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21 settembre 1975, Samb-Juve 2-2: auguri Maurizio Simonato. Samb…Angelica…

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Da Il Martino cartaceo n.18 del 17.9.2016

Sta finendo l’estate del 1975 quando il “Fratelli Ballarin” si veste a festa per una gara storica.
Quel 21 settembre arriva a San Benedetto del Tronto la “vecchia signora”: la Juventus che aveva conquistato l’anno prima e senza grandi problemi, il suo sedicesimo scudetto.
Ad affrontarla è la Samb allenata dall’indimenticabile Marino Bergamasco, un allenatore che predica innanzitutto lavoro e umiltà.

Il tecnico triestino è al suo quarto campionato consecutivo nella “Riviera delle Palme”.
La gara è valida per la quinta giornata di Coppa Italia in un girone di ferro: Juventus, Inter, Ternana, Taranto e la nostra Sambenedettese.
Si qualifica al turno successivo solo una squadra. Nei precedenti tre incontri i rossoblù hanno rimediato altrettante sconfitte: 1-3 in casa contro la Ternana, 0-2 a Taranto “a tavolino” (2-2 sul campo) per aver effettuato tre sostituzioni invece delle due consentite e 0-3 a San Siro contro l’Inter in una gara nella quale la Samb avrebbe meritato, non dico il pari, ma una sconfitta meno netta.

La Juventus deve assolutamente vincere per qualificarsi ed è reduce dall’incontro di andata nei sedicesimi di finale della coppa dei campioni.
Ha affrontato il CSKA a Sofia uscendo sconfitta in rimonta (1-2):a dieci minuti dal termine della gara stava vincendo grazie a un goal realizzato da Pietro Anastasi nel primo tempo.
I Campioni d’Italia in carica sono allenati da Carlo Parola, un ex difensore bianconero, famoso per le sue “rovesciate aeree” e immortalato in un Fiorentina-Juventus del 15 gennaio 1950 mentre effettua l’elegante gesto che la “Panini” di Modena volle adottare come marchio delle “Figurine dei Calciatori”.
Nella Juventus Fabio Capello si appresta a giocare la prima partita dell’anno, dopo un tormentoso problema al ginocchio.

Carlo Parola deve fare a meno dall’inizio del giovane Marco Tardelli che nella dura battaglia di Sofia ha anche perso un pezzo di dente, ma a sua disposizione c’è la migliore Juve con Zoff tra i pali, Cuccureddu e Gentile difensori esterni, Spinosi stopper, Scirea libero; sulla mediana giostrano l’arcigno Peppe Furino, Sergio Gori e Fabio Capello; esterni offensivi sono l’ex-rossoblu Franco Causio e il trentasettenne brasiliano Josè Altafini; in attacco Pietro Anastasi. La Samb risponde con Pigino tra i pali (il nuovo portiere rossoblù, che sostituisce Massimo Migliorini, aveva fatto il suo esordio in serie A nel dicembre precedente con la maglia del Torino proprio nel derby pareggiato 0-0 contro la Juventus), Della Bianchina e Catto difensori esterni, Agretti stopper, Anzuini libero; al centro ci sono Radio, prelevato dall’Empoli, Massimo Berta e “faina” Simonato che si spingono in avanti a supporto del “bomber”; i laterali offensivi sono Nicola Ripa detto “la foca” e Gregorio Basilico “figlio adottivo” di mister Marino Bergamasco; all’attacco c’è lo spietato, rabbioso, mitico “bomber” Francesco Chimenti.
Arbitra l’incontro il genovese Pier Luigi Levrero.

Il “Ballarin”, in quell’ultimo giorno estivo dell’anno, è pieno come un uovo ed è una bolgia, come sempre.
I dirigenti, dal presidentissimo Arduino Caioni ai suoi collaboratori, sono soddisfatti per l’incasso di questa gara in previsione del lungo e duro campionato di serie B.
L’incontro è per la Samb molto importante soprattutto per testare la condizione della squadra, quasi identica e “riciclata” rispetto a quella che l’anno prima si era salvata tranquillamente togliendosi anche delle inaspettate soddisfazioni. La domenica successiva inizia il torneo di B, ancora più difficile e competitivo del precedente.
L’obiettivo che si prefiggono i rossoblù da questo lussuoso incontro di Coppa Italia è quello di non sfigurare, e cercare di limitare i danni e attutire l’amarezza della pesante sconfitta casalinga contro la Juve di Charles e Sivori in Coppa Italia il 25 gennaio 1961 (1-4), unico precedente al “Ballarin” tra le due squadre in competizioni ufficiali.
Le premesse per una gara spettacolare ci sono tutte: si scontrano il gioco aperto di Bergamasco con la passione e la facilità realizzatrice delle “zebre”.

