo ed ha consentito di approfondire alcuni aspetti della odierna situazione e, soprattutto, delle prospettive future alle quali, anche alla luce delle proposte di modifica dell’ordinamento sportivo ante Covid, sarà necessario guardare con competenza, lungimiranza, ampia visione, senza far mancare una sempre necessaria passione. 

Carlo Allegrini (Presidente settore Apnea nuoto pinnato FIPSAS) ha riconosciuto il difficile momento che lo sport sta vivendo, ma ha espresso speranza, fiducia ed ottimismo, con la convinzione che “ne usciremo fuori seppur con qualche ossa rotta; non ci arrenderemo e troveremo soluzioni per ripristinare, anche in parte, le attività. Sicuramente se rimarremo uniti, saremo più forti e raggiungeremo l’obiettivo”.

Pietro Tornaboni (CEO Due Ponti Sporting Club Roma) ha messo in evidenza le gravi difficoltà economiche e di cassa che sono state generate dalla pandemia per il settore (soprattutto per le piccole associazioni), anche a causa dei costi di gestione elevatissimi e della scarsità ed inadeguatezza dei ristori ricevuti: “Oggi sostenere una piscina con pochi utenti è veramente impossibile perché i costi sono alti. Per le grosse strutture, pur nell’incertezza del futuro, è più semplice ma le strutture piccole si avvicinano alla chiusura perché impossibile per loro sostenere i costi.”

Il campione Fabrizio Pagani (recordman paraolimpico 2 volte campione del mondo apnea), ha poi, lanciato un emozionante messaggio di speranza esprimendo la sicurezza “che riusciremo a tornare quanto prima alla vita normale. Anche i professionisti hanno notevoli difficoltà perché questa situazione non permette di allenarsi con costanza. Vi è uno scollamento tra politica e realtà, i gestori degli impianti sono abbandonati a loro stessi, non supportati da alcuna amministrazione. Importante è attendere l’arrivo dei ristori per garantire la sopravvivenza di tutte le attività comprese quelle sportive. Non bisogna adagiarsi soprattutto per i giovani, al contrario dobbiamo stimolarli il più possibile. serve un programma che venga posto in atto da Enti e amministratori, bisogna cambiare il modo di vedere la pratica dello sport in questo momento di emergenza sanitaria Covid 19”. Condivisibile è senz’altro il suo suggerimento di una delega all’assessorato dello sport in modo da interporsi tra le varie associazioni per cercare di risolvere gli attuali problemi.

Di grande spessore, infine, l’intervento di Christian Zicche (Direttore responsabile quotidiano telematico swimbiz.it) che ha posto l’accento su una mancanza di cultura dello sport: “Oggi è un vero disastro, abbiamo un problema di incultura della politica in Italia. L’azienda sport è fondamentale nel nostro Paese e se la politica non interviene, rischiamo una catastrofe. Migliaia e migliaia di giovani stanno già perdendo il contatto con lo sport.”

Conclusivo del dibattito è stato l’intervento del Presidente Nazionale di Meritocrazia Italia, Walter Mauriello, che tirando le fila dei diversi ed incisivi approfondimenti ha evidenziato l’arretramento dell’attività legislativa nell’ambito sportivo: “Disciplinare in maniera competente questo settore non deve essere una scelta ma un atto dovuto da parte del Governo. Non ha senso parlare di quello che è stato: questa situazione non svanirà nei prossimi mesi, nonostante il vaccino. Dobbiamo abituarci all’idea che la vita è cambiata e così anche il Governo deve dare un segnale forte, deve dare centralità ad un aspetto che oggi viene messo da parte, ossia la cura personale piuttosto che l’aspetto solo economico. Meritocrazia Italia sta dando impulso ad attività e proposte che evidenziano le problematiche e cercano  di trovare le soluzioni per far riaprire tutte le palestre, perché lo sport è un antidepressivo naturale. Lo sport è valorizzazione delle proprie capacità.

Meritocrazia Italia punta sulla semplicità, sulla chiarezza e sulla verità, perché tutto ciò che è semplice, oltre che comprensibile e vero, è anche eccezionale.

Vicinanza al mondo dello sport, che diversamente dalla percezione non costituisce un problema. La regola più bella dello sport: rispetto per l’avversario, che se fosse seguita e praticata ci sarebbe meno odio e meno contrapposizione. Lo sport è un collante fortissimo soprattutto oggi”.

Il Webinar è stato registrato, e sarà possibile rivederlo sulla pagina Facebook di Meritocrazia Italia: “l’Italia che Merita”.

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C’era una volta in America

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Comunque un film così sull’America non lo avevo mai visto. L’ho saputo come sempre da voci di corridoio di Oggisport devoto alla notizia quale sono e non alle chiacchiere senza logica.

