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Europei

Big è sempre Rom e il Belgio piega anche la Finlandia

Il Belgio a San Pietroburgo liquida anche la Finlandia, che aveva fatto una partita di resistenza e ripartenze per oltre settanta minuti. Segna Lukaku, ma il Var dice di no. In gol Vermaelen, con la complicità del portiere Hradecky. Poi, questa volta è buona, ancora Lukaku. La squadra di Martinez, solida dietro e forte davanti, sarà, per tutti, un vero osso duro. Finlandia fiera ma non basta, ora spera nel ripescaggio

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Tre gol alla Russia, due alla Danimarca, due alla Finlandia, un solo preso, dalla Danimarca: si questo Belgio vola.

Anche in passato, lo si era incensato, ma poi sul più bello, era crollato. Ora, prima di prendere in mano il turibolo, è la squadra stessa di Martinez che plasma le sue partite con l’unguento della continuità.

Le passate e recenti edizioni dei fiamminghi, potevano contare sulla presenza di un Lukaku, che non era però ancora il Lukaku fortificato e skillato da Conte e dai due anni di studio matto e disperatissimo in nerazzurro.

Prima era il puntero, il punto di riferimento avanzato. Ora a questi ruoli, ha aggiunto una leadership solida grazie all’asticella delle sue prestazioni, notevolmente alzatasi in maglia Inter.

Al cospetto dei fieri finlandesi, però, Lukaku e soci, non hanno affatto avuto la pappa pronta.

La nazionale Suomi aveva una voglia matta del suo primo, storico, europeo e si è vista e si è sentita, in campo, in tutte e tre le gare del girone.

Vittoria contro la Danimarca, sconfitta contro i russi ma con un gol annullato a Pohjanpalo, che ancora fa discutere.

Si sono battuti dall’inizio alla fine i ragazzi di Kanerva, che non sono andati all’Europeo per fare i turisti.

Freddi come vuole la loro tradizione, animosi ma mai noiosi. Contro il Belgio, hanno tenuto botta per 74 minuti.

La doppia P là davanti, Pukki e Pohjanpalo, ha fatto gli straordinari,rientrando spesso a dar manforte, soprattutto il secondo, il vero pistone del motore nordico, che ha mostrato di vedere bene anche la porta.

Gli occhi di molti club, sono, di sicuro, già su di lui, come ad Euro 2008, erano sul russo Pavljucenko, che poi si accasò al Tottenham.

Anche se il biondo finlandese gioca già in un campionato probante, nel Leverkusen, come il suo portiere, Hradecky. Ora i finlandesi devono sperare di essere ripescati tra le quattro migliori terze.

Se la palla arriva tra i piedi di De Bruyne, si salvi chi può. Ha visto Lukaku, lo ha servito, rete del centravanti, ma annullata dal Var per un millimetro di offside.

Allora ci ha pensato Vermaelen con la complicità del portiere del Leverkusen, Hradecky, che dopo aver visto la palla sbattere sul palo, l’ha spinta goffamente nella propria porta.

Occhio alla difesa del Belgio: fa segnare poco e quando sale sa anche segnare.

Ma Big Rom, dopo lo scudetto, non è venuto all’Europeo per niente: vuole segnare ed aiutare Martinez a trasformare, un’eterna incompiuta, in una nazionale capace di scrivere la storia.

Così, Lukaku, col destro, l’ha messa dentro nel finale. Terzo gol, come Ronaldo.

Ma, non c’è solo Romelu. Martinez può contare su tante alternative, come Doku, catechizzato alla sua uscita dal campo dal cittì, perché a sua detta, in un paio di circostanze, poteva rendere meglio.

Come chi ha sostituito Doku, Batshuayi, come il lungagnone Benteke, che ha rilevato Lukaku.

Certo, l’italia ora deve studiare l’Austria e il Belgio, nel caso, solo più avanti.

Ma una cosa è certa: per chiunque se lo troverà davanti, sarà un’interrogazione difficilissima, un esame di quelli, da non dormirci la notte.

Calcio

Ronaldo capocannoniere di EURO2020

Altro titolo per il portoghese della Juventus

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Ronaldo si è sbloccato a UEFA EURO 2020 con due gol nel finire nel 3-0 sull’Ungheria, arrivando a quota 11 gol alla fase finale, un record. Quindi, ha segnato il primo gol nella gara persa 4-2 contro la Germania e un’altra doppietta dal dischetto nel 2-2 contro la Francia alla terza giornata.