La Samb gioca con la classica casacca rossoblù, la Juventus con quella a strisce verticali bianconere.
I rossoblù, nel primo tempo, attaccano verso la curva Sud, “il tempio del tifo”. La gara inizia e già si ha la sensazione di assistere ad una partita avvincente e spettacolare.
In campo Mauro Della Bianchina, che durante il campionato verrà sostituito dal grande e giovanissimo Arcadio Spinozzi, si prende cura del “barone” Franco Causio; il duro Franco Catto marca Josè Altafini; “bimbo” Agretti si “attacca” ad Anastasi mentre Radio controlla a distanza Fabio Capello. Dall’altra parte Cuccureddu “malmena” il nostro Basilico, Claudio Gentile si occupa di Nicola Ripa, il compianto Gaetano Scirea insegue affannosamente “faina” Simonato e Luciano Spinosi si danna su “bomber” Chimenti.

I primi minuti della contesa vedono le due squadre “studiarsi” tatticamente ma, la forza degli undici bianconeri viene fuori soprattutto quando toccano la palla Furino, Causio e Capello. E’ proprio Fabio Capello che sblocca il risultato poco prima della mezz’ora di gioco: è il 26’ quando l’ex rossoblù Franco Causio batte una punizione.
La difesa della Samb resta incredibilmente immobile e l’opportunista Capello insacca facilmente da circa tre metri dalla porta difesa da Antonio Pigino.
Neanche il tempo di rendersi conto dello svantaggio che arriva il raddoppio dei Campioni d’Italia sempre con Capello: sono passati cinque minuti.
L’azione è simile a quella del primo goal: calcio di punizione dal settore sinistro dell’attacco bianconero.
Questa volta sulla palla si porta l’ex cagliaritano Sergio Gori: disegna una traiettoria alta che attraversa tutta la luce della porta rossoblù fino a giungere nella parte opposta.
Raccoglie Capello che da posizione angolatissima, quasi sull’out di fondo, riesce a spedire il pallone in rete con un’”incornata” di testa. Mentre il pallone si infila tra il palo e il nostro Pigino, Aldo Anzuini resta fermo sulle gambe.
La doppietta delle “zebre” in soli cinque minuti avrebbe potuto abbattere qualsiasi squadra ma non la nostra Sambenedettese!!

Con umiltà e a testa bassa, colpita da due svarioni difensivi, i rossoblù cominciano a tessere la tela del gioco e alla fine del primo tempo riescono a dimezzare lo svantaggio.
Un preciso lancio di Francesco Radio trova “bomber” Chimenti che supera di scatto Luciano Spinosi, e dal vertice destro dell’area piemontese, mentre gli esce incontro Dino Zoff, lo “fulmina” con un preciso diagonale rasoterra: 1-2!

Tripudio del “Ballarin”! Finisce il primo tempo e nella ripresa la Juventus lascia sotto la doccia Capello e Altafini.
Al loro posto entrano Tardelli (con mezzo dente rotto) e Oscar “Flipper” Damiani.

La Samb, come consuetudine del buon Marino, si ripresenta con lo stesso undici. E’ il quinto minuto quando Gregorio Basilico, dalla tre quarti di campo, batte un calcio di punizione.
La palla arriva a “faina”-Simonato che, sebbene pressato da Furino, riesce a far partire un tiro angolatissimo S’insacca alla sinistra di Zoff che si dispera: 2-2!
Maurizio Simonato può così festeggiare degnamente il suo 28° compleanno!!! Il “Ballarin” diventa una bolgia e la Samb, in questo secondo tempo, spinge all’attacco sorretta alle spalle dal calore e dall’incitamento assordante del “Tempio del Tifo”!

