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Tennis

Accuse di violenza contro Zverev. Parla la sua ex fidanzata

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Dure accuse quelle rivolte al campione di tennis Alexander Zverev. A parlare è la sua ex fidanzata, Olga Sharypova, che ha rilasciato un’intervista a Ben Rothenberg, giornalista di Raquet Magazine. La giovane modella russa ha dichiarato di essere stata vittima di violenze, perpetrate dallo stesso Zverev.

<<La prima volta fù a Monaco nel suo appartamento. Me ne stavo andando perchè avevamo avuto un grosso litigio. Ero nel corridoio quando prese la mia testa e la colpì contro il muro>>. <<Non solo la violenza fisica è importante ma anche quella psicologica. E’ stato davvero difficile. Lui era tossico, mi diceva cose terribili: tu non sei nessuno. Non hai guadagnato niente in vita tua. Io sono una persona di successo, ho i soldi, ma tu non sei nessuno>>. Gli abusi divennero così un <<ciclo distruttivo>>. Queste le parole della Sharypova che più volte, durante la loro relazione, è stata oggetto di pressioni e violenze psicologiche. A suo dire Zverev stava sviluppando sempre più atteggiamenti di natura possessiva. <<Dopo ogni singola lite cercavo di sistemare le cose. Lui chiedeva scusa e sembrava che avesse capito di aver fatto la cosa sbagliata. Era un circolo vizioso>>, continua a raccontare la modella russa. Uno degli episodi più difficili vissuti dalla ragazza si è verificato a New York, nel 2019, a pochi giorni dall’inizio del Grande Slam statunitense. I due si trovavano al 46esimo piano del Lotte New York Palace, nella stanza dove alloggiava il tennista tedesco. In quella stanza d’hotel Zverev e Sharypova ebbero una lite culminata nella violenza. <<Ero davvero spaventata. Mi ha buttata sul letto, ha preso un cuscino, lo ha messo sulla mia faccia e si è seduto sopra. Non riuscivo a respirare. Poi sono riuscita a liberarmi, ho urlato, ho iniziato a correre fuori dalla stanza e poi giù nella hall dell’albergo>>.

Ma non finisce qua. I due, infatti, si riappacificarono. Alcune persone vicine a entrambi cercarono di ricomporre i frammenti e riunire la coppia. E così è stato perché la modella russa decise di continuare la relazione e seguire Zverev nel tour mondiale. Ma la storia non cambiò di una virgola ed è proprio a Ginevra, in occasione della Laver Cup 2019 che si manifestò un altro episodio di violenza. <<Avevamo avuto un’altra lite e lui mi colpì con un pugno per la prima volta>>. La ragazza ha dichiarato che dopo aver subito quell’attacco cercò di togliersi la vita, iniettandosi dell’insulina appartenente a Zverev.

Una storia, questa, che ha scosso il mondo del tennis e non solo. In sua difesa il campione tedesco ha pubblicato un post sui social dove smentisce le accuse della sua ex fidanzata, da lui considerate false e infondate. <<Sono triste. Ci conosciamo da quando siamo piccoli e abbiamo condiviso molte esperienze. Mi dispiace molto che lei faccia queste dichiarazioni. Perché queste accuse non sono vere. Abbiamo avuto una relazione ma è finita molto tempo fa. Perché Olga stia facendo queste accuse ora non lo so>>, scrive il n. 7 del mondo. Nel frattempo il tennista di Amburgo ha saputo da poco che diverrà padre. Una notizia non tanto lieta perché la sua ex compagna, la modella tedesca Brenda Patea, dopo essere venuta a conoscenza delle recenti accuse ha dichiarato: <<Fortunatamente posso crescerlo da sola, non condividerò con Sascha la custodia del bambino>>.

Tennis

Berrettini lascia ai quarti agli US Open

Impressionato dal gioco del serbo

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Matteo Berrettini lascia ai quarti agli US Open.

Ho giocato bene, ma oggi si è visto perché è il più forte al mondo: non importa come stai giocando, lui fa semplicemente meglio”, queste le parole di Berrettini al termine dell’incontro perso ai quarti di finale con Djokovic.

Il romano aveva vinto il primo set, però subito il ritorno del tennista serbo: “Ho visto le statistiche: fanno impressione”, ha dichiarato ai microfoni dei colleghi negli USA.

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Tennis

US Open: Berrettini ai quarti contro Djokovic

Nuovo incrocio in un grande Slam

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Matteo Berrettini raggiunge i quarti a Flushing Meadows come accaduto nel 2019 

L’italiano ha sconfitto il tedesco Oscar Otte (che aveva eliminato in precedenza Andreas Seppi) con il punteggio di 6-4 3-6 6-3 6-2 mentre Djokovic ha superato il giovane Brooksby 1-6 6-3 6-2 6-2.