Con i due gol contro i Bleus, Ronaldo ha firmato la rete numero 109 in nazionale, eguagliando il record mondiale dell’iraniano Ali Daei. Anche se Patrik Schick ha segnato lo stesso numero di gol a EURO 2020, Ronaldo si è aggiudicato il premio grazie all’assist contro la Germania e perché ha giocato meno minuti dell’ex romanista. (dal sito UEFA)

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Calcio

Dati tv della finale EURO2020

Record ai rigori

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Dati auditel della finale di ieri sera su Rai\ tra Italia ed Inghilterra.

Ha fatto registrare un netto di 18.172.000 telespettatori, share 73,68%. Nel dettaglio nel Primo Tempo 17.768.000, share 71,94%; nel Secondo Tempo 18.290.000, 72,96%; nei Tempi Supplementari (dalle 23.02 alle 23.40) 18.459.000, 75,96%; ai Rigori (23.46 – 23.58) 18.549.000, 78,74%.

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Europei

The queen is an italian Donna: para due rigori e ci manda in cima all’Europa

Nell’aula magna del football, l’Italia inizia con una sorta di scena muta. Subisce oltre al vantaggio di Shaw la pressione di giocatori e pubbico. Poi, un sinistro di Bonucci ridona ossigeno ed autostima e raffredda gli entusiasmi di casa. Anche questa volta, come in semifinale contro la Spagna, ci vogliono i rigori: Sbagliano Belotti e Jorginho, non deludono le altre B: Berardi, Bonucci, Bernardeschi. Ma è Donnarumma, che con le parate su Sancho e Saka, zittisce la monarchia e fa esplodere la gioia tutta italiana

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Non ce ne voglia la regina Elisabetta, ma Dio questa volta non salvi nessuna regina, ma salvi e benedica quella Donna tutta italiana: le mani del gigante stabiese hanno reso gli inglesi più piccoli di un pound, ed hanno poi permesso alle mani di Giorgio Chiellini di andare ad alzare l’argento della Coppa Delaunay.

Prima quelle mani si sono distese ed hanno respinto il rigore di Sancho, poi hanno fatto da guardarobiere permettendo, mentre Saka andava a calciare il penalty, che l’abito della felicità fosse solo e grandemente azzurro.

Ma prima delle mani di Donnarumma, protagonista è stato il piede, il sinistro di Bonucci, che ha rimesso l’Inghilterra nel congelatore.

Il vantaggio improvviso di Shaw, l’aveva messa sul calorifero scaldando le ragioni dei cuori ed i cuori di quelle ragioni nella loro regione.

Fredda invece, terribilmente fredda si era messa la serata per gli azzurri: entrati in campo con il freno a mano tirato, subendo e non vivendo la pressione del popolo di Wembley.

Gli inglesi, caricati come molle, andavano a mille all’ora. Gli italiani, sembravano trottole che giravano a vuoto.

Ci voleva qualcosa, ci voleva qualcuno.

Eccolo, anzi, eccoli. Testa di Verratti, palo. Sinistro di Bonucci, rete. Con l’articolo determinativo Il, l’Italia tornava, di gran carriera, determinata.

Si, l’iniziale show di Shaw, ora si capiva che non era, non poteva essere l’unico spettacolo della serata.

Il gol del grinta ha ridato grinta alla truppa azzurra e ha gettato acqua sul fuoco anglosassone.

Gli azzurri, spuntati e spossati, avevano però ancora desideri potenti, stavano lì, non però a farsi schiacciare ma a provare a far male.

La sofferenza, diceva Eschilo, insegna. E l’Italia, volentieri diventava scolara della sofferenza.

Ma come sembrava ancora lontano ogni nunc dimittis.

Il drappello degli abbracci prima dei rigori, lo accorciava, lo avvicinava. Mentre saliva quell’atavico ed insopprimibile petto troppo in fuori inglese, assente invece nelle altre partite.

No gallo, non è successo niente.

No maestro Jorginho, stai tranquillo, capita anche ai più bravi di sbagliare. Ma che rebus irrisolvibile il rigore dell’oriundo vanificato in modo istrionico da Pickford.

Berardi (che con quella volè delpieriana in partita stava per fare, nel tempio della storia, la storia del tempio) Bonucci, Bernardeschi, sia lodato il fattore B, che ha redento l’errore della B di Belotti.

Il rumore del palo di Rashford.

Il rumore dei guantoni di Donna a rendere un’intera nazione impotente, frustrata, chips cruda e senza fisch.

Italia,non fermare ti prego, cantiamo con Venditti, le mani di questa Donna, che ha zittito la regina.

Ora si, ecco il più che meritato nunc dimittis: ora lascia o Signore che Donnarumma vada a godersi la festa a casa della perfida albione, che aveva già preparato baccanali lunghi così.

Ma noi siamo più perfidi di loro. E da poche ore, anche, campioni d’Europa.

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