I rossoblù salgono in cattedra e quasi annientano, con ripetute azioni geometriche, i Campioni d’Italia.
Della Bianchina e Catto sono superlativi, Agretti addirittura si spinge in avanti, Berta e Radio ordinati e instancabili dettano il ritmo.
Basilico si destreggia nelle sue specialità, le finte e le controfinte subendo anche molti interventi duri!
Ripa è sempre in movimento, Simonato delizia la platea con i suoi tocchi di fino e Chimenti “morde”, costantemente arrabbiato con i difensori avversari!!

La Samb reclama un netto fallo di rigore di Spinosi su Chimenti al 23’ ma l’arbitro sorvola…
Poco più tardi una punizione di Berta si stampa violentemente sulla traversa e, sulla ribattuta, Simonato di testa manda la palla a toccare lo spigolo alto della porta bianconera.

La Samb gioca e la “Vecchia signora”, stanca, si difende come può anche colpendo duro: Basilico è costretto ad abbandonare il campo, ormai malconcio.
Viene sostituito a cinque minuti dal termine da Claudio Trevisan che, tre minuti più tardi, chiama Zoff ad una miracolosa parata!!
L’arbitro fischia la fine.

La Samb avrebbe meritato la vittoria per il gioco espresso e per le occasioni avute, dopo aver commesso due ingenuità difensive che le sono costate molto care.
La storica rimonta sui Campioni d’Italia si è fermata al pareggio in una gara memorabile da consegnare ai posteri.

Il pubblico è in festa, il tecnico bianconero si complimenta con gli avversari e Mister Marino Bergamasco “accarezza” per un po’ i suoi giocatori con la consapevolezza, comunque, che nessuna impresa è stata compiuta e che bisogna continuare a lavorare duro e sodo La domenica seguente comincia il campionato di serie B e la Samb deve onorarlo e ottenere almeno la salvezza che puntualmente e senza affanni verrà raggiunta!
Grande Marino, Samb… Angelica!!!

IL TABELLINO COMPLETO DELLA GARA:

Coppa Italia 1975-76 – 5a giornata-Girone 1

San Benedetto del Tronto, Stadio “F.lli Ballarin”

domenica 21 settembre 1975, ore 16.30

SAMB-JUVENTUS 2-2

SAMB: Pigino; Della Bianchina, Catto F.; Radio, Anzuini, Agretti; Ripa, Berta, Chimenti, Simonato, Basilico (85’ Trevisan). 12° Gonnelli, 13° Marchini, 14° Daleno, 15° Marini. Allenatore: Marino Bergamasco.

JUVENTUS: Zoff; Gentile, Cuccureddu; Furino, Spinosi, Scirea; Causio, Gori, Anastasi, Capello (46’ Tardelli), Altafini (46’ Damiani). 12° Alessandrelli, 14° Morini F., 15° Savoldi Gia.. Allenatore: Carlo Parola.

ARBITRO: Pier Luigi Levrero di Genova.

MARCATORI: 26’ e 31’ Capello, 44’ Chimenti; 5’ st Simonato.

NOTE: Spettatori 13000 circa; ammoniti Tardelli, Catto e Cuccureddu.


Per info su Oggi Sport: https://oggisport.it/ e la pagina Facebook https://www.facebook.com/oggisport/?notif_id=1597904047411099&notif_t=page_fan

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Pari e patta tra Vibonese e Cavese

In vantaggio i padroni di casa, risponde Bubas

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Finisce in parità il match disputato allo stadio “Razza” tra Vibonese e Cavese. Succede tutto nel primo tempo: passano in vantaggio i padroni di casa al 18′ con Berardi, risponde al 19′ Bubas per la formazione aquilotta.

Al termine dei novanta minuti, al termine di una gara molto equilibrata, viene fuori un pareggio giusto. La Cavese dell’ex tecnico Campilongo, ultima della classe, notevolmente rinforzata in sede di calciomercato, se la gioca alla pari ed alla fine esce un pareggio che però non può soddisfare entrambe le squadre.

All’ottavo minuto si rende pericolosa la Vibonese con uno scambio veloce tra Spina e Berardi, l’ottima chiusura del difensore De Franco evita guai peggiori alla Cavese. Al 12′ ci provano ancora i padroni di casa in contropiede con Tumbarello, fermato in qualche modo da Calderini.

