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Cinque volte dea ma il Parma le fa due gol

Al Tardini, il Parma, gioca per la prima volta dopo aver detto addio a Torino, lunedì scorso, alla serie A. I crociati. sono spazzati via da un’Atalanta dallo strapotere fisico e dalla tecnica straripante: Sepe deve prendere, alla fine, il pallottoliere: la dea ne fa cinque, al Parma, il magro contentino di due gol.

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Parma – Atalanta, un tempo, erano i crociati a dettare legge, iscritti, nell’era del patron Tanzi, nel grande libro delle 7 sorelle: tutto iniziò 30 anni fa, al culmine della stagione 1990-91, quando, al primo giro di serie A, mentre molti pensavano ad una meteora, eccolo, il Parma, piazzarsi sesto in classifica e centrare, al primo colpo, la qualificazione in Uefa.

L’ Atalanta all’epoca, era sempre dea ma non aveva restyling, appeal e potenza di oggi, dove, come nemmeno in un carnevale di Rabelais , si sono invertiti i ruoli: Parma, già in B, prima gara in casa dopo la certezza matematica della retrocessione, materializzatasi lunedì sera a Torino e dea lassù, tra le grandi, a giocarsi un posto in Champions, al momento terza, a 69, chiamata dunque a fare la sua parte qui, in attesa che Juve e Milan, possano magari pareggiare.

Parma-Atalanta, oggi, le gerarchie sono cambiate: l’isola crociata non è più felice e Bergamo è lassù, altro che provinciale, dea, solo dea e, di tutto rispetto.

I pregiati viticoli di Gasperini producono ottime bottiglie di calcio: calici freschi,vino corposo e senza bollicine: tutti sanno fare tutto e questo, è il valore aggiunto della squadra orobica. Dopo due volte, a due passi dal gol, alla terza, passa a condurre la dea: fa tutto l’ucraino Malinovskyi, che s’incunea in quella linea sottile tra le terre di mezzo e l’attacco, mancino maligno all’angolino che batte facilmente Sepe.

Settima rete per il tuttocampista atalantino. E il Parma? Va avanti e indietro, senza costrutto alcuno: Gervinho e Cornelius, sono chiusi da Palomino, Romero e Djmsiti, tre cani che appena sentono odore di uomo, mordono.

E’ davvero un piacere vedere all’opera Ruslan Malinovskyi, non solo gol, ma anche, come in occasione della punizione di Bruno Alves, calciata dal portoghese sulla barriera, sapiente gestione del pallone, che protegge e dopo serve a Zapata, già salito in posizione di ala destra: meccanismi e meccanica stra oliati e non a caso l’Atalanta, per la terza volta consecutiva, si sta giocando un posto in Champions.

Ilicic, tacco, Freuler, servizio per Zapata, tiro del puntero colombiano e traversa: si, è l’Atalanta la squadra che gioca il miglior calcio del campionato.

Il Parma, è una squadra già condannata e completamente stanca, dove anche quelle minime palle che i bergamaschi gli concedono, sono giocate in modo blando senza alcuna incisività.

Prestanza con pochi pari quella che mostra Duvan Zapata, che non a caso a Napoli chiamavano O Zapatone: tiene la palla lavorando molto di gambe e non gliela portano via nemmeno se gli sparano.

Ilicic per Zapata e Pessina per Muriel, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia. E il cambio porta subito i suoi frutti: il monzese e già in nazionale Pessina, entra come il coltello nel burro, e da dentro l’area, col mancino batte Sepe e sigla la sua seconda rete in campionato, lui che con le sue prodezze, ha portato la dea in finale di Coppa Italia al Mapei Stadium di Reggio Emilia contro la Juve il prossimo 19 maggio.

Gli orobici, potrebbero triplicare le marcature, ma Muriel dopo aver percorso più di trenta metri palla al piede, sul più bello, perde lucidità e invece che servire Malinovskyi, tira e fuori. Dosaggio intelligente di Gasperini, che leva Malinovskyi e mette Miranchuk, mancano tre impegni e la dea vuole e può andare in Champions. L’Atalanta, è un orologio precisissimo, dove tutte le lancette si armonizzano alla perfezione e l’ora è giusta, e l’ora è sempre molto ben visibile.

Ecco Hateboer per Gosens. Freuler per Pasalic, ecco l’ultimo tassello dello scacchiere sempre mobile di Gasperini. Per il Parma, da segnalare l’esordio di Camara, che rileva Kucka. Subito dopo l’Atalanta cala il tris con Muriel, che di destro in area, dopo aver ricevuto da Pasalic, fredda Sepe.

Il Parma, si regala il contentino: Busi serve Brunetta, che col destro buca Sportiello. Gol bello ma inutile come una giornata di sole al mare ma senza costume. Per la formazione lombarda, è sembrata una partitella del giovedì: Muriel, il colombiano, dopo un tiro di Pessina finito sul palo, di destro, ribadisce in rete. Ventunesima rete dell’ex Udinese, Samp e Fiorentina.

