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Calcio

Blancos letali, nerazzurri inguardabili

Inter nervosa e poco reattiva, dominata in lungo e in largo da un gran Real

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L’Inter pazza, che rimonta di rabbia e di sprazzi tecnici il Toro? Scordiamocela, ecco una squadra né pazza né folle ma totalmente atarassica, che subisce il gioco ordinato ed elegante del Real non fa nulla per opporsi e non fa niente per proporsi. La ferocia, dall’inizio, che auspicava Conte? Zero assoluto. E, ancora una volta, ecco l’antico ma sempre nuovo adagio: in serate così nette e decisive, la beneamata difetta di personalità.

Ma, davanti ai blancos, al Meazza, la personalità non è che si è vista a tratti, non è proprio mai pervenuta. Piccola, troppo piccola questa Inter, che guarda il dito di decisioni arbitrali anzichè cercare la direzione della propria luna. Se si spendono tante energie a star dietro a verdetti magari scorretti, poi non ce ne sono per le altre cose, come provare a star dentro al cuore degli eventi fino al termine, come cercare di fare i solchi e far si che il campo sia per l’avversario in salita, come ha più volte ribadito il tecnico salentino nella conferenza stampa post Inter-Toro. No, nessun solco ma tanta salita, quella che le merengues costruiscono e costringono l’Inter a percorrere.

Apre le danze dal dischetto Edin Hazard. Ci può stare di prendere un gol e per giunta da un grosso calibro. Non ci può stare rimanere a guardare e farsi schiacciare. Così, il Real, ci prende gusto e l’Inter si abbassa sempre più, avvolta dentro una scura nube di disistima. Vidal, per non vedersi concesso un rigore dopo un intervento di Varane ai suoi danni, perde il senno e in un amen manda a quel paese due volte l’arbitro Taylor. Due gialli fanno un rosso.

Pochi indizi fanno però già una semi prova: il cileno era arrivato come il grande punto esclamativo, si sta rivelando invece un grosso punto di domanda. Conte, si limita a guardare mestamente i suoi, che lentamente imbastiscono trame scontate e mai interessanti. Il Real rimpingua il punteggio coi cambi, l’Inter no, non cambia. Rodrygo servito da Lucas Vazsquez la mette dentro al volo, leggera deviazione di Hakimi, dopo soli 24 secondi dal suo ingresso in campo. L’Inter si fa quasi pericolosa, verso il tramonto della sfida, con Perisic che impegna Courtois con un tiro cross. Basta, tutto qua, tutto miseramente qua. Si complica, con 2 punti, da fanalino di coda del girone, il restante cammino dei nerazzurri, che devono ora andare a Moenchengladbach e giocare in casa contro lo Shakhtar costretti a vincere ed aggrappati anche ai risultati degli altri. Così, quella che doveva essere la stagione della riscossa, rischia seriamente di finire anzitempo con una brutta scossa.

Calcio

Pioli Guida il Milan al secondo posto

I rossoneri violano l’Olimpico rimanendo in scia dell’Inter. La Roma perde tra i rimpianti un nuovo scontro diretto.

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Il Milan viola l’Olimpico vincendo 2 a 1 contro la Roma e rimane in scia dell’Inter capolista. La prima mezz’ora della squadra rossonera è perfetta, soffoca la Roma con un grande pressing ma non sfrutta le occasioni per passare in vantaggio che sono numerose. Dopo i primi trenta minuti entra in campo anche la squadra di Fonseca che con le triangolazioni dei suoi trequartisti impensierisce Donnarumma. Il match si sblocca al 43’. Fazio contrasta Calabria in area. Guida richiamato al Var assegna il rigore che Kessie realizza.

La ripresa: Il Milan perde per infortunio prima Calhanoglu poi Ibra e la Roma pareggia. Spinazzola trova Veretout che dal limite trova la rete del pari. Decimo gol stagionale per il francese. Il pareggio sembra far cambiare inerzia alla partita ma Pau Lopez sbagliando un rilancio mette in crisi la difesa con Rebic che riporta in vantaggio il Milan. La Roma accusa il colpo, ha le sue occasioni per pareggiare e si lamenta per le decisioni di Guida che a dieci minuti dalla fine nega un rigore su Mkhitaryan, invertendo il fallo. Il Milan vince e si rilancia, Fonseca perde l’ennesima partita contro una big perdendo anche l’imbattibilita casalinga.

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Calcio

Fano-Ravenna, un pareggio amaro per entrambe

Un 1-1 con retrogusto di occasioni sprecate.

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La sfida salvezza tra Fano e Ravenna doveva risolvere alcuni dati allarmanti da una parte e dall’altra. Il Fano non vince due partite consecutive in regular season dai primi di dicembre del 2018 (contro Rimini e Renate) e il Ravenna non vince in trasferta da più di un anno, dalla vittoria per 2-1 a San Benedetto del Tronto del 16 febbraio 2020. Alla fine i romagnoli hanno incassato il terzo pareggio consecutivo in trasferta dopo le 11 sconfitte di fila (12 se contiamo il playout di questa estate perso proprio a Fano) ma nel secondo tempo hanno nettamente preso sempre di più il gioco in mano e recriminano sull’ennesima parata salva-risultato di Viscovo in questa stagione, stavolta su Ferretti.

Due squadre che si sono presentate a specchio, entrambe con il 3-5-2, con le assenze pesanti in casa Ravenna di Caidi e Boccaccini in difesa, di Papa a centrocampo e soprattutto di Mokulu in attacco. Fano e Ravenna hanno entrambe avuto l’occasione per vincere la partita: i granata hanno avuto con Barbuti la palla per arrotondare sul 2-0 nel primo tempo dopo il capolavoro balistico di Gentile, che ha calciato al volo su un’uscita fuori area leggermente scomposta di Tomei. Dall’altro lato, però, è stata una partita che ha confermato i progressi di entrambe in fase difensiva.

Il Ravenna non ha quindi approfittato del pareggio dell’Arezzo a Trieste, ma il gol di Martignago nel secondo tempo consente ai romagnoli di conservare comunque 4 punti sull’ultimo posto dei toscani. Resta ancora in zona playout il Fano, che non è riuscito a chiudere la partita nel momento più favorevole ma che è stato bravo a limitare i danni in una partita dove, per lunghe fasi, è sembrato in balia dell’avversario.

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Calcio

Nestorovski segna e la Fiorentina è ko

tre punti pesanti per i friulani

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Nestorovski segna e la Fiorentina è ko, vittoria dell’Udinese per uno a zero. Ecco il tabellino.

MARCATORI: Nestorovski (86′)

UDINESE (3-5-2): Musso; Becao, Nuytinck, Bonifazi; Molina (91′ De Maio), De Paul, Walace, Makengo (70′ Arslan), Stryger Larsen; Llorente (77′ Braaf), Nestorovski. A disposizione: Scuffet, Gasparini, Samir, Okaka, Micin. All.: Gotti

FIORENTINA (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella (88′ Montiel), Martinez Quarta; Malcuit (79′ Caceres), Eysseric (88′ Valero), Pulgar, Castrovilli (79′ Amrabat), Biraghi; Ribery (68′ Kokorin), Vlahovic. A disposizione: Terracciano, Rosati, Olivera, Venuti, Barreca, Callejon, Igor. All.: Prandelli

ARBITRO: Volpi (Arezzo)

AMMONITI: Llorente (Udinese); Martinez Quarta, Kokorin (Fiorentina)

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