Vibonese in vantaggio al 18′: Berardi sblocca la gara con una precisa conclusione di sinistro che non lascia scampo al portiere Kucich. Trascorre un minuto (19′) e la Cavese rimette in equilibrio il match: uscita a vuoto del portiere Marson, Bubas approfitta dell’errore realizzando così la classica rete dell’ex.

L’undici allenato da Campilongo ci prova al 33′ con una conclusione dal limite di Calderini bloccata senza problemi da Marson. La Vibonese risponde al 36′ con una grandissima giocata di Berardi che supera tre avversari e crossa al centro dell’area per l’accorrente Plescia, provvidenziale l’intervento di Marzupio in chiusura.

Non accade nulla nel minuto di recupero concesso dal direttore di gara, le due formazioni vanno così al riposo sul risultato di uno ad uno. Ad inizio ripresa (5′) la Cavese va vicina al raddoppio con Calderini, provvidenziale l’intervento della retroguardia che mura la conclusione.

Al 13′ ci prova l’undici allenato da Galfano con il sinistro di Spina che si perde al lato della porta difesa da Kucich. La Cavese risponde un minuto più tardi (14′) con un tentativo di Bubas che però si perde alto sulla traversa.

Al 21′ grande giocata di Calderini che mette la sfera al centro dell’area, il portiere Marson riesce però a bloccare la sfera senza problemi.

Al 36′ si vede la Vibonese con Plescia fermato dall’uscita decisiva del portiere Kucich. Nuovamente pericolosi i padroni di casa al 43′ con una conclusione insidiosa di Laaribi bloccata senza problemi dal portiere aquilotto.

In pieno recupero (49′) l’undici di Campilongo sfiora la rete vittoria con Calderini.

Il match finisce così, le due squadre si dividono la posta in palio.

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Napoli superflash, ma Verona non solo raddoppia ma triplica

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Napoli superflash, ma Verona non solo raddoppia ma triplica. Vittoria tre a uno per gli scaligeri sui campani, dopo un rapidissimo goal di Lozano dopo circa 10 secondi. Pareggio di Dimarco e vittoria veneta nel secondo tempo.

VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Dawidowicz, Gunter (31′ st Lovato), Dimarco (12′ st Magnani); Faraoni, Tameze, Ilic, Lazovic; Barak, Zaccagni (38′ st Bessa); Kalinic (11′ st Di Carmine). A disposizione: Berardi, Pandur, Salcedo, Udogie, Cetin, Ceccherini, Danzi, Colley. Allenatore: Juric

NAPOLI (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Hysaj; Demme (20′ st Politano), Bakayoko (37′ st Lobotka); Lozano, Zielinski (38′ st Elmas), Insigne (15′ st Mertens); Petagna (20′ st Osimhen). A disposizione: Ospina, Contini, Mario Rui, Llorente, Ghoulam, Rrahmani, Manolas. Allenatore: Gattuso

ARBITRO: Fabbri di Ravenna

MARCATORI: 1′ pt Lozano (N), 24′ pt Dimarco (V), 17′ st Barak (V), 34′ st Zaccagni (V)

NOTE: Ammoniti: Magnani, Zaccagni (V); Demme, Di Lorenzo, Koulibaly (N). Recupero: 2′ e 4′

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La Giana Erminio pareggia con il Lecco

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Prima giornata di ritorno giocata al Città di Gorgonzola contro il Lecco, contro il quale la Giana conquista un buon pareggio che costituisce il terzo risultato utile consecutivo.

