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Tennis

Berrettini lascia ai quarti agli US Open

Impressionato dal gioco del serbo

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Matteo Berrettini lascia ai quarti agli US Open.

Ho giocato bene, ma oggi si è visto perché è il più forte al mondo: non importa come stai giocando, lui fa semplicemente meglio”, queste le parole di Berrettini al termine dell’incontro perso ai quarti di finale con Djokovic.

Il romano aveva vinto il primo set, però subito il ritorno del tennista serbo: “Ho visto le statistiche: fanno impressione”, ha dichiarato ai microfoni dei colleghi negli USA.

Tennis

US Open: Berrettini ai quarti contro Djokovic

Nuovo incrocio in un grande Slam

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Matteo Berrettini raggiunge i quarti a Flushing Meadows come accaduto nel 2019 

L’italiano ha sconfitto il tedesco Oscar Otte (che aveva eliminato in precedenza Andreas Seppi) con il punteggio di 6-4 3-6 6-3 6-2 mentre Djokovic ha superato il giovane Brooksby 1-6 6-3 6-2 6-2.

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Tennis

Tennis: Djokovic a caccia del Grande Slam che manca dal 1969

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Classe 1987, numero uno del mondo, 85 titoli vinti in carriera di cui 20 Slam. È lui: Novak Djokovic. Il campione serbo nonostante una concorrenza serrata di tennisti ben più giovani, all’età di 34 anni vuole raggiungere il punto più alto della sua celebre carriera: conquistare il Grande Slam. Qualcosa di leggendario, un’impresa di cui si sente sempre parlare ma che nessuno dal lontano 1969 è più riuscito a realizzare. L’ultimo a compiere l’impresa è stato proprio l’australiano Rod Laver alla fine degli anni ’60, capace ci vincere Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e Us Open nello stesso anno solare. Prima di lui ci è riuscito lo statunitense Don Budge nel 1938. Djokovic è pronto a seguire le orme di questi due fuoriclasse. Il 2021 sembrerebbe essere l’anno giusto. Fino ad ora il tennista di Belgrado ha messo in mostra un gioco impeccabile, senza sbavature sotto ogni punto di vista, sia tecnico-tattico che psicologico. Quest’anno ha alzato al cielo quattro trofei, di cui tre Slam: Australian Open, Roland Garros e Wimbledon.

Djokovic ha concentrato tutte le sue energie per vincere questi Major, dando loro priorità. Una strategia conclamata già a inizio anno e portata avanti nel migliore dei modi. Per completare l’opera manca solo la vittoria finale agli Us Open; un’obiettivo da raggiungere ma che a questo punto della stagione non sembra essere poi così scontato. Il numero uno del mondo viene fuori da due sconfitte alle Olimpiadi di Tokyo che hanno fatto tanto rumore. Prima ha perso in semifinale contro Alexander Zverev. Poi è stato sconfitto nella finale per il terzo e quarto posto, facendo sfumare l’opportunità di mettersi al collo la medaglia di bronzo, conquistata invece dallo spagnolo Pablo Carreno Busta.

La rinuncia a Cincinnati – Djokovic è determinato. Ha un unico pensiero che gli scorre in mente: vincere lo Slam statunitense. Per farlo sta rinunciando a tutti i tornei di spessore che precedono l’Open di New York, come il Master 1000 di Cincinnati. «Ho bisogno di più tempo per recuperare le energie. Ci vediamo agli Us Open. Adesso starò di più con la mia famiglia e poi sarò a New York», ha detto il campione serbo. Massima concentrazione e allenamenti costanti per il numero uno del mondo che sui campi di Flushing Meadows non potrà permettersi di sbagliare. Le luci dei riflettori sono tutte puntate su di lui, specialmente dopo la notizia del ritiro di Rafael Nadal. Il maiorchino per un problema cronico al piede ha deciso di bloccare qua la sua stagione professionistica, dando appuntamento ai suoi fan al 2022. Non dovrebbe essere prevista alcuna operazione invasiva, ma un lento recupero che gli costa l’addio al tennis giocato per i prossimi quattro mesi. La via della precauzione sembra essere quella percorsa maggiormente dai senatori del circuito Atp, che non più giovanissimi si trovano spesso a fare i conti con un fisico un po’ più acciaccato. Ad impensierire Djokovic a New York ci saranno soprattutto il numero due del mondo, Daniil Medvedev e il greco Stefanos Tsitsipas.

