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Tennis

Atp 500 Acapulco: Musetti batte Tiafoe e va ai quarti

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Lorenzo Musetti è hai quarti di finale del torneo Atp 500 di Acapulco. Un risultato straordinario per un tennista così giovane che a soli 19 anni (appena compiuti il 3 marzo scorso) è riuscito a buttare fuori dalla competizione messicana avversari di grande qualità come Diego Schwartzman (n. 9) e Frances Tiafoe (n. 56). Al turno successivo dovrà appellarsi nuovamente al suo talento, alzando ulteriormente l’asticella. Si troverà davanti un avversario completo, dal gioco preciso e raffinato. Parliamo di Grigor Dimitrov, bulgaro classe 1991 e n. 16 del ranking Atp.

Lorenzo Musetti

Il match contro Tiafoe – È terminato dopo quasi tre ore, esattamente due ore e 43 minuti di gioco, il match tra Musetti e lo statunitense Frances Tiafoe. Il campione toscano ha vinto in rimonta con il punteggio di 2-6 6-3 7-6(1). Un incontro equilibrato e spettacolare. Entrambi hanno giocato un ottimo tennis, esplosivo e d’attacco. Lorenzo ha impiegato un po’ di tempo prima di entrare nel ritmo partita. Il primo parziale, infatti, è stato dominato dall’americano che gli ha lasciato solo due game dopo un avvio devastante. Il 23enne di Hyattsville nel secondo set, però, non è riuscito a mantenere la stessa linea di gioco. Musetti ha risposto allo svantaggio in grande stile agguantando un break in fase di apertura. All’inizio del terzo game dopo uno scambio lungo ha messo a segno il punto della svolta. In corsa su una smorzata di Tiafoe è riuscito a salvare una palla (quasi) imprendibile trasformandola, con un tocco delicato, in un passante da applausi. Infine, nel terzo parziale, nonostante il pesante break subìto in partenza, è stato bravo a mantenere la giusta concentrazione e annullare la distanza, riequilibrando il punteggio e raggiungendo lo statunitense sul 4-4. Lo show ha avuto una degna conclusione solo al tie-break. L’azzurro ha comandato l’ultima e decisiva frazione con la sicurezza e la freddezza dei grandi. Tiafoe dopo l’ultimo errore, che gli è costato la partita, ha esternato tutta la sua frustrazione rompendo la racchetta al suolo. Una partita senza dubbio emozionante, ricca di alti e bassi da parte di entrambi e in cui l’americano ha abbassato la guardia in diversi momenti, concedendo troppo. Si è vista tutta la sua indecisione tattica soprattutto nelle discese a rete, incerte e inefficaci e in alcune uscite dal servizio.

Le dichiarazioni post partita – «Oggi è stata davvero dura, nel primo set ha giocato molto bene, è stato molto aggressivo. Io non ero in partita, non stavo giocando bene. Dopo il primo set ho cercato di lottare su ogni punto e alla fine ha pagato. Ci sono stati degli episodi a mio sfavore. Mi è costato il break al terzo set. Il tennis è così. Sono stato bravo a rimanere lì, a spingere ancora di più e aumentare il mio livello di gioco». E sul suo prossimo incontro Lorenzo ha aggiunto: «Fisicamente non ho alcun problema, quindi cercherò di recuperare al meglio e poi si vedrà. Sicuramente Dimitrov ha un tennis incredibile, ma questa settimana sta succedendo di tutto, quindi io ci credo e ci spero».

Tennis

Miami: l’analisi del match tra Sinner e Hurkacz

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Termina in finale il percorso da sogno di Jannik Sinner a Miami. Il tennista altoatesino è stato sconfitto in due set per 7-6(4) 6-4 dal polacco Hubert Hurkacz dopo un ora e 45 minuti di gioco. Entrambi lasciano la Florida con il sorriso stampato sul viso. Il 24enne di Breslavia passa dalla posizione n. 37 alla n. 16, guadagnando 1000 punti e un premio pari a 300.110 dollari. Anche per Jannik il bicchiere non è mezzo vuoto. Dalla posizione n. 31 sale fino alla n. 23, a -3 dall’ingresso in top 20 e con un premio in denaro di 165.000 dollari.

L’analisi del match – La finale di Miami si apre con un break in favore di Hurkacz, che non si lascia sfuggire l’opportunità di passare subito in vantaggio. Il divario è di 3 game a 0 per il polacco. Sinner nella prima fase del match è impreciso, sbaglia troppo. In fase di costruzione del punto è impeccabile ma al momento di chiudere lo scambio commette errori non forzati. Troppi. Il giovane tennista di San Candido, a metà set, riesce a riprendere in mano le redini del gioco e recupera il gap con il polacco fino a portarsi sul 5-5 prima e sul 6-5 dopo. Il break conquistato è fondamentale e arriva in un momento del match cruciale e dove la tensione è palpabile. Il vantaggio però non dura molto. Jannik spreca il proprio turno di servizio, senza vincere nemmeno un punto e conclude il game per 0-40. L’opportunità di chiudere il set in favore va in fumo e subito dopo si entra nel vivo del tie-break. Hurkacz ringrazia e mette la firma su primo parziale, chiudendo il tie-break per 7-4, sempre grazie ad alcune defaillance dell’azzurro.

Il secondo set si apre sulla falsa riga del primo, con un break nei game iniziali. Sinner non appare al massimo della condizione, con scarsa concentrazione. Il 24enne di Breslavia si porta sul 3-0 e mette pressione al tennista azzurro, costretto ancora una volta all’inseguimento. Jannik riesce a ridurre il divario portandosi sul 4-3. Tenta di rimettersi in carreggiata ma Hurkacz tiene l’urto, lotta su ogni punto e non cede il break di vantaggio. Il secondo parziale si chiude per 6-4, con un errore finale di Sinner.

I due hanno dato spettacolo sul campo centrale del Miami Open, senza risparmiarsi. Bel gioco e tanti applausi per due tennisti tanto giovani quanto talentuosi, divisi da soli quattro anni di differenza. Sia Jannik che Hubert hanno modalità di gioco molto simili. Scambi lunghi, cambi di ritmo e accelerazioni imprevedibili. Tattiche a specchio che a questo turno hanno giovato al tennista di Breslavia. I due, inoltre, si conoscono molto bene. Fanno coppia nei tornei di doppio e si allenano anche assieme.

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Tennis

Sinner perde la finale

7-6 6-4 per il polacco Hurkacz

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Jannick Sinner perde la finale di Miami.

La sfida si è chiusa con il punteggio di 7-6 6-4 per il polacco Hurkacz in un’ora e 40 minuti di gioco sul campo in cemento dell’impianto dell’Hard Rock Stadium.

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Master 1000 Miami: Sinner e Hurkacz si giocano la finale

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È il quarto teenager nella storia del tennis a raggiungere la finale di Miami. Jannik Sinner a soli 19 anni è riuscito a eguagliare campioni della portata di Andre Agassi (che vinse nel 1990), Rafael Nadal (finalista contro Roger Federer nel 2005) e Novak Djokovic (vincitore nel 2007). Tre fuoriclasse che da under 20 hanno messo la firma sulla finale del Master 1000 statunitense. Il tennista di San Candido arriva a questo prestigioso appuntamento al culmine di un percorso impeccabile. Si è conquistato gli applausi degli spettatori della Florida e i complimenti dei suoi avversari. «You are not human» («Tu non sei umano»), gli ha detto a fine partita, ai quarti di finale, Alexander Bublik, impressionato dalla performance dell’altoatesino.

Jannik Sinner

La finale – L’avversario di Jannik si chiama Hubert Hurkacz. Classe 1997. Ventiquattro anni compiuti l’11 febbraio scorso. Il polacco di Breslavia al momento sosta alla posizione n. 37, 6 gradini dietro l’azzurro. Sono amici dentro e fuori dal campo. Compagni di doppio, si stimano tantissimo. «Hurkacz è una bravissima persona, forse il miglior amico che ho sul circuito», ha affermato Jannik Sinner. «Jannik è un bravissimo ragazzo. Uno calmo, anzi, super calmo, super rilassato, che sta ottenendo i risultati che vedete grazie a un grande lavoro», ha risposto dal canto suo Hurkacz. Nonostante l’amicizia che li lega i due metteranno da parte i sentimentalismi per dare sfogo all’agonismo puro. Per il giovane polacco si tratta della terza finale in carriera. Le due precedenti – entrambe vinte – parlano americano. Una disputata a Delray Beach lo scorso gennaio e una a Winston-Salem nel 2019. Il terreno di gioco veloce degli Stati Uniti sembra portar bene al polacco, che ha iniziato al meglio questa nuova stagione e sembra non volersi fermare. In occasione del torneo di Miami ha dato ulteriore dimostrazione del suo periodo di forma, mettendo k.o. tennisti del calibro di Denis Shapovalov, Milos Raonic e due top 10 come Stefanos Tsitsipas e Andrej Rublev. La finale contro il suo grande amico Sinner sarà l’ennesima opportunità per brillare ed entrare per la prima volta nella top 20.

La scalata di Jannik – Tanto talento e un pizzico di fortuna. Nel main draw di Miami Sinner è partito con un bye. Poi ha affrontato in serie: Hugo Gaston (n. 162), Karen Khachanov (n. 22), Emil Ruusuvuori (n. 83), Alexander Bublik (n. 44), Roberto Bautista-Agut (n. 12). Tutti incontri disputati con intelligenza, costanza e una mentalità vincente. Partita dopo partita Jannik ha acquistato fiducia, esprimendo un gioco impeccabile. Completo e con cambi di ritmo imprevedibili. Il tabellone non è stato dei più impegnativi e questo ha certamente aiutato la scalata verso la sua prima finale in un Master 1000. Ad attenderlo c’è Hurkacz e non il favorito Rublev, sconfitto in semifinale dal polacco, dopo una brutta prestazione. La prima dopo 15 mesi di successi ininterrotti. Per il beniamino di San Candido questo rappresenta un grande risultato, a prescindere da quale sarà l’esito della finale. Se dovesse vincere entrerebbe a far parte della top 20, precisamente alla posizione n. 14. In caso contrario rimarrebbe fuori di un soffio, sostando alla posizione n. 22.

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