Primo tempo 1-0

Tra le fila della Giana rientrano Greselin a centrocampo e Ferrario in attacco, entrambi dopo una lunga assenza per infortunio. Si parte di buon ritmo e al 9′ un’azione avvolgente della Giana porta Perico a servire Greselin al centro dell’area, ma Pissardo lo anticipa di un soffio. Al 10′ Nesta dalla destra crossa in mezzo, esce Acerbis a smanacciare via. Al 14′ primo angolo della gara in favore del Lecco, che si spegne in un secondo corner e poi in un terzo, infine con un nulla di fatto. Al 18′ ci prova Marotta, dopo un batti e ribatti in area, a servire Iocolano sul palo, ma Acerbis ci arriva per primo. Al 23′ punizione centrale per il Lecco dai 30 metri: Emmausso calcia direttamente in porta, debole per impensierire Acerbis. Al 30′ punizione per la Giana dalla trequarti di destra: Pinto calcia in area per Bonalumi, che svetta di testa e gira verso la rete, ma Pissardo blocca tra le mani. Al 32′ altra posizione per la Giana dai 25 metri, sempre Pinto sul punto di battuta: palla in mezzo, batti e ribatti con Ferrario che prova a concludere, salvataggio sulla linea e alla fine è Marchetti che riesce a spingerla in rete, portando in vantaggio la Giana con il suo primo gol in biancazzurro. Al 34′ è Perna che si spinge in avanti conquistando palla e concludere di prima intenzione, ma Pissardo para in due tempi. Al 35′ ancora Perna dalla distanza con un tiro teso prova a sorprendere il numero 1 bluceleste, ma Pissardo c’è. Al 46′ Giana vicinissima al raddoppio con Palazzolo, che da posizione defilata sulla destra conclude con una palla che sfiora la traversa.

Secondo tempo 1-1

Al rientro dagli spogliatoi stessi ventidue in campo. Al 4′ punizione per il Lecco dai 25 metri dalla destra, cross teso in area con Malgrati che spizza veloce di testa, chiamando Acerbis al colpo di reni per deviare in angolo. Al 10′ primo cambio per il Lecco: esce Emmausso per Mangni. Al 16′ punizione per la Giana dai 30 metri: Pinto calcia in mezzo, ma la conclusione di testa di Perico termina fuori. Al 20′ doppio cambio per il Lecco: dentro Mastroianni per Capogna e dentro anche Foglia per Marotta. Al 22′ doppio cambio anche per la Giana, con Finardi che rileva Greselin e Corti che sostituisce Ferrario. Al 23′ pareggio del Lecco con Mangni, che riceve un passaggio in profondità sulla destra, si accentra scartando Bonalumi e batte Acerbis. Al 29′ Lecco vicino al raddoppio con Iocolano, che dal limite conclude a fil di palo. Al 32′ Corti dalla linea di fondo con un insidioso tiro cross cerca di sorprendere Pissardo, senza riuscirci. Al 36′ esce Zugaro per Madonna tra e fila della Giana. Al 41′ angolo per la Giana: dalla bandierina Finardi chiama lo schema, ma il suo cross arriva tra le mani di Pissardo. Al 43′ punizione per il Lecco dai 25 metri sulla destra: Iocolano calcia in area, ma la difesa biancazzurra allontana. Al 44′ cambio Lecco: fuori Cauz per Capoferri. Al 46′ Brevi inserisce Rossini al posto di Perna, ma la gara termina in parità.

GIANA ERMINIO-LECCO 1-1

Giana Erminio (3-5-2): Acerbis, Marchetti, Bonalumi, Montesano, Perico, Greselin (Finardi 22′ st), Pinto, Palazzolo, Zugaro (Madonna 36′ st), Perna (Rossini 46′ st), Ferrario (Corti 22′ st). A disp: D’Aniello, Zanellati, Barazzetta, , De Maria, Capano, Dalla Bona, D’Ausilio, Ruocco. Allenatore: Oscar Brevi

Lecco (3-4-3): Pissardo, Celjak, Malgrati, Cauz (Capoferri 44′ st), Nesta, Bolzoni, Marotta (Foglia 20′ st), Nannini, Iocolano, Capogna (Mastroianni 20′ st), Emmausso (Mangni 10′ st). A disp: Oliveira, Lora, Marzorati, Giudici, Ronci, Merli Sala, Haidara, Raggio,. Allenatore: Gaetano D’Agostino

Direttore di gara: Sajmir Kumara di Verona, con l’assistenza di Ivan Catallo di Frosinone e Franck Loic Nana Tchato di Aprilia. Quarto Ufficiale: Alessandro Negrelli di Finale Emilia.

Marcatori: Marchetti 32′ pt, Mangni 23′ st

Recupero: 2′ pt, 5′ st

Angoli: 1-10

Ammoniti: Greselin 22′ pt, Perna 40′ pt, Celjak 15′ st, Marotta 16′ st, Pinto 42′ st, Brevi (all. Giana) 42′ st

Espulsi: nessuno

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