Missione fallita a Tokyo – «E’ stata una giornata durissima. Ho completamente perso il mio gioco», aveva detto Djokovic dopo il match perso contro Zverev in semifinale a Tokyo. Il campione di Belgrado è stato battuto in rimonta dal tedesco per 1-6 6-3 6-1. Apparso nervoso e incapace di gestire lo scambio, Novak ha ceduto a uno Zverev più in forma, lo stesso che poi è riuscito a indossare la medaglia d’oro. Lo stesso gioco poco incisivo si è ripresentato nella partita per il terzo e quarto posto contro lo spagnolo Carreno Busta, che ha conquistato l’incontro per 6-4 6-7 6-3. Un altro match impegnativo, tirato fino al terzo set e in cui il serbo è apparso piuttosto stanco. Una possibile causa della perdita di lucidità e ritmo da parte di Djokovic è il fatto che non si sia riuscito ad adattare al clima giapponese. Il numero uno del mondo aveva fatto richiesta agli organizzatori di spostare gli incontri nel pomeriggio per evitare le ore più torride della mattina, ma pare che nemmeno questa cortesia gli sia stata d’aiuto. Dopo le sconfitte nel singolare Novak ha poi dato disdetta per il match di doppio misto, in coppia con Nina Stojanovic. «Mi dispiace di aver deluso i miei compatrioti, ma davvero negli ultimi due giorni non avevo più energie. Ero esausto, fisicamente ed emotivamente. Ho diversi problemi fisici e spero di recuperare in tempo per lo Us Open», ha detto Djokovic, scusandosi.

Una corsa a…tre? Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Dokovic, una corsa a tre che ancora non è finita. I senatori del circuito maggiore in totale hanno vinto 60 Slam e 276 titoli. Numeri da capogiro che passeranno alla storia. Djokovic tra i tre è quello che ha conquistato meno trofei, 85, rispetto agli 88 di Nadal e ai 103 di Federer. Dettagli che fanno la differenza, soprattutto nella mente del serbo, disposto a tutto pur di siglare più record possibili e superare i propri storici avversari. La sete di vittorie e la voglia di scrivere la storia di Djokovic non è affatto una novità. Anche i suoi colleghi sanno quanto sia importante per lui continuare a vincere. Per questo la vittoria degli Us Open – senza il pericolo di dover incontrare lo svizzero e lo spagnolo – rappresenta una grande opportunità, non priva però di pesanti pressioni. La conquista dello Slam newyorkese gli permetterebbe di mettere la firma, oltre che sul Grande Slam, anche sul suo ventunesimo Major, superando sia Federer che Nadal, rimasti a quota venti.

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Tennis

Trionfo di Camila Giorgi in Canada

Vittoria all’ATP 1000 di Montreal

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In Canada, battendo in finale la ceca Karolina Pliskova, numero 6 del mondo, con i parziali di 6-3, 7-5 la maceratese Camila Giorgi vince il torneo ATP 1000 di Montreal.

Nella classifica WTA la marchigiana si porta dal 71esimo posto al 34esimo in un colpo solo. Dopo le buone prestazioni olimpiche un grande risultato per il tennis italiano dopo le belle preformance di Berrettini e di Sinner.

Per la maceratese è il terzo titolo WTA vinto in carriera, sicuramente il più importante.

Lacrime di gioia al termine dell’incontro.

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