Tutto il mondo ha visto e sentito che non solo l’ha fatto con superbia ma anche come uno che crede di avere il diritto di farlo! Come diceva il grande De Andre’: “si sa che la gente dà buoni consigli, quando non può più dare il cattivo esempio”.

Ma è ancora più significativo il fatto che un avversario della democrazia come Trump debba fare i conti con la novità che non sarà più il presidente dell’America.

Il dittatore folle dell’incompetenza. Le persone incompetenti tendono a sopravvalutarsi, a sovrastimare le proprie capacità, ritenendole nei casi più gravi addirittura superiori alla media.

Quanto al nome che conosciamo bene essa è chiamata democrazia poiché è amministrata non solo per il bene di poche persone, oligarchia del folle, bensì per una cerchia molto più vasta.

E a questo punto l’omone dagli occhi malati e dai capelli biondo platino irresistibilmente si levò dalla sedia e disse: “ci vediamo domani”.

Il Capital Hill devastato nelle immagini di stanze vuote aveva una strana pace, quasi che la natura stesse sbadigliando. Con le ombre e gli improvvisi rumori nel silenzio si avevano mille pensieri cercando di combattere la paura, lo sgomento ancestrale della solitudine e dei morti. Così tutti condividevano la solitudine immune di una nazione democratica dopo la tempesta, in un continuo vagare dalla mattina alla sera senza alcuna difesa. Tutto lecito come ai giochi di Scone.

Ecco i pazzi, i disadattati, i ribelli, i facinorosi, le spine nei fori quadrati, quelli che non sono appassionati e non rispettano le regole e lo status quo, quelli che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo con la violenza infarcita di latente razzismo e sono quelli che non ci riusciranno mai.

Osservandoli taluni personaggi dell’imboscata sembravano un po’ Hiro Honda, il giapponese che continuava a combattere nella giungla per decenni dopo la fine della seconda guerra mondiale come se fosse ancora il 44…

Intanto la follia in persona si presentava e cominciava a parlare di sé e del mondo, oppresso dal colore grigio del cielo, sforzatamente serio e ingrugnato.  

A volte era seria, a volte ironica, a volte severa, a volte superba. Ora ammoniva, ora elogiava, ora richiamava, ora diceva di tornare indietro.

Ecco signori, il folle è servito, ritratto con la lingua leggermente fuori, espressione che aggiungeva alla tragica vicenda un profondo senso di supponenza. Freddo come l’Islanda, senza l’ombra di un fuoco.

Il nemico giurato del futuro presidente Biden. Le elezioni truccate, gli spargimenti di sangue nelle strade, l’arroganza, la protervia stavano cancellando la bellezza di un nuovo sogno. Certo ora non cavalcherà più un purosangue immacolato, ma per il suo paese e per il mondo sarà comunque il giorno del nuovo risorgimento.

Sembra una tragedia della follia Shakespeariana. L’impressione generale era di un viso lungo, triangolare, un po’ come il muso di un segugio in un gioco muliebre che conosceva. Una società ideale è un dramma recitato esclusivamente nella sua immaginazione. Il mondo è governato dalla follia e se lo dice la follia in persona possiamo crederci.

Infine c’è quella forma di follia positiva che il grande Platone chiamava mania, un andare fuori di testa verso una verità che non esiste.

“Meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente… It’s better to burn out, than to fade away, cantava Neil Young  in My My, Hey Hey, dove però cantava anche” Quando te ne sei andato non puoi più tornare”…

La storia ci insegna che la ragione rende liberi, ma anche che la ragione genera mostri. Immaginiamocelo per un momento il folle che osserva davanti alla siepe di Recanati, che come un muro, i tanti che voleva costruire e guardiamolo rompere la crosta di questo mondo duro e compatto per aprire la strada all’infinito.

A che pro sfondare il muro del mondo?

Che il lupo rinfacci all’agnello di sporcargli l’acqua anche quando il lupo è in alto e l’agnello in basso è una pratica che aveva già descritto Fedro e che funziona sempre.

Ma per guidare gli altri bisognerebbe sapere dove andare dice in Rumble Fish, un film di Coppola il protagonista, ma come il folle non lo sa… 

C’è una bella frase di Sartre che suona così: “la libertà è quello che facciamo con quello che ci è stato fatto”. Ci insegna a capire una cosa banale come l’esistenza degli altri. La libertà, quella vera non è facile da portare dentro. Ti costringe ad essere sempre te stesso, anche quando sarebbe molto più comodo fingere di essere ciò che non si è. La libertà è una condizione estenuante. Non appartiene a nessuno: siamo noi che apparteniamo a lei.

Augurargli buona fortuna sarebbe troppo poco e senza una palingenesi possiamo soltanto restare ad osservare…

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