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Automobilismo

Cos’è successo nel primo Gran Premio di Formula 3

Nel weekend di Barcellona è andata in scena anche la categoria propedeutica alla Formula 2.

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Il Gran Premio di Spagna non è servito solamente a Hamilton per rafforzare la propria leadership nel Mondiale di Formula 1. Il tracciato di Barcellona è stato anche il terreno del debutto della nuova stagione della Formula 3, con l’organizzazione del weekend che ha seguito lo stesso format già visto in Bahrain in Formula 2 e che caratterizzerà l’intera annata. Balza subito in testa Dennis Hauger, vincitore a sorpresa della Formula 4 italiana nel 2019, che si aggiudica la pole position e la vittoria di gara-3, quella più importante con l’ordine di partenza delineato fedelmente dalla qualifica.

Il norvegese aveva avuto anche l’opportunità di vincere gara-2 in rimonta, ma è stato sfortunato a perdere leggermente il controllo della vettura nel tentativo finale di sorpasso a Matteo Nannini, che sembrava ormai cosa fatta, distruggendo la gara di entrambi. La vittoria di gara-2 è così andata a Olli Caldwell, lanciato ora all’inseguimento del suo compagno nel team Prema distante solo 2 punti in classifica. In grande spolvero i francesi Clement Novalak e soprattutto il debuttante Victor Martins, ora rispettivamente terzo e quarto in campionato: quest’ultimo si era già contraddistinto nei test pre-stagionali sulla stessa pista, mettendo a segno i tempi più veloci in assoluto, e ha dovuto anche compensare con il suo talento una vettura – quella del team MP Motorsport – sicuramente inferiore a Prema, Trident e ART.

Proprio la ART si era aggiudicata gara-1 grazie ad Aleksandr Smolyar, ora però solamente ottavo in classifica a 17 punti da Hauger. Il team francese si è però reso protagonista della storia più bella del weekend, traghettando il rientro di Juan Manuel Correa alle corse da agosto 2019, dopo quasi due anni e il rischio di amputazione di un piede in seguito al tremendo incidente che è costato la vita ad Anthoine Hubert. Correa è riuscito a portare a casa un punticino, ottenuto in gara-2 in seguito a numerosi incidenti dei piloti nelle prime posizioni, ma si è comunque detto felicissimo di essere tornato in pista e da lui ci si aspetta un ulteriore miglioramento nella strada che dovrebbe ricondurlo sempre più dentro al motorsport.

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La Rivoluzione francese della F1 2021

Al Paul Ricard in pista con chiarimenti regolamentari che potrebbero decidere la stagione.

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Caratterizzato ormai regolarmente dal feroce duello mondiale tra Hamilton e Verstappen, il campionato di Formula 1 ha visto in quella dell’ultimo appuntamento di Baku la sua gara più pazza. La doppia esplosione degli pneumatici posteriori di Stroll e dello stesso Verstappen ha però fatto squillare il campanello d’allarme della sicurezza, conducendo la FIA a un’accurata indagine.

Ecco quindi che si è scoperto che alcuni team – tra cui proprio Aston Martin e Red Bull interessate dallo scoppio ma non la Ferrari – hanno alzato le temperature delle termocoperte per poi far raffreddare le gomme successivamente una volta montate, così da farle successivamente “sgonfiare” rispetto ai valori di pressione minimi che a Baku erano stati alzati alla vigilia del weekend proprio in nome della sicurezza. I team, giocando con il regolamento, avevano l’obiettivo di guadagnare così aderenza in trazione, ma la FIA ha messo a punto una direttiva tecnica che prevede controlli più severi anche a pochi istanti dall’inizio della sessione, anche proprio per monitorare queste “curve di raffreddamento”.

Da questo weekend del Gran Premio di Francia, inoltre, la FIA ha messo fine alle aspre polemiche delle scorse settimane sulla flessibilità delle ali posteriori. Ora la Federazione prevede che l’alettone debba avere una flessione massima di 1 millimetro anziché 3, e dovrà sopportare una pressione di 1000 Newton anziché 750). La Formula 1 si prepara quindi alla sua seconda parte di stagione con nuove regole d’ingaggio che staremo a vedere quali effetti sortiranno.

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Automobilismo

Tra i due litiganti Perez gode

Il pirotecnico GP di Baku premia il messicano della Red Bull.

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Il Gran Premio di Azerbaijan 2021 di Formula 1 doveva essere la corsa della feroce lotta, forse mai così ad armi pari, tra i tre migliori piloti del momento: Charles Leclerc, che partiva in pole grazie a una Ferrari in formissima in qualifica, Lewis Hamilton voglioso di riprendersi la leadership in campionato e ovviamente Max Verstappen determinato a mantenerla e rafforzarla. Alla fine si è rivelata la corsa di tre protagonisti inattesi: Sergio Perez, vincitore partendo dalla sesta posizione; Sebastian Vettel, clamorosamente secondo pur partendo dall’undicesima casella; infine Pierre Gasly, autore nel finale di tre staccate consecutive in faccia a Leclerc che hanno negato al monegasco la gioia del podio.

Fin da subito si era capito che Leclerc, pur leader nei primi giri, non ne aveva per stare al passo delle Red Bull e di Hamilton: anche Sainz nel post-gara ha confermato problemi per la Ferrari nella gestione delle gomme. Il Campione del Mondo ha così preso il comando della prima parte di gara, ma dal suo muretto hanno nuovamente commesso un errore: braccato da Verstappen, incapace però di superarlo nel lunghissimo rettilineo del traguardo, Hamilton è stato impaziente di anticipare la sosta, ma la difficoltà della Mercedes di scaldare le gomme ha fatto sì che le sue hard nuove fossero inizialmente molto più lente delle soft delle due Red Bull. I due “tori”, ritardando i rispettivi pit stop su Hamilton, riuscivano a completare l’overcut e a passargli davanti.

Nel finale di gara, però, ecco i grandi colpi di scena: prima lo scoppio della gomma posteriore sinistra di Verstappen e il suo inevitabile ritiro, poi la decisione della direzione gara di interrompere con la bandiera rossa a tre giri dalla fine. Quindi la disposizione per una nuova ripartenza da fermi per una mini-gara di soli due giri: una situazione che ha confuso Hamilton, che durante la procedura di partenza ha toccato erroneamente il tasto “Magic”, di fatto disattivando i freni. Il risultato è stato il suo lungo in curva 1 che ha spalancato le porte a Perez, Vettel e Gasly per il podio. Tutto invariato nel Mondiale Piloti, con Verstappen ancora in testa per 4 punti su Hamilton, mentre la Red Bull approfitta del doppio zero della Mercedes per allungare a +26.

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Leclerc ci riprova: altra strepitosa pole a Baku!

Il monegasco compie un altro capolavoro in Azerbaijan.

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Approcciando al weekend del Gran Premio di Azerbaijan, Charles Leclerc si annunciava già rassegnato di non riuscire a riproporre la stessa competitività di Monaco. Con l’aiuto di un po’ di fortuna, invece, il ferrarista è riuscito a ottenere un’altra pole position, la nona della carriera, e stavolta senza alcun timore per l’affidabilità nella partenza di domani. Leclerc è stato sicuramente agevolato da un fattore casuale: il fatto che nel tentativo buono in Q3 si sia ritrovato davanti la Mercedes di Hamilton lungo tutto il terzo settore velocissimo, succhiandone una scia infinita e molto incisiva, sfruttando il fatto che le Mercedes – contrariamente alle altre vetture – abbiano utilizzato un giro in più per portare in temperatura le gomme anteriori.

L’abolizione del DAS ha creato non pochi grattacapi alle “Frecce nere” su questa pista proprio nella ricerca della giusta temperatura di esercizio degli pneumatici, soffrendo di un po’ di sottosterzo all’avantreno anche in qualifica. Per questo motivo Hamilton, secondo a fine qualifica, ha esultato alla radio quasi come se avesse ottenuto la pole lui stesso. Partirà infatti subito davanti al grande rivale Max Verstappen, il grande favorito e il grande sconfitto di giornata, così come Perez che manca nuovamente la zampata sul giro secco e partirà solamente settimo. Altra giornata da dimenticare per Ricciardo, a muro e ancora eliminato in Q2 sconfitto da Norris, così come la cura-Faenza non sembra aver ancora giovato a Tsunoda che in Q3 ha compiuto l’ennesimo errore stagionale. Appuntamento a domani alle ore 14 per una gara dove Leclerc, nonostante la partenza dal palo, non sembra però il favorito per la vittoria.

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