Tutti vogliono iscriversi alla giostra del gol atalantina del Tardini: ci prova, insistentemente, Pasalic, palla che arriva a Miranchuk e gran botta del russo, che fissa a cinque le marcature dei bergamaschi. Un Parma a cui va dato però il merito di aver trovato due gol proprio contro un avversario forte, un dato su cui magari impostare, per la squadra di mister D’Aversa, le ultime tre gare.

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Il signor Ranieri e il signor Quagliarella: il Parma che verrà prenda esempio

A Marassi l’ultima Samp di Ranieri passeggia sull’ultimo Parma di D’Aversa. Segnano Quagliarella, che raggiunge anche le 500 gare in serie A (chapeau!) Colley e Gabbiadini. Per i crociati finisce l’agonia di questa stagione conclusa da fanalino di coda, per i doriani un campionato da ricordare: falsa partenza ma arrivo tra grandi appluasi

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Sampdoria – Parma si può spiegare anche così: da una parte uno degli ultimi signori del calcio italiano, Claudio Ranieri, dall’altra gli ultimi della graduatoria, il fanalino di coda e maglia nera del campionato, che sprofondano in B con una matassa di rancori, che al confronto, il masso che portava Sisiifo, era leggero.

Claudio Ranieri da Testaccio, prima del miracolo Leicester del 2016, fu l’artefice del prodigio Parma 2007: prese una squadra esangue dopo la fallimentare gestione Pioli, la portò a gustosa e sudata salvezza.

L’impresa, gli valse le attenzioni e la nomina da parte di madama, dove forse, il nostro, si bruciò un pochino le ali. O dove forse, capì una cosa: che se guida uno squadrone è uno dei tanti, se è invece alla tolda di una squadra normale, ci mette poi poco, a farla diventare speciale.

Poche settimane fa, doveva giocare contro l’Inter, neo campione d’Italia, al Meazza. Molti colleghi passano non si fermano e guardano innanzi, non lui, non il suo stile, non la sua cultura profondamente umana.

Gioco contro i freschi vincitori dello scudetto e per di più in casa loro? Perbacco, mi fermo, aspetto, li omaggio ed invito i miei giocatori a fare altrettanto: tu chiamali, se vuoi, gesti rivelativi. Rivelano lo spessore che c’è dietro e dentro al ruolo.

Ma, attenzione, la Samp, che l’anno venturo in A sarà orfana della gemellata Parma, non ha solo un signore, ma due. Il secondo non allena ma gioca ancora anche se la carta d’identità recita 1983. Si chiama Fabio Quagliarella, ed il primo degli ultimi schiaffi al Titanic Parma, glielo ha dato lui, ieri a Marassi nel giorno delle sue 500, si avete letto bene, 500, presenze in serie A.

A Fabio non ho bisogno di dirgli nulla, anche le cose che potrebbe non fare, in allenamento le fa sempre e con un impegno superiore alla media”.Così disse di Fabio, Ranieri, in calce a Milan-Sampdoria, 1 a 1, con magia di Fabio Massimo a San Siro, lo scorso sabato santo.

Ranieri, ieri ha vissuto il suo canto del cigno con la Doria. Quagliarella rimarrà. Ecco, un allenatore leader e con dei valori sani come piatto fisso nel suo menù. Un giocatore cardine in campo, capace di fare le cose ordinarie in maniera straordinaria. Parma riparti da due così e il tuo buio si riaccenderà presto.

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Calcio

Il diavolo torna in Champions League

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Al Milan serve la vittoria per assicurarsi la partecipazione alla prossima Champions League, la dea si gioca il secondo posto, ma con la sicurezza di essere già nell’Europa che conta. I bergamaschi attaccano senza mai affondare il colpo, i rossoneri quando hanno l’occasione fanno male, al minuto 43′ viene atterrato Hernandez e conquista un calcio di rigore. Dal dischetto Kessie é freddo, porta a riposo in vantaggio i suoi. Nella ripresa lo spartito non cambia, Gasperini prova a mettere Muriel per far male agli avversari, ma i ragazzi di Pioli si compattano e attaccano in ripartenza. In pieno recupero il Milan conquista un altro calcio di rigore, De Roon viene espulso e kessie non sbaglia. Finisce 2-0 per il Diavolo che torna In Champions League dopo sette stagioni, torna meritatamente dove merita.

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Calcio

Senza goal in Calabria

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Allo Scida va in scena l’ultimo atto per queste due formazioni, di sicuro entrambe non hanno attraversato un’annata molto positiva  e cercano di chiudere bene. I padroni di casa sono aritmeticamente in Serie B da un pezzo, mentre la Fiorentina é riuscita a salvarsi non senza qualche preoccupazione. Il primo tempo termina a reti bianche , vengono ammoniti Pulgar e Castrovilli per i viola, Djidji per gli squali. Nella ripresa verrà ammonito anche Zanellato per i calabresi, ma il match non si sblocca. Finisce senza reti l’ultima sfida di campionato, i rossoblu salutano la massima serie, gli uomini di Iachini cominciano a riflettere sulla prossima stagione.

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