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Tennis

Tennis: Djokovic a caccia del Grande Slam che manca dal 1969

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Classe 1987, numero uno del mondo, 85 titoli vinti in carriera di cui 20 Slam. È lui: Novak Djokovic. Il campione serbo nonostante una concorrenza serrata di tennisti ben più giovani, all’età di 34 anni vuole raggiungere il punto più alto della sua celebre carriera: conquistare il Grande Slam. Qualcosa di leggendario, un’impresa di cui si sente sempre parlare ma che nessuno dal lontano 1969 è più riuscito a realizzare. L’ultimo a compiere l’impresa è stato proprio l’australiano Rod Laver alla fine degli anni ’60, capace ci vincere Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e Us Open nello stesso anno solare. Prima di lui ci è riuscito lo statunitense Don Budge nel 1938. Djokovic è pronto a seguire le orme di questi due fuoriclasse. Il 2021 sembrerebbe essere l’anno giusto. Fino ad ora il tennista di Belgrado ha messo in mostra un gioco impeccabile, senza sbavature sotto ogni punto di vista, sia tecnico-tattico che psicologico. Quest’anno ha alzato al cielo quattro trofei, di cui tre Slam: Australian Open, Roland Garros e Wimbledon.

Djokovic ha concentrato tutte le sue energie per vincere questi Major, dando loro priorità. Una strategia conclamata già a inizio anno e portata avanti nel migliore dei modi. Per completare l’opera manca solo la vittoria finale agli Us Open; un’obiettivo da raggiungere ma che a questo punto della stagione non sembra essere poi così scontato. Il numero uno del mondo viene fuori da due sconfitte alle Olimpiadi di Tokyo che hanno fatto tanto rumore. Prima ha perso in semifinale contro Alexander Zverev. Poi è stato sconfitto nella finale per il terzo e quarto posto, facendo sfumare l’opportunità di mettersi al collo la medaglia di bronzo, conquistata invece dallo spagnolo Pablo Carreno Busta.

La rinuncia a Cincinnati – Djokovic è determinato. Ha un unico pensiero che gli scorre in mente: vincere lo Slam statunitense. Per farlo sta rinunciando a tutti i tornei di spessore che precedono l’Open di New York, come il Master 1000 di Cincinnati. «Ho bisogno di più tempo per recuperare le energie. Ci vediamo agli Us Open. Adesso starò di più con la mia famiglia e poi sarò a New York», ha detto il campione serbo. Massima concentrazione e allenamenti costanti per il numero uno del mondo che sui campi di Flushing Meadows non potrà permettersi di sbagliare. Le luci dei riflettori sono tutte puntate su di lui, specialmente dopo la notizia del ritiro di Rafael Nadal. Il maiorchino per un problema cronico al piede ha deciso di bloccare qua la sua stagione professionistica, dando appuntamento ai suoi fan al 2022. Non dovrebbe essere prevista alcuna operazione invasiva, ma un lento recupero che gli costa l’addio al tennis giocato per i prossimi quattro mesi. La via della precauzione sembra essere quella percorsa maggiormente dai senatori del circuito Atp, che non più giovanissimi si trovano spesso a fare i conti con un fisico un po’ più acciaccato. Ad impensierire Djokovic a New York ci saranno soprattutto il numero due del mondo, Daniil Medvedev e il greco Stefanos Tsitsipas.

Missione fallita a Tokyo – «E’ stata una giornata durissima. Ho completamente perso il mio gioco», aveva detto Djokovic dopo il match perso contro Zverev in semifinale a Tokyo. Il campione di Belgrado è stato battuto in rimonta dal tedesco per 1-6 6-3 6-1. Apparso nervoso e incapace di gestire lo scambio, Novak ha ceduto a uno Zverev più in forma, lo stesso che poi è riuscito a indossare la medaglia d’oro. Lo stesso gioco poco incisivo si è ripresentato nella partita per il terzo e quarto posto contro lo spagnolo Carreno Busta, che ha conquistato l’incontro per 6-4 6-7 6-3. Un altro match impegnativo, tirato fino al terzo set e in cui il serbo è apparso piuttosto stanco. Una possibile causa della perdita di lucidità e ritmo da parte di Djokovic è il fatto che non si sia riuscito ad adattare al clima giapponese. Il numero uno del mondo aveva fatto richiesta agli organizzatori di spostare gli incontri nel pomeriggio per evitare le ore più torride della mattina, ma pare che nemmeno questa cortesia gli sia stata d’aiuto. Dopo le sconfitte nel singolare Novak ha poi dato disdetta per il match di doppio misto, in coppia con Nina Stojanovic. «Mi dispiace di aver deluso i miei compatrioti, ma davvero negli ultimi due giorni non avevo più energie. Ero esausto, fisicamente ed emotivamente. Ho diversi problemi fisici e spero di recuperare in tempo per lo Us Open», ha detto Djokovic, scusandosi.

Una corsa a…tre? Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Dokovic, una corsa a tre che ancora non è finita. I senatori del circuito maggiore in totale hanno vinto 60 Slam e 276 titoli. Numeri da capogiro che passeranno alla storia. Djokovic tra i tre è quello che ha conquistato meno trofei, 85, rispetto agli 88 di Nadal e ai 103 di Federer. Dettagli che fanno la differenza, soprattutto nella mente del serbo, disposto a tutto pur di siglare più record possibili e superare i propri storici avversari. La sete di vittorie e la voglia di scrivere la storia di Djokovic non è affatto una novità. Anche i suoi colleghi sanno quanto sia importante per lui continuare a vincere. Per questo la vittoria degli Us Open – senza il pericolo di dover incontrare lo svizzero e lo spagnolo – rappresenta una grande opportunità, non priva però di pesanti pressioni. La conquista dello Slam newyorkese gli permetterebbe di mettere la firma, oltre che sul Grande Slam, anche sul suo ventunesimo Major, superando sia Federer che Nadal, rimasti a